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La parola di Gesù coincideva con quella degli Esseni? Ecco la conferma analizzando fonti e documenti

La più importante testimonianza è quella, sempre molto citata, dell’ebreo “Yosef ben Matityahu”, meglio noto come Giuseppe Flavio ( 37 d.C. – 100 d.C.). E poi c'è anche quanto sostenuto da Papa Ratzinger: “Sembra che Giovanni Battista, ma forse anche Gesù e la sua famiglia, fossero vicini alla Comunità degli Esseni”. Ecco perché il messaggio di Gesù assomiglia tanto a quello di questa setta dell'ebraismo
DAL BLOG
Di Riccardo Petroni - 03 ottobre 2020

Ha pubblicato “Yehoshua ben Yosef detto Gesù – La sua vera storia – la forza delle sue idee”, “Il Vangelo Segreto di Gesù”, “Gesù di Betlemme” e “Il Ritorno alla Casa di Israele (il Noachismo)”

Già nell'antichità importanti ed attendibili scrittori hanno lasciato precise testimonianze sugli Esseni, ancorché fino al 1947, come abbiamo visto nel precedente articolo (LEGGI QUI), con la scoperta dei “Rotoli del Mar Morto”, non vi fosse alcuna traccia di documenti o reperti archeologici in grado di avvalorarne l’esistenza. La più importante testimonianza è quella, sempre molto citata, dell’ebreo “Yosef ben Matityahu”, meglio noto come Giuseppe Flavio ( 37 d.C. – 100 d.C.). Ed abbiamo riportato, sempre nel precedente articolo, anche quanto sostenuto da Papa Ratzinger, che: “Sembra che Giovanni Battista, ma forse anche Gesù e la sua famiglia, fossero vicini alla Comunità degli Esseni”.

 

Ma se l’ebreo Gesù (Yehoshua), come sostiene Papa Ratzinger, era davvero “vicino alla Comunità degli Esseni”, allora – aggiungo io - dovremmo trovare forti coincidenze fra il pensiero di quest’ultimo (così come ce lo riportano i Vangeli Canonici), con quanto trasmessoci sia dai Rotoli del Mar Morto che da Giuseppe Flavio stesso (in “Guerra Giudaica” - 75 d.C.). Facciamo allora insieme questo confronto, che ce ne darà un’ampia conferma.

 

1) Gesù (Yehoshua) annunciava una “Nuova Alleanza'': “Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue”. E gli adepti della setta degli Esseni chiamavano la loro Comunità “Nuova Alleanza”: “Egli (il Messia Ebraico) riapparirà e condurrà i membri della Nuova Alleanza in una nuova Gerusalemme purificata”.

 

2) Gesù (Yehoshua) sosteneva l’amore reciproco: “Vi do un comandamento nuovo. Che vi amiate gli uni gli altri” E gli Esseni, secondo Giuseppe Flavio: “Sono legati da mutuo amore più strettamente degli altri”.

 

3) Gesù (Yehoshua) proclamava la temperanza e la resistenza alle passioni. Gli Esseni: “Respingono i piaceri come un male, mentre considerano virtù la temperanza e il non cedere alle passioni”.

 

4) Gesù (Yehoshua), da ebreo osservante, attribuiva fondamentale importanza al matrimonio, per la sopravvivenza del “Popolo di Israele”. Ma nel contempo richiamava alla massima attenzione per non farsi trascinare in comportamenti passionali nei confronti delle donne. Disse infatti: “Io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore". Esattamente come gli Esseni, sempre secondo Giuseppe Flavio: “Non è che condannino in assoluto il matrimonio e l'aver figli, ma si difendono dalla lascivia delle donne”.

 

5) Gesù (Yehoshua) invitava a rifuggire la ricchezza .“E' più facile che un cammello passi dalla cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei Cieli”. E così gli Esseni: “Non curano la ricchezza ed è mirabile il modo come attuano la comunità dei beni, giacché è impossibile trovare presso di loro uno che possegga più degli altri''.

 

6) Gesù (Yehoshua) parlava di giustizia:“Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia perché saranno saziati”. E gli Esseni esortavano ad: “Osservare la giustizia verso gli uomini, combattere sempre gli ingiusti e di aiutare i giusti”.

 

7) E sul giuramento così Gesù (Yehoshua): “Io vi dico: non giurate affatto. Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no”. E così gli Esseni: “Tutto ciò che essi dicono vale più di un giuramento, ma si astengono dal giurare considerandolo cosa peggiore che lo spergiurare”.

 

8) Gesù (Yehoshua) era duramente critico nei confronti dei farisei: “Guai a voi, scribi e farisei, voi ipocriti. Guai a voi, guide cieche”. Ed anche gli Esseni lo erano, al punto tale da aver abbandonato Gerusalemme con il suo Tempio, per allontanarsi da loro, e ci dice Giuseppe Flavio: “Il Capo dei Farisei è citato come lo “Schernitore” o Divulgatore di Menzogne”.

