Contenuto sponsorizzato

Il segno giallo cucito sugli indumenti degli ebrei? Il primo ad introdurlo fu un Papa. Le ''leggi razziali'' della Chiesa e ''l'antisemitismo organizzato''

Mentre si avvicina la Giornata della Memoria e abbiamo già visto quale è stata la posizione presa della Chiesa Luterana al riguardo, analizziamo quella della Chiesa Cattolica. Le “leggi razziali antiebraiche mussoliniane” ricalcavano quasi alla lettera quanto deciso dal Papa Pio VI per questo Papa Pio XII, non prese alcuna posizione contraria
DAL BLOG
Di Riccardo Petroni - 19 gennaio 2020

Ha pubblicato “Yehoshua ben Yosef detto Gesù – La sua vera storia – la forza delle sue idee”, “Il Vangelo Segreto di Gesù”, “Gesù di Betlemme” e “Il Ritorno alla Casa di Israele (il Noachismo)”

Il 27 gennaio di ogni anno, quindi fra pochi giorni, si celebra la “Giornata della Memoria”. Il termine “memoria” indica che quel giorno deve essere un “memoriale”, deve essere una giornata che ha come finalità quella di “ricordare”. Ricordare che dal 1933 al 1945 furono massacrati dai nazisti 6.000.000 di ebrei. E questo sterminio di massa si chiama “Olocausto” o “Shoah”.

 

A questo proposito fu posta questa domanda ad un Rabbino: dov’era Dio durante la “shoah”? Rispose il Rabbino (secondo l’uso ebraico), con quest’altra domanda: dov’erano gli uomini durante la “shoah”? Da che parte stava la Chiesa Luterana durante quel genocidio, l’abbiamo già visto nel mio precedente articolo (QUI IL LINK). Vediamo allora adesso dov’era la Chiesa Cattolica. Partiamo però con il chiarire il significato di “Olocausto” e di “Shoah”.

 

Il termine “Olocausto” viene così descritto dall’Eciclopedia Treccani: “Rappresentava la più completa espressione del culto offerto a Dio. Presso gli Ebrei l’ōlāh, istituito secondo la tradizione da Mosè, consisteva nel bruciare interamente la vittima sull’altare dopo l’immolazione (perciò il termine ebraico fu tradotto con ὁλοκαύτωσις o e nella Vulgata con holocaustum), dopo averne versato il sangue attorno all’altare stesso. La vittima poteva essere il toro o il vitello, l’agnello o il montone, il capretto o il capro, sempre di sesso maschile, e tra gli uccelli, la tortora e il colombo, e doveva restare sull’altare tutta la notte, fino alla mattina”.

 

Il termine ebraico “Shoah” invece significa “tempesta devastante”. Così si legge in Isaia: “Ti verrà addosso una sciagura che non saprai scongiurare. Ti cadrà sopra una calamità che non potrai evitare. Su di te piomberà improvvisa una catastrofe che non prevederai”. Comunemente i due termini si usano come sinonimi per identificare il feroce e sistematico sterminio di ebrei effettuato dai nazisti. I termini “olocausto” e “shoah”riconducono immediatamente ad un altro termine: “antisemitismo”. I “semiti” erano i discendenti di Sem (in ebraico שֵׁם) che era uno dei tre figli di Noè citati nella Torah (Bibbia). Quindi per “antisemitismo” si intende “antiebraismo”, odio razziale nei confronti degli ebrei o meglio “avversione e lotta contro gli ebrei”, come ci ricorda sempre l’Enciclopedia Treccani, che aggiunge: “Si tratta di un fenomeno molto antico. A un’ostilità di carattere religioso, viva fin dai primi secoli del cristianesimo (gli Ebrei come deicidi) e intensificatasi dopo i Concili Lateranensi 3° (1179) e 4° (1215), nel Medioevo si aggiunse un’ostilità economico-sociale”.

