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Gesù, i suoi fratelli e le sue sorelle che erano i primi a pensare: ''E' fuori di sé''

La questione dei fratelli e delle sorelle di Gesù è molto complessa. Ove accettata infatti escluderebbe la “verginità perpetua” di Maria, circostanza eretica in quanto contrasta con un preciso Dogma della Chiesa. Ma non tutti sono d'accordo
Dal blog di Riccardo Petroni - 30 ottobre 2018 - 18:57

Gesù aveva fratelli e sorelle, come riportano i Vangeli: “Tutto attorno era seduta la folla e gli dissero: ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e desiderano vederti”. E poi: “Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda?" Ed ancora: “Le sue sorelle non sono tutte fra noi?“. Ed infine: “Dopo questo fatto, discese a Cafarnao insieme con sua madre, i fratelli e i suoi discepoli e si fermarono colà solo pochi giorni”.

 

Ma anche gli Atti degli Apostoli ci riferiscono che nel giorno di Pentecoste Maria è presente nella comunità dei seguaci di Gesù insieme agli Apostoli, alle donne ed ai “fratelli di Gesù”. La questione dei fratelli e delle sorelle di Gesù è molto complessa. Ove accettata infatti escluderebbe la “verginità perpetua” di Maria, circostanza eretica in quanto contrasta con un preciso Dogma della Chiesa, introdotto nel Concilio di Costantinopoli nel 553 d.C. Ma su questo torneremo in modo più approfondito.

 

Ecco che nei secoli ci si è precipitati a sostenere, in ambito cattolico, che in ebraico “fratello” e “cugino” sono sinonimi e che quindi Gesù non aveva fratelli, bensì cugini, o al massimo “fratellastri”, figli avuti da Giuseppe (vedovo alla nascita di Gesù) in un suo primo matrimonio. Da qui il fatto di rappresentarlo vecchio. Ma la parola usata dai Vangeli è esplicitamente “fratelli”, ovvero αδελφόι, anche se non tutti, come detto, sono d’accordo. E riguardo a questo basti pensare alle diverse opinioni che ci sono proprio fra i cristiani: per i cristiano-protestanti i “fratelli” di Gesù sono “carnali”, per i cristian-ortodossi sono “fratellastri”, per i cristiano-cattolici sono “cugini”.

 

Da parte mia, di fronte a queste diverse opinioni, penso che sia comunque stupendo pensare che Gesù avesse una famiglia, proprio come le nostre, con fratelli e sorelle, con gli stessi nostri problemi e con le stesse nostre gioie. E magari litigavano anche fra di loro, come accade in tutte le migliori famiglie. Ma Gesù, oltre ad avere rapporti molto freddi nei confronti di sua madre Maria (come abbiamo visto in precedenza), aveva anche un atteggiamento ribelle nei confronti in generale dell’assetto familiare: “Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra. Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera ed i nemici dell’uomo saranno proprio quelli della sua casa''. E poi “Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me, chi non prende la sua croce e non mi segue, non e’ degno di me”.

 

Gesù lo dice quindi in modo molto chiaro e determinato: è necessario seguire un proprio “progetto di vita , in coerenza” con “i suoi” insegnamenti, che erano niente di più e niente di meno che la Torah (la Bibbia Ebraica), che lui giustappunto insegnava. Ed il rispetto della Torah, ci dice Gesù, è un primario obiettivo, da anteporre - se necessario – anche agli affetti familiari. E’ dunque un diritto più che un dovere. Proprio cosi'’. Se abbiamo scelto di imboccare la “strada maestra” indicata dalla Torah, dataci da Dio (Yahveh) tramite Mosè sul Monte Sinai, dobbiamo pretendere di poterla percorrere.

 

E non dobbiamo farci condizionare da tutto ciò che lungo il cammino interferisce o rallenta questa scelta. Ivi compresi i genitori, i fratelli e in generale i propri parenti, che di base dovrebbero essere le persone a noi più vicine e quindi più in grado di apprezzare questi nostri giusti sentimenti. Parenti di Gesù che, lo ricordiamo ancora una volta, furono invece i primi a non credere in lui, pensando che fosse “fuori di sé”: “In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi parenti, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: ''è fuori di sé”.

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