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L'Enciclica scomparsa di Pio XI contro le Leggi Razziali, nascosta da Papa Pacelli appena salito al soglio pontificio

L'Enciclica, che era di circa 100 pagine, fu scritta nella Parigi ancora non occupata dai nazisti, e fu spedita in Vaticano nel settembre del 1938. Ma il 10 febbraio del 1939, mentre la bozza era sul tavolo di Pio XI per la firma, quest’ultimo, che l’avrebbe letta – e resa quindi ufficiale – il giorno dopo al cospetto dei Vescovi, morì improvvisamente di infarto e sul Soglio Pontificio salì poco dopo Pio XII, che fece sparire quel testo, che avrebbe potuto cambiare le sorti di milioni di persone
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Di Riccardo Petroni - 15 agosto 2020

Ha pubblicato “Yehoshua ben Yosef detto Gesù – La sua vera storia – la forza delle sue idee”, “Il Vangelo Segreto di Gesù”, “Gesù di Betlemme” e “Il Ritorno alla Casa di Israele (il Noachismo)”

Era il 2 marzo 2020. Il gesuita tedesco Peter Gumpel, relatore della causa di beatificazione di Pio XII, che dal 2009 è Venerabile, ha dichiarato di essere convinto che l’apertura degli Archivi Vaticani confermerà “i tanti gesti di carità nascosta compiuti da Pacelli (Pio XII) a favore degli ebrei”. Già, perché da quest’anno, coronavirus permettendo, gli archivi del Vaticano rimasti fino ad oggi secretati, contenenti documenti su Papa Pacelli, saranno resi disponibili agli storici, soprattutto per verificare l’accusa su di lui più infamante, quella di non aver preso alcuna posizione contro il nazismo e la Shoah. Riguardo a questo, sempre Gumpel, ha aggiunto: “Non emergeranno quegli aspetti eclatanti che molti media sono persuasi di trovare tra quegli scaffali, ora accessibili. Si smonteranno le tante fake news attorno al presunto silenzio di Pio XII, relativamente al dramma della Shoah”.

E Papa Francesco, sempre su questo tema, aveva definito Pio XII “grande figura di pastore, sincero amico dell’umanità e fedele servitore del Vangelo, ai cui valori richiamò incessantemente gli uomini di buona volontà”. Ed aveva aggiunto che: “Bisognava essere sostenuti dal suo esempio cristianamente eroico, al fine di proseguire con fortezza e fiducia nella testimonianza della fede e della carità, diventando strumenti di quella pace, fondata sulla giustizia, che non cessò mai di invocare Pio XII per il mondo“. E l’Arcivescovo Marcello Bertoluzzi, segretario della Congregazione delle Cause dei Santi, si era così espresso nel 2018 al riguardo: “Non bisogna dimenticare soprattutto la santità della sua vita, la sua evidente unione con Dio, la sua carità e tutte le altre virtù cristiane. Tutto questo a fronte di una campagna denigratoria con accuse soprattutto per il suo operato in tempo di guerra, che sarebbe stato caratterizzato da silenzio e indifferenza davanti alle sofferenze del popolo ebraico. Si trattava di vere e proprie calunnie”.

 

Lungi ovviamente dal voler io anticipare le conclusioni della Commissione che valuterà la documentazione desecreta, ritengo ugualmente di poter esprimere un mio pensiero in merito. Inviterei intanto a leggere il mio precedente articolo del 26.1.2020 dal titolo “A Dachau dove si massacrava il popolo di Gesù (e alcuni alfieri del Cattolicesimo) con la complicità del Papa” (LEGGI QUI), in modo da poter passare subito a parlare dell’incredibile e drammatica storia dell’Enciclica “Humani Generis Unitas”, meglio nota agli addetti ai lavori come “L’Enciclica scomparsa”, mai emanata e rimasta segreta fino al 1995, allorché fu pubblicato in Francia il libro dal titolo “L'Encyclique Cachée de Pie XI”, e poi nel 1997, in inglese, dal titolo “The Hidden Encyclical of Pius XI”.

 

Ma vediamo di cosa si tratta.

 

Era il giugno del 1938. Esattamente mentre Mussolini stava preparando, su imitazione della Legislazione Antisemita della Germania Nazista di Adolf Hitler del 1933 , le famigerate “Leggi Razziali”, emanate poi nel settembre del 1938, Pio XI (Papa Ratti, il predecessore di Pio XII), come tutta risposta incaricò il gesuita statunitense John La Farge di preparare la bozza dell'Enciclica “Humani generis Unitas”, la condanna chiara, totale e definitiva della Chiesa Cattolica contro le discriminazioni nei confronti degli ebrei. Una coraggiosissima e netta presa di posizione di quel Papa, che avrebbe potuto cambiare i drammatici eventi che hanno visto trucidare oltre 6.000.000 di persone. E Wlodimir Ledóchowski, il superiore generale dei Gesuiti, a seguito di ciò, incaricò altri due sacerdoti, Gustav Gundlach e Gustave Desbuquois, di assistere LaFarge nella stesura.