 

Ecco qui: non solo odio bensì anche “lotta razziale” nei confronti degli ebrei, che inizia con il “primo cristianesimo”, fin dai tempi dei primi cristiani, con l’accusa di “deicidio”, di aver ucciso Gesù, ebreo che Paolo di Tarso fece diventare cristiano ed elevò a “figlio unigenito di Dio”, seconda persona della Trinità. Riguardo al “deicidio”, rimando al mio precedente articolo del 22.12.2019 (QUI IL LINK). Ma di fatto “l’antesemitismo organizzato”, che poi Adolf Hitler portò a livello di “eliminazione totale” della razza ebraica (la cosiddetta “soluzione finale” – “Endlösung der Judenfrage “) , la istituì per primo Papa Pio VI con il suo “Editto sopra gli Ebrei” del 1775, che riprendeva e ampliava i precedenti editti antiebraici di Pio V (20 Maggio l566), Papa Clemente XII (2 Febbraio 1733) e di Papa Benedetto XIV (17 settembre 1751 ).

 

Papa Pio VI che, dimentico del fatto che Gesù nacque e morì ebreo (e non voleva fondare una nuova religione), stabilì delle brutali regole discriminatorie nei confronti degli ebrei al fine di mantenere “illibata” nei fedeli, la “religione cattolica”, e quindi per allontanare i medesimi dal “pericolo di sovversione degli ebrei” . Così infatti è recita l’incipit “dell’Editto sopra gli Ebrei “: “Fra le Pastorali Sollecitudini che tengono occupato l'Animo della Santità di Nostro Signore nel principio del suo Principato, quella che ha il primo luogo, tende a mantenere illibata ne' Fedeli la Cattolica Religione, e considerando perciò, che per allontanare dai medesimi il pericolo di sovversione, che loro può derivare dalla soverchia familiarità con gli Ebrei, è assolutamente necessaria l'esatta osservanza in qualunque luogo del suo Stato Pontificio de' provvedimenti presi”.

 

Ma vediamo quali furono i gravissimi e disumani provvedimenti discriminatori decisi dal Papa nei confronti degli ebrei. Provvedimenti che, ove fossero stati trasgrediti, comportavano, a seconda della gravità, pene peculiari, il sequestro totale dei beni, l’esilio, il carcere (anche a vita) e pene corporali varie, quali tratti di corda e frustate in pubblico (pena destinata soprattutto alle donne).

 

1) Non possa alcun ebreo pernottare fuori del ghetto, e perciò debba ciascuno ritirarsi in ghetto verso l'un'ora di notte, e la mattina non possa uscire prima dell’arrivo del giorno

2) Gli Ebrei dell'uno e dell'altro sesso devono portare il segno di color giallo, per cui vengano distinti dagl'altri, e debbano sempre portarlo in ogni tempo e luogo, tanto dentro i ghetti, quanto fuori di essi e tanto in Roma e ne' luoghi abitati, quanto fuori. Gli uomini debbano portarlo sopra il cappello ben cucito sopra, e sotto la falda, senz'alcun velo, o fascia, se non in caso che fosse dell'istesso colore, e le donne lo debbano portare in capo scopertamente, senza mettervi sopra il fazzoletto, o altra cosa con cui venga nascosto.

3) Che gli ebrei non possino apporre, o far apporre nei loro sepolcri lapide, o iscrizione veruna. Che gli ebrei nel trasportare i cadaveri non usino alcun rito, cerimonia, o pompa funebre, e semplicemente si astengono dal salmeggiare e portare torce, e lumi accesi per la strada.

4)Che gli ebrei non possano invitare, o molto meno introdurre cristiani nelle loro sinagoghe, o per lo contrario a' cristiani non sia ai lecito entrarvi.