 

9)Sempre riferendosi agli odiati Farisei, Gesù (Yehoshua) chiedeva di non fare sfoggio della propria superiorità, come fanno loro che: “Amano posti d'onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze”. Ed anche gli Esseni invitavano a: “Non distinguersi per splendore di vesti o per qualche altra insegna di superiorità”.

 

10) Gesù (Yehoshua) era poi quello che oggi chiameremmo un “guaritore”: “Andava attorno per tutta la Galilea curando ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo”. Ed anche gli Esseni curavano le malattie e le infermità: “Per la cura delle malattie essi studiano le radici medicamentose e le proprietà delle pietre”.

 

11) Il comportamento umile e ritirato che ebbe Gesù (Yehoshua) dal momento in cui fu arrestato al momento in cui fu crocefisso, richiama direttamente questo passo: “Gli Esseni senza nemmeno una parola meno che ostile verso i carnefici e senza versare una lacrima, esalavano serenamente l'anima come certi di tornare a riceverla”.

 

12) Presso gli Esseni “salda è la credenza che mentre i corpi sono corruttibili, e che non durano gli elementi di cui sono composti, invece le anime immortali vivono in eterno. E Gesù (Yehoshua) sosteneva: “E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima”.

 

13) Sempre riguardo all’anima, così pensavano gli Esseni: “Essi ritengono che alle anime buone è riservato di vivere al di là dell'oceano in un luogo che non è molestato né dalla pioggia né dalla neve né dalla calura, ma ricreato da un soave zefiro che spira sempre dall'oceano”. Singolare questo pensiero degli Esseni sull’anima legato al “vento”, perché anche Gesù (Yehoshua) aveva usato la stessa idea del ”vento”: “Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito “.

 

14) E sempre sull’anima gli Esseni, ancora una volta, la pensavano proprio come Gesù (Yehoshua): “In primo luogo ammettono che le anime sono immortali, e poi si spingono alla virtù e si ritraggono dal vizio. Ritengono infatti che i buoni durante la vita diventano migliori per la speranza di ricevere un premio anche dopo la morte”. Vedi a questo proposito il passo evangelico del “ladrone buono” al quale Gesù (Yehoshua) promette il Paradiso: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno. Gli rispose: In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso”. Interessante evidenziare che è questa l’unica volta nella quale Gesù (Yehoshua) nomina il Paradiso, e lo fa con un malfattore pentito.

 

15) E riguardo alle anime cattive gli Esseni la pensavano così: “Le anime cattive finiscono in un antro buio e tempestoso, pieno di supplizi senza fine”. Proprio come la pensava Gesù (Yehoshua): “Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti”.

 

16) E sulle capacità profetiche gli Esseni: “Vi sono poi in mezzo a loro di quelli che si dichiarano capaci anche di prevedere il futuro, esercitati fin da ragazzi nella lettura dei libri sacri, in varie forme di purificazione e nelle sentenze dei profeti. E’ raro che falliscano nelle predizioni”. Proprio come Gesù (Yehoshua), che – fra l’altro - predisse la distruzione del Tempio di Gerusalemme, avvenuta nel 70 d.C., ovvero almeno 40 anni dopo la sua morte: “In verità vi dico, non resterà qui pietra su pietra che non venga diroccata”. 

 

17) E sull’affidarsi a Dio Padre: “La dottrina degli Esseni è di lasciare ogni cosa nelle mani di Dio”. E per Gesù (Yehoshua): “Cercate prima il Regno di Dio e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”.

 

18) Gli Esseni usavano il termine “molti” per indicare tutta la Comunità, ”tutti”. E per trenta volte troviamo questo modo di esprimersi nei Rotoli del Mar Morto. Ed anche Gesù (Yehoshua) si espresse nella stessa maniera: “Questo è il mio sangue dell'alleanza, versato per molti”.

 

19) E poi sui beni in comuni: “Gli Esseni mantengono i loro averi in comune, sia chi è ricco più degli altri, sia chi non possiede nulla”. Riguardo a questo aspetto è interessante riportare quanto scrive l’Evangelista Luca in merito alle abitudini dei primi giudeo- cristiani: “Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito ai singoli secondo il bisogno di ciascuno”. Quindi le prime comunità chiamate “cristiane” (meglio sarebbe chiamarle “giudeo-cristiane”) furono organizzate dagli Apostoli esattamente secondo il modello degli ebrei Esseni.

 

20) Gli Esseni non accettavano la schiavitù: “Né tengono schiavi perché ritengono che la pratica di quest'ultima abitudine favorisca l'ingiustizia”. E per Gesù (Yehoshua) sono "beati gli affamati e gli assetati di giustizia".

 

21) Gli Esseni: “Svolgevano scambievolmente i servizi l'uno dell'altro”. Proprio come nell’episodio riportato da Giovanni sulla “lavanda dei piedi'': “Si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita.  Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugatoio di cui si era cinto”. 