 

L'Enciclica, che era di circa 100 pagine, fu scritta nella Parigi ancora non occupata dai nazisti, e fu spedita in Vaticano nel settembre del 1938. Ma il 10 febbraio del 1939, mentre la bozza era sul tavolo di Pio XI per la firma, quest’ultimo, che l’avrebbe letta – e resa quindi ufficiale – il giorno dopo al cospetto dei Vescovi, morì improvvisamente di infarto e sul Soglio Pontificio salì poco dopo Pio XII, che fece sparire quel testo, che così non fu mai emesso. Ma cosa diceva l’Enciclica “Humani Generis Unitas”, (che guarda caso Pio XI aveva commissionata ad uno statunitense e fatta scrivere a Parigi, ancora libera dai nazisti, e non a Roma, governata da Mussolini)?

 

Leggiamolo insieme: “Venerabili fratelli, il momento in cui vi giunge questa Nostra prima Enciclica è sotto più aspetti una vera ora delle tenebre, in cui lo spirito della violenza e della discordia versa sull'umanità una sanguinosa coppa di dolori senza nome. I popoli, travolti nel tragico vortice della guerra, sono forse ancora soltanto agli inizi dei dolori, ma già in migliaia di famiglie regnano morte e desolazione, lamento e miseria. Il sangue di innumerevoli esseri umani, anche non combattenti, eleva uno straziante lamento”.

 

Pio XI poi, dopo aver chiarito che la questione “cristiani-ebrei” può e deve riguardare esclusivamente l’ambito teologico, stigmatizzando sotto il profilo “ teologico”in modo anche severo il fatto che gli ebrei non abbiano riconosciuto Gesù come Messia, si esprimeva però senza mezzi termini come segue, in merito alle criminali discriminazioni razziali nei confronti degli ebrei da parte di Hitler:

 

Gli Ebrei e l'antisemitismo (Separazione religiosa)

 

“Coloro che hanno innalzato la razza su questo piedistallo usurpato (cioè i nazisti), hanno reso un cattivo servizio all'umanità. Ci si domanda naturalmente se questo fine è perseguito da molti dei principali sostenitori in virtù di una pretesa purezza della razza o se il loro disegno non si indirizza piuttosto a forgiare un'abile parola d'ordine per trascinare le masse verso fini ben differenti. Diventa chiaro che la lotta per la purezza della razza finisce per essere unicamente la lotta contro gli ebrei, lotta che non differisce né per i veri motivi, né nei metodi — se non per la crudeltà sistematica — dalle persecuzioni esercitate ovunque contro gli ebrei fin dall'antichità.

 

Persecuzione degli ebrei

 

Una volta scatenata la persecuzione, milioni e milioni di persone vengono spogliate, sul suolo stesso della loro patria, dei più elementari diritti e privilegi del cittadino, viene loro rifiutata la protezione della legge contro la violenza e il furto, l'insulto e la vergogna sono all'ordine del giorno, si arriva fino a gettare il marchio del crimine addosso a persone fino ad oggi scrupolosamente rispettose della Legge del loro paese. I valori patriottici, a cui si fa appello con tanto ardore a profitto di questa o quella classe di cittadini, cadono nel ridicolo non appena li si invoca a favore degli sventurati che la loro razza esclude dalla comunità. Questo flagrante rifiuto della più elementare giustizia nei confronti degli ebrei ne spinge a migliaia in esilio, a caso, sulla faccia della terra, privi di risorse”.

 

Riguardo alla scomparsa di questa Enciclica è interessante citare l’annotazione di Domenico Tardini del 15 febbraio 1939 (cinque giorni dopo la morte di Pio XI), al tempo collaboratore della Segreteria di Stato Vaticana, che così scrisse: “Mi telefona S.E. Mons. Montini (che nel 1963 diventerà Papa Paolo VI). Gli ha telefonato il cardinal Pacelli (che nel marzo 1939 diventerà Papa Pio XII) per dare i seguenti ordini: 1) che Mons. Confalonieri consegni tutto quel materiale che ha, circa il discorso che S.S. Pio XI aveva preparato per l'adunanza dei vescovi dell'11 febbraio 2) che la tipografia distrugga tutto il materiale che ha (bozze, piombi ecc.)”.

 

Questo scritto di Domenico Tadini chiarisce che è stato proprio Pio XII a far deliberatamente sparire l’Enciclica anti-nazista di Pio XI. Ma chi era Domenico Tadini? Così lo descrive l’Osservatore Romano del 21.4.2020: “Una figura che ha segnato profondamente la politica vaticana nel corso del Novecento, una personalità che attraversa la storia della Chiesa, ne fu protagonista e testimone, lasciando il segno della sua presenza e del suo ruolo di primo piano. Alla fine della grande guerra, nel 1921 Benedetto XV lo nominò minutante della Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari. Nel 1929 fu, con Pio XI, sottosegretario della medesima Congregazione e nel dicembre del 1935 Sostituto della Segreteria di Stato e Segretario della Cifra. Nel dicembre 1937 entrò nel cuore della diplomazia vaticana come Segretario della Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari”.

 

C’è da aggiungere altro sul comportamento di Pio XII in merito allo sterminio del popolo ebraico da parte dei nazisti?

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