5)Che gli ebrei non possano in alcuna maniera ritenere presso di loro, né leggere, comprare, scrivere, copiare, tradurre, vendere, donare, commutare, né in qualsivoglia altro modo alienare sotto qualunque pretesto titolo, o colore, libro veruno, o codici empj, Talmudisti, o altre volte condannati, superstiziosi, cabalisti. Che non ardiscano gli ebrei, né veruno di essi esporre, spiegare, o insegnare gli errori de' suddetti libri, sia in pubblico, che in privato, e tanto dentro le scuole, che fuori di esse. Che nessuno stampatore, libraio, o mercante cristiano, come ancora niun'altra persona di qualsiasi stato, grado, e condizione, possa prestare opera e consiglio agli ebrei, per far loro avere detti libri, e nemmeno per farli scrivere, stampare, portare, o tradurre, come neppure per impetrar loro la permissione di leggerli, o di averli.

6)Che gli Ebrei non facciano, né compongano, ne insegnino fattucchierie, incantesimi, augurj, sortilegi, insalmazioni, o altri atti, che importino superstizioni, per venire in cognizione delle cose occulte, o future, tanto ai cristiani, che agli ebrei stessi .

7)Che non possano gl' ebrei né in loro nome né sotto quello di qualche cristiano, o di altra persona tenere o fare appalti, affitti o società tanto pubblica, che privata de' beni di qualsiasi sorta spettanti a chi che sia, nè prestare il nome, o far sicurtà, o avere alcuna, benché minima partecipazione.

8) Che gli Ebrei non possano prevalersi di mammane e balie cristiane.

9) Che gli Ebrei non possano tenere servitori o serve cristiane, né farsi servire, anche peé brevissimo momento di tempo dagli uni, o dalle altre né a pulire il ghetto, né ad accendere il fuoco, né a farsi lavare i panni né a farsi prestare qualunque opera servile.

10)Che gli Ebrei non giuochino, né mangino, né bevano né abbiano altra familiarità, o conversazione con i cristiani, nè questi con essi tanto ne' palazzi , case o vigne che nelle strade, ostarie, bettole, botteghe o altrove, e gli osti, bettolieri e bottegai non permettano la conversazione tra cristiani ed ebrei.

11)Non ardiscano gli Ebrei di lavorare in ghetto ne' giorni festivi di precetto commandati dalla Chiesa, se non a porte chiuse ed in niuna maniera fuori di Ghetto, nemmeno nelle case de' cristiani di qualsiasi stato e grado .

12)Gli Ebrei di qualsivoglia sesso, ed età non possono andare in carrozza né in calesse per Roma né fuori.

13)Gli Ebrei dell'uno e dell'altro sesso non possano abitare fuori del ghetto, e star nelle ville, terre, castelli, tenute o altrove per qualunque pretesto ancora per quello della necessità di mutar aria, e quando gli occorrerà di andar fuori, e starvi ancora per un sol giorno.

14)In caso che gli Ebrei vogliano andare alle fiere siano parimente obbligati ottenere la licenza in scriptis o dal Vescovo o dall'inquisitore o dal Vicario.

15)Essendo la Predica (cattolica) il mezzo più possente, e più efficace per ottenere la conversione degli ebrei, ordiniamo ai Rabbini di fare intervenire al rito ebraico che si fa nel Sabbato (o in altro giorno della Settimana), per fare detta predica, quel numero di uomini e donne (cattoliche), che secondo la diversità de' Ghetti sarà stato o verrà prefisso.

 

Ecco che dalla lettura dei 15 punti suindicati (sintesi dell’ Editto) si comprende subito perché quando Mussolini istituì le “Leggi Razziali”, nel novembre del 1938, la Chiesa Cattolica, rappresentata da Papa Pio XII, non prese alcuna posizione contraria. E così, di fatto, ratificò quei criminali contenuti. Le “leggi razziali antiebraiche mussoliniane” ricalcavano infatti quasi alla lettera quanto deciso dal Papa Pio VI, compreso l’infame e disumano segno di riconoscimento giallo cucito sugli indumenti degli ebrei. Già, gli ebrei, la “razza” alla quale apparteneva Gesù, il “Figlio di Dio”, per i cattolici.