 

Vediamo infine, interessantissimo, come Giuseppe Flavio, nel riportare le abitudini degli Esseni, fornisca la spiegazione di molti aspetti relativi a quella che potremmo definire la “vita spicciola” ed itinerante di Gesù (Yehoshua), altrimenti del tutto incomprensibile. Gesù (Yehoshua) come noto cambiava continuamente villaggi, con al seguito i discepoli ed un gruppo di donne. Già perché al seguito di Gesù (Yehoshua) vi erano molte donne, che peraltro lo sostenevano economicamente: “In seguito egli se ne andava per le città ed i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio. C'erano con lui i Dodici Apostoli e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala, dalla quale erano usciti sette demòni, Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni”.

 

Ma vi siete mai chiesti dove andavano a dormire, ovviamente donne ed uomini separatamente? Donne che nel periodo delle mestruazioni non dovevano neanche essere toccate (nidah: in ebraico נדה) in quanto impure? E chi li ospitava? E dove mangiavano, lui, gli uomini e le donne al suo seguito? E dove trovavano i ricambi per i vestiti? E dove si lavavano, e dove andavano in bagno? Alla luce della sua appartenenza agli Esseni la risposta è immediata. Basti pensare infatti che a quei tempi gli Esseni erano oltre 4000 e vivevano disseminati in tutto il paese. Giuseppe Flavio infatti così ci riferisce: “Le persone che praticano questo genere di vita sono più di quattromila. Essi non costituiscono un'unica città, ma in ogni città ne convivono molti. Quando arrivano degli appartenenti alla setta da un altro paese, essi gli mettono a disposizione tutto ciò che hanno come se fosse proprietà loro, e quelli s'introducono presso persone mai viste prima come se fossero amici di vecchia data”.

 

E poi: “In ogni città viene eletto dall'ordine degli Esseni un curatore dei forestieri, che provvede alle vesti ed al mantenimento. Fra loro nulla comprano o vendono, ma ognuno dà quanto ha a chi ne ha bisogno e ne riceve ciò di cui ha bisogno lui”. Ecco perché Gesù (Yehoshua) esortava così i suoi discepoli: “Voi non dovete possedere e portare con voi due vesti. E non avere delle tasche cucite nei vostri abiti, onde potervi riporre ciò che potrebbe venirvi offerto”. E riguardo alle “location” degli Esseni, David Flusser (1917 – 2000), considerato il massimo esperto mondiale di Cristianesimo Primitivo e Giudaismo del Secondo Tempio, così si esprime: “Oltre a Qumran, residenze Essene furono poste in altri luoghi”.

 

I Rotoli del Mar Morto ci informano infatti della presenza di un importante insediamento anche a Gerusalemme e gli archeologi, a conferma di ciò, hanno riportato alla luce sul Monte Sion quella che viene chiamata proprio la “Porta degli Esseni”. Quindi, alla luce di quanto detto, l’ipotesi che Gesù (Yehoshua) fosse Esseno chiarirebbe la seguente citazione dei Vangeli relativa a quando il Maestro entrò a Gerusalemme, per la terza ed ultima volta. Per la preparazione della Pasqua infatti i discepoli gli chiesero: “Dove vuoi che ti prepariamo per mangiare la Pasqua?”. E Gesù (Yehoshua) rispose loro: “Andate in città, da un tale. E ditegli: il Maestro ti manda a dire il mio tempo è vicino. Farò la Pasqua da te con i miei discepoli''. E poi: “Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala con i tappeti, già pronta. Là preparate per noi”. I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù e prepararono la Pasqua”.

 

Quel “tale” che li ospitò, senza conoscerli, è ragionevole che quindi fosse proprio un Esseno. Ma vediamo quest’altra citazione di Giuseppe Flavio: “Quando viaggiano, non portano seco assolutamente nulla, salvo le armi contro i briganti”. Si chiarirebbe quindi perché Gesù (Yehoshua), secondo Luca, disse così: “Chi non ha una spada venda il suo mantello e se ne procuri una”. E poi perché la sera dell’arresto di Gesù (Yehoshua) avvenne che: “Uno di quelli che erano con Gesù, messa mano alla spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote, staccandogli un orecchio”.

 

Interessante infine notare quanto scrisse la Pontificia Commissione Biblica (Roma, Festa dell'Ascensione 2001) con la Prefazione dell’allora Cardinale Josef Ratzinger: “Dal punto di vista della forma e del metodo, il Nuovo Testamento, ed in particolare i Vangeli, presentano forti rassomiglianze con la Comunità di Qumran, nel modo di utilizzare le Scritture. Le formule per introdurre le citazioni sono spesso le stesse”. Cosa dire? Ancora una volta, solo andando a cercare la matrice esclusivamente ebraica di Gesù (Yehoshua) è possibile comprendere il suo messaggio originale e la sua vera identità.

 

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