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Ma voi sindaco Valduga, assessore Previdi e decano di Rovereto siete mai passati dal Lungo Leno Destro?

Sotto una tettoia infatti (a poche centinaia di metri quindi dal pieno centro di Rovereto), dove c’era la stupenda Ludoteca (chiusa incredibilmente per sempre e sostituita con niente) e l’Aci, ci vive da tempo - in condizioni del tutto disumane e drammaticamente malsane - un senza fissa dimora, che dorme all’aperto, accanto al fiume, con temperature notturne adesso rigidissime. E la nostra società che fa?
DAL BLOG
Di Riccardo Petroni - 13 novembre 2020

Ha pubblicato “Yehoshua ben Yosef detto Gesù – La sua vera storia – la forza delle sue idee”, “Il Vangelo Segreto di Gesù”, “Gesù di Betlemme” e “Il Ritorno alla Casa di Israele (il Noachismo)”

Mi sono chiesto stamani: “Ma lei Francesco Valduga, Sindaco di Rovereto e lei Mauro Previdi, Assessore alle Politiche Sociali e lei don Sergio Nicolli, fino a pochi giorni fa decano di Rovereto, (quindi da adesso don Ivan Maffeis, che è subentrato), siete mai passati dal Lungo Leno Destro, dove transitano decine di persone tutti i giorni?”. Già perché non riesco a credere che non vi siate accorti, o che nessuno vi abbia detto, che proprio lì, a pochi metri dal Monumento agli Alpini, morti per la nostra libertà e dignità (quindi per il nostro onore), vi è un altro importantissimo monumento, completamente ignorato. Quest’ultimo però è un monumento “vivente”. Ed è al “disonore” del nostro modello sociale.

 

Sotto una tettoia infatti (a poche centinaia di metri quindi dal pieno centro di Rovereto), dove c’era la stupenda Ludoteca (chiusa incredibilmente per sempre e sostituita con niente) e l’Aci, ci vive da tempo - in condizioni del tutto disumane e drammaticamente malsane - un senza fissa dimora, che dorme all’aperto, accanto al fiume, con temperature notturne adesso rigidissime. Un essere umano quindi, che vive in condizioni disumane tenuto conto della situazione nella quale si trova, documentata dalle foto scattate stamani (nel rispetto della privacy).

 

 

 

Ed ecco che in questo momento, mentre sto scrivendo, mi è venuto in mente, potente come fosse un martello pneumatico, cosa dice la “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”: “Considerando che nella Carta dei Popoli, le Nazioni Unite hanno proclamato di nuovo la loro fede nei diritti fondamentali dell'uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della sua persona”. E poi cosa dice la stupenda Carta Costituzionale Italiana: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana. E infine, non ultimo, cosa ci ha lasciato detto nei Vangeli Rabbi Yehoshua ben Yosef, meglio conosciuto come Gesù di Nazareth: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.

 

Parole chiare e indelebili queste, sia “laiche” che “religiose”, dalle quali ero convinto non potesse scappare nessuno. Ma, di contro, sento anche rimbombare nelle mie orecchie queste “orrende” ulteriori parole: “Non è vero che quel senzatetto è stato ignorato. Abbiamo fatto tutto quello che è possibile. E’ lui che non vuole accettare una soluzione e che preferisce vivere lì”. A parte il fatto che non è così, avendoci parlato a lungo, rimane la circostanza che comunque viene lasciato lì, con buona pace di tutti, a rischio vita, a causa del freddo e delle sue condizioni fisiche, ed a gravissimo rischio, peraltro, di diffusione del cononavirus, che oramai sta dilagando anche nella nostra città.

 

 

 

“Orrende” parole ho detto, perché, anche se fosse vera la sua ritrosia, vorrebbe dire che in uno “stato di diritto” ed in una “città cattolica” come la nostra, si è incapaci di affrontare una situazione disumana e brutale come questa. Ma se va bene così, vorrebbe anche da dire – di conseguenza - che la “Carta dei Diritti degli Uomini” e la “Costituzione” sono carta straccia. E che aveva ragione Daolio con i Nomadi: “E’ un Dio che è morto”. E Pilato ci ha già insegnato gli effetti distruttivi di questo comportamento.

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