 

D’altro canto Mussolini, con la firma dei “Patti Lateranensi” nel 1929, con la firma del cosiddetto “Concordato” (sotto Papa Pio XII), si era conquistato da parte della Chiesa Cattolica un grande ed indelebile merito, tanto da essere definito ufficialmente “l’uomo che la Provvidenza ci ha fatto incontrare”. E non a caso il testo dei Patti Lateranensi iniziava così: “In nome della Santissima Trinità”. Ma l’antiebraismo in ambito cattolico ha sempre avuto il sopravvento. Basta citare a tale proposito quanto scrisse nell’ottobre del 1880 Civiltà Cattolica (periodico ufficiale della Chiesa Cattolica, voluto da Papa Pio IX), che auspicava che i governi introducessero “leggi eccezionali per una razza sì eccezionalmente e sì profondamente perversa”.

 

 quando sostenne, sempre Civiltà Cattolica, che gli ebrei erano” eterni fanciulloni insolenti, caparbii, sporchi, ladri, bugiardi, ignoranti, seccatori e flagello dei vicini e dei lontani”. E così si espresse l’influentissimo gesuita Padre Saverio Rondina sull’ebraismo nel 1893: “E’ il polipo gigante che con i suoi smisurati tentacoli tutto abbraccia ed attira a sé. Le sue ventose ed i suoi succhiatori sono da per tutto”. Ed aggiunse: “Noi scriviamo al fine di dare l’allarme agli italiani, perchè si mettano nelle difese contro chi ne osteggia la fede, ne corrompe il costume, ne succhia il sangue”.

 

E pensare che, di contro, che ancora nel 1789, era stata emanata a Parigi la “Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino”, che così si esprimeva:“Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti. Nessuno deve essere molestato per le sue opinioni, anche religiose. La libera comunicativa dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi dell’uomo; ogni cittadino può dunque parlare, scrivere e stampare liberamente.La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce ad altri; così, l’esercizio dei diritti naturali di ciascun uomo, ha come limiti solo quelli che assicurano agli altri membri della società il godimento di questi stessi diritti”.

 

Ma il massimo della scelleratezza contro gli ebrei la Chiesa Cattolica l’ebbe allorché, fin dal 1200 circa, questi ultimi furono accusati di uccidere i bambini cristiani in occasione della Pessach (la Pasqua Ebraica), per mescolare il sangue di quegli infanti con il pane azzimo. E questa ignobile accusa infondata, definita “Omicidio Rituale”, portò la Chiesa a commettere numerosi e spietati omicidi di innocenti. Così si esprime al riguardo l’Enciclopedia Treccani:” Il nucleo centrale dell’accusa si fonda sulla credenza o leggenda che per i loro riti, e in particolare durante quelli pasquali, gli ebrei uccidessero un bambino cristiano utilizzandone il sangue per la preparazione del pane azzimo. Particolare rilevanza assunse il famoso caso di Simonino di Trento, avvenuto nel corso del 1475, di cui si conserva una ricca documentazione legata al processo”. Ma ne parleremo la prossima volta. Per non dimenticare.

Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 20 febbraio 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

22 febbraio - 05:01

In Trentino episodi di caporalato e di sfruttamento lavorativo sono stati fermati negli ultimi anni da diverse operazioni delle forze dell'ordine. L'attenzione è molto alta, il ricercatore e sociologo dell'Eurispes: ''Sono fenomeni che vanno da sud e nord. Esiste ora un piano nazionale di contrasto e serve metterlo in pratica"

21 febbraio - 20:03

I carabinieri di Bolzano hanno trovato alcune dosi di cocaina nella quali sono state rilevate altissime percentuali di levamisolo, altrimenti noto per essere un vermicida che, mischiato alla cocaina in pastiglie tritate, viene fatto passare come “droga di più alta qualità”

22 febbraio - 00:02

Un uomo di 77 anni è morto questa sera a Monselice dove era ricoverato dopo essere risultato positivo al test per il coronavirus. 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato