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I dieci comandamenti della Chiesa diversi da quelli della Bibbia: ecco come sono cambiati e perché

Nonostante Gesù avesse chiaramente detto che, chiunque non avesse rispettato anche una sola virgola della Sacra Bibbia, sarebbe stato l’ultimo nel Regno dei Cieli quelli che vengono insegnati a Catechesi non sono i comandamenti della Bibbia. Ecco come sono cambiati e perché
Dal blog di Riccardo Petroni - 20 gennaio 2019 - 14:17

Se vi chiedessi “Quali erano i 10 Comandamenti che osservava Gesù?”, certamente mi rispondereste “Quelli che si trovano indicati nel Catechismo della Chiesa Cattolica”, sicuri di non sbagliare. Quegli stessi 10 Comandamenti che da piccoli ci facevano imparare a memoria negli Oratori (tratti dal Catechismo della Chiesa Cattolica che risale, nelle sue prime edizioni, intorno al XVI secolo). Ebbene, non è così. Gesù infatti non osservava i 10 Comandamenti secondo l’articolazione che troviamo nel “Catechismo della Chiesa Cattolica”, bensì quelli risalenti al 1.200 a.C. circa inseriti nella Sacra Bibbia (la Torah), che Dio aveva dato a Mosè sul Monte Sinai, che lui stesso, da Rabbi, insegnava.

 

Questo vorrebbe dire - ci si chiederà - che i 10 Comandamenti che si trovano elencati nel “Catechismo della Chiesa Cattolica” non corrispondono con quelli inseriti nella “Sacra Bibbia”? Esattamente, e certamente nei punti che andiamo adesso ad analizzare.

 

E per chi fosse scettico od addirittura scandalizzato dalle mie parole, lo inviterei ad andare al più presto in una qualsiasi libreria, chiedere i due testi e verificare di persona.

 

E vediamo allora i "dieci" Comandamenti secondo il “Catechismo Cattolico”:

1)Non avrai altro Dio fuori di me.
2)Non nominare il nome di Dio invano.
3)Ricordati di santificare le feste.
4)Onora il padre e la madre.
5)Non uccidere.
6)Non commettere atti impuri.
7)Non rubare.
8)Non dire falsa testimonianza.
9)Non desiderare la donna d'altri.
10)Non desiderare la roba d'altri.

 

E vediamo adesso i “10 Comandamenti” Secondo la Sacra Bibbia, (Esodo 20:2-17):

 

1)Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla casa di schiavitù.

Non avere altri dèi oltre a me.

2)Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra.

Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il Signore, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.

3) Non pronunciare il nome del Signore, Dio tuo, invano; perché il Signore non riterrà innocente chi pronuncia il suo nome invano.

4) Ricordati del giorno del riposo per santificarlo. Lavora sei giorni e fa' tutto il tuo lavoro, ma il settimo – il sabato - è giorno di riposo consacrato al Signore Dio tuo.

5) Onora tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni siano prolungati sulla terra che il Signore, il tuo Dio, ti dà.

6) Non uccidere.

7) Non commettere adulterio/atti impuri.

8) Non rubare.

9) Non attestare il falso contro il tuo prossimo.

10) Non desiderare la casa del tuo prossimo; non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna del tuo prossimo".

 

Ecco che:

- il Secondo Comandamento è stato del tutto cancellato e del Decimo Comandamento ne sono stati ricavati due, per coprire il vuoto del secondo, che - come si e’ detto - è stato annullato.

- il Quarto Comandamento (diventato il Terzo Comandamento nel Catechismo Cattolico), da “Ricordati di santificare il Sabato” (lo Shabbat ebraico) è diventato “Ricordati di santificare le Feste”. E di conseguenza il Sabato, giorno sacro ed intoccabile per gli ebrei (quindi anche per Gesù) e per Dio, nella Sacra Bibbia, viene spostato alla Domenica.

 

Ma qual’è il motivo di questa incredibile modifica? Il motivo è legato alla “debraicizzazione” dei “10 Comandamenti”. Già, il divieto assoluto di fare ed adorare immagini e di rispettare il Sabato ebraico (lo Shabbat) cozzava infatti irreparabilmente con la nuova religione, denominata “Cristianesimo, fondata circa venti anni dopo la morte di Gesù (50 circa d.C.) a Corinto da Paolo di Tarso (S. Paolo). Nuova religione che era rivolta, come ben noto, ai pagani (e non a caso S. Paolo è chiamato “L’Apostolo delle Genti”, cioè dei gentili, cioè dei pagani). Ma per i pagani era impensabile non poter adorare degli idoli.

 

Come sarebbe stato quindi accettato da loro il Cristianesimo senza le immagini? E che senso avrebbe avuto per i pagani rispettare la sacra usanza ebraica del Sabato (e con esso le relative regole alimentari), tenuto conto che con la stessa non avevano assolutamente niente in comune? Ben più pregnante di significati religiosi era invece per i pagani la Domenica, cioè il giorno nel quale era risorto il Salvatore, secondo quanto riferito dai Vangeli, che San Paolo andava divulgando. Ma quanto sopra è avvenuto nonostante Gesù avesse chiaramente detto che, chiunque non avesse rispettato anche una sola virgola della Sacra Bibbia, sarebbe stato l’ultimo nel Regno dei Cieli.

 

E’ infatti scritto: “Chiunque trasgredirà uno solo di questi precetti (quelli della Torà), anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli”. Ancora una volta non ci è possibile calarci nel più intimo significato della vicenda evangelica, senza interpretarla in senso esclusivamente ebraico.

 

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