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Il freddo rapporto di Gesù con Maria e l'importanza delle donne

Al contrario di quel che la tradizione ha tramandato le scritture mostrano come Gesù anteponesse la sua “mission” ai rapporti con la propria madre e con la propria famiglia. Importanti, invece, le donne (all'epoca considerate meno di niente) che diventano anche sue finanziatrici
Dal blog di Riccardo Petroni - 30 agosto 2018 - 18:43

Premesso che i sacri testi non ci parlano mai dei rapporti fra Gesù ed il padre Giuseppe, né tantomeno di un solo colloquio fra di loro, passiamo a quelli che Gesù ebbe con Maria, sua madre. E’ questa forse una delle pagine più difficili da scrivere in quanto, diversamente da quello che la tradizione ci ha trasmesso, pochissimi sono i contatti che Gesù ebbe con sua madre e tutti molto distaccati, come ora vedremo. Si inizia dal giorno in cui Gesù – dodicenne - si fermò nel Tempio di Gerusalemme a discutere di Torah.

 

Maria e Giuseppe, ripartiti per Nazaret, si accorsero della sua assenza dopo tre giorni e quando lo ritrovarono “restarono stupiti. E sua Madre gli disse: figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io ti cercavamo angosciati”. E Gesù rispose così: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?”. La reazione di Maria e Giuseppe fu che: "Non compresero ciò che aveva detto loro”. E Maria rimase così male della risposta brusca di suo figlio, ancora bambino, che non poté dimenticarsi questo episodio, tanto che, ci dicono i Vangeli: “Custodiva questi fatti nel suo cuore”.

 

Il fatto che Maria e Giuseppe si siano accorti dell’assenza di Gesù solo dopo tre giorni, ha sempre destato molti interrogativi. Ci si è chiesti se Maria era una madre scrupolosa, è possibile che non si fosse accorta per cosi’ lungo tempo dell’assenza del figlio? La risposta ce la forniscono gli esperti. All’epoca le carovane che andavano e tornavano da Gerusalemme, passando anche per svariati giorni da zone impervie e desertiche, erano lunghe centinaia e centinaia di metri. I bambini presenti non stavano con i genitori, ma venivano concentrati verso la parte finale della fila e solo in procinto di arrivare alla meta, i genitori si ricongiungevano con i figli.

 

Ma torniamo ai rapporti fra Gesù e Maria e vediamo il famoso episodio delle nozze di Cana. Venne a mancare il vino. Maria chiese a Gesù di trasformare l’acqua in vino, per allietare l’evento. Gesù le rispose così: “Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora”, sottintendendo che per lui non era ancora giunta l’ora di iniziare a fare i miracoli (sarebbe stato infatti questo il suo primo miracolo). Sul fatto che Gesù chiamò Maria ”donna” e non “madre” sono state sostenute le più disparate teorie. La più ricorrente è quella di Marco Vannini, insigne studioso di mistica: “Questo tipo di replica, che si trova anche altrove nella Bibbia, indica sempre il rifiuto di un rapporto o addirittura una vera e propria rottura, comunque una totale divergenza di opinioni. Chiaro dunque che Gesù sta prendendo le distanze da sua madre e, con essa, dai rapporti familiari”.

 

Ma Gesù usò la stessa espressione anche nel momento in cui, appeso alla croce, affida Maria all’enigmatico discepolo “che Gesù amava”, che in nessuna parte dei Vangeli si dice fosse Giovanni, come viene spesso erroneamente sostenuto: “Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna, ecco il tuo figlio!”. Ma andiamo avanti nel verificare i rapporti fra Gesù e Maria e passiamo a quando quest’ultima giunse con i suoi fratelli e le sue sorelle nel luogo in cui stava predicando. Maria chiese di potergli parlare. Avvisarono così Gesù: “Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano”. Gesù, invece di rallegrarsi della presenza di sua madre e dei suoi fratelli e sorelle, rispose così, rifiutandosi di incontrarli:“Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?” e “girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di D-o, costui per me è fratello, sorella e madre”.

 

Gesù anteponeva quindi la sua “mission” ai rapporti con la propria madre e con la propria famiglia. Ma su questo argomento torneremo. Bene: quelli che ho riportato, sono in assoluto gli unici dialoghi riportati in tutti i Vangeli fra Gesù e sua madre Maria ed è poi da segnalare che S.Paolo non l’ha mai stranamente nominata nei suoi numerosi scritti, limitandosi a dire che Gesù è “nato di donna”. Ma a proposito di donne è interessante evidenziare che, ai tempi di Gesù, erano giuridicamente equiparate più o meno agli schiavi non ebrei ed ai minorenni. Scrive Giuseppe Flavio:“La donna e’ inferiore all’uomo in tutto”. E riporta un atto rabbinico:“Non conversare troppo con la donna”. E cosi’ si esprime Rabbi Eliezer (I secolo d.C.), grande Maestro di Torah:“Meglio sarebbe bruciare tutte le parole della Legge piuttosto che darle in mano ad una donna”.

 

E l’Antico Testamento così si esprime: “Il vino e le donne sono la rovina anche degli uomini saggi”. Per le strade le donne dovevano portare il velo e non potevano intrattenersi in conversazione neanche con altre donne. Faceva eccezione il lavoro nei campi e quando andavano al pozzo pubblico per attingere acqua. Per i maschi era poi vietato parlare od accompagnarsi con una donna che non fosse la moglie. Era inoltre vietato ad una donna testimoniare in tribunale. Ed era tassativamente interdetto toccare una donna malata o che perdeva sangue, in quanto infetta, quindi impura per le leggi ebraiche. Ma Gesù, incurante di ciò, interviene con infinita dolcezza e guarisce una donna emorroissa facendosi toccare: “Ecco, una donna che soffriva di emorragia da dodici anni, gli si accostò alla spalle e toccò il lembo del suo mantello. Gesù, voltandosi, la vide e disse: coraggio figliola, la tua fede ti ha guarita. Ed in quell’istante la donna guarì”.

 

Ed aveva guarito anche la suocera di Pietro (che risulta quindi sposato) allorché “Entrato Gesù nella casa di Pietro vide la suocera di lui che giaceva con la febbre”. Ed anche la bambina siro-fenicia: “Ora, quella donna che lo pregava di scacciare il demonio dalla figlia era greca, di origine siro-fenicia. Tornata a casa, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n'era andato”. Ed al seguito di Gesù c'erano oltre ai Dodici Apostoli anche: “alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni, Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode; Susanna e molte altre che lo assistevano con i loro beni”.

 

Si noti bene: donne che assistevano Gesù con i loro beni. Ecco che Gesù, in totale controtendenza con le leggi dell’epoca sancisce così, senza proclami, ma in modo irreversibile, con il suo comportamento, la parità fra uomini e donne. Già, la parità. E spazza via, come se nulla fosse, millenni di prevaricazioni e di soprusi nei confronti delle donne, tutt’ora perpetrati in troppi paesi nel mondo. Ma anche S. Paolo, nella formazione delle prime comunità cristiane aveva inserito molte donne, come ci ricorda nella lettera ai romani: “Vi raccomando Febe, nostra sorella, che e’ diaconessa della chiesa di Cencre.Salutate Maria, che ha molto lavorato per voi. Salutate Giulia, Nereo e sua sorella Olimpia”.

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