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Ratzinger, Viganò e l'Anticristo ''Bergoglio'': come i tradizionalisti non si accorgono della ''trave'' nei loro di occhi

Monsignor Viganò riguardo al Concilio Vaticano II ha detto: “Non ci si può sottrarre al dovere di condannare con fermezza gli errori che sono dilagati nel seno della Chiesa a partire dal Vaticano II in poi, che hanno attirato sulla Chiesa stessa e sul mondo giuste punizioni, affinché abbiamo a ravvederci e ritornare a Dio”. E riguardo a Bergoglio ha sostenuto che il suo comportamento blasfemo e sacrilego richiederebbe addirittura la “riconsacrazione” di S. Pietro, in quanto da lui profanata irrimediabilmente. Uno scontro titanico si sta consumando nella chiesa. Ecco perché
DAL BLOG
Di Riccardo Petroni - 29 maggio 2020

Ha pubblicato “Yehoshua ben Yosef detto Gesù – La sua vera storia – la forza delle sue idee”, “Il Vangelo Segreto di Gesù”, “Gesù di Betlemme” e “Il Ritorno alla Casa di Israele (il Noachismo)”

Era il 13 marzo del 2013. Papa Bergoglio veniva eletto Papa. Il suo predecessore Joseph Ratzinger, dimessosi in data 11 febbraio 2013, divulgava il seguente solenne impegno nei confronti del nuovo Papa: “Santità, fin d’ora le prometto la mia totale obbedienza e la mia preghiera”. Questo impegno, preso dal successore di Pietro, peraltro “infallibile” per Dogma, l’Emerito Ratzinger l’ha violato per la prima volta in occasione del Sinodo sull’Amazzonia, nello scorso gennaio 2020, in concomitanza con l’uscita di un libro del Cardinal Robert Sarah (da sempre grande nemico di Bergoglio). Mentre il Sinodo infatti stava ancora approfondendo la richiesta avanzata proprio dai Vescovi dell’Amazonia, che si potesserero elevare a rango di sacerdoti i diaconi sposati, nelle sperdute e spopolate zone di quella poverissima area geografica, al fine di poter mantenere viva l’opera di evangelizzazione, che oramai stava scomparendo, Ratzinger decise di “mettersi di traverso”.

 

E contrastò con parole durissime e con modalità scenografiche mai viste prima questa decisione, evocato scenari apocalittici per la Chiesa, che avrebbe visto – a suo dire - la fine dei suoi giorni, se avesse aderito a questa richiesta. Scenari diabolici che hanno avuto l’effetto da lui sperato, ovvero quello di far saltare questa possibilità e contemporaneamente quello di aizzare quell’area di “integralisti cattolici”, definiti i “tradizionalisti” (quelli ai quali piaceva il Papa con l’ermellino e le pantofole rosse di Prada). “Tradizionalisti”che hanno visto nelle parole di Benedetto XVI la conferma che Papa Bergoglio è nientemeno che “l’Anticristo”. Uno scontro titanico degno di scene bibliche inenarrabili, che la stampa di tutto il mondo non ha mancato di rimarcare. Ma la storia “dell’Anticristo” non è finita lì. Il 3 maggio scorso, sempre l’Emerito Ratzinger, violando di nuovo il “silenzio stampa” promesso, ha deciso di intervenire sul sito ultraconservatore cattolico “LifeSiteNews”, uno dei principali punti di riferimento per gli attacchi a Papa Francesco, per sostenere che “le nozze gay e l’aborto”sono evidenti segni giustappunto “dell’Anticristo”.

 

E questo sempre in occasione della presentazione di un libro. Questa volta però proprio su di lui, di oltre mille pagine, dal titolo “Benedetto XVI – Una Vita”, scritto dal giornalista tedesco Peter Seewald, biografo del Papa Emerito. Da evidenziare che il sito suindicato è stato quello che ha diffuso i brutali attacchi a Francesco da parte di Carlo Maria Viganò, ex-Nunzio Apostolico a Washington, che aveva di recente, anche lui, identificato in Bergoglio la figura “dell’Anticristo”, scrivendo: “Eresie materiali, eresie formali, idolatria, superficialità di ogni sorta: il Sommo Pontefice Bergoglio non cessa di umiliare pervicacemente la più alta autorità della Chiesa, demitizzando il Papato”. E poi , sempre riferito a Bergoglio: “I dogmi mariani sono il sigillo apposto sulle verità cattoliche della nostra fede, definite nei concili di Nicea, Efeso e Calcedonia; sono l’infrangibile baluardo contro le eresie cristologiche e contro lo scatenamento furibondo delle Porte degli inferi. Chi li meticcia e li profana (cioè Bergoglio) mostra di essere dalla parte del Nemico”. Quindi dalla parte del demonio.

 

E ancora: “È da ormai più di sei anni che siamo avvelenati da un falso magistero” e poi “Con papa Bergoglio – come con tutti i modernisti – è impossibile cercare chiarezza, dal momento che il marchio distintivo dell’eresia modernista è proprio la dissimulazione.

 

Ma cos’è l’anticristo? Il termine viene dalla parola greca “ἀντίχριστος”. L’Enciclopedia Treccani ci dice che è: “Il nemico di Cristo che tenta di soppiantarlo”. E Paolo di Tarso così lo descrive: “E’ l’uomo del peccato, figlio della perdizione, che si contrappone e si innalza sopra di tutto ciò che si chiama Dio”. Per gli Evangelisti è “l’abominio della desolazione” che avviene “per virtù di Satana, con prodigi mendaci e in ogni sorta di seduzione peccaminosa”. Il Profeta Daniele infine, con un vaticinio lo descrive come la “bestia che viene dal mare”. E ci dice che: “Aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo”.

 

Bene: Papa Francesco per i “tradizionalisti” sarebbe l’Anticristo” sopradescritto e di conseguenza sarebbe lui ad aver portato, con le sue aperture, alla rovina definitiva della Chiesa. Ma Mons. Viganò, che dei “tradizionalisti” è il “team leader” (spalleggiato dall’Emerito Ratzinger), si spinge oltre ed in una recente intervista ha detto:“La pandemia del Coronavirus, come tutte le malattie e la stessa morte, sono una conseguenza del Peccato Originale. La colpa di Adamo, capo del genere umano, ha privato lui e i suoi discendenti non solo della Grazia, ma anche di tutti quei doni che Dio gli aveva dato alla Creazione. Il Cattolico sa che la malattia, e quindi anche le epidemie, la sofferenza, la privazione dei propri cari, devono essere accettate con fede e umiltà̀ anche in espiazione dei nostri peccati personali”. E poi, sempre riferendosi al Coronavirus: “Un padre che non punisce dimostra di non amare il figlio, ma di disinteressarsi di lui. Vorrei anche aggiungere che la verità̀ di un Dio giusto che premia i buoni e punisce i malvagi fa parte di quell’eredità comune alla legge naturale che il Signore ha instillato in tutti gli uomini di tutte le epoche”.

 

E riguardo alla domanda se la Chiesa avesse delle colpe, Viganò ha così risposto: “La Chiesa è in sé sempre, indefettibilmente santa, poiché́ essa è il Corpo Mistico di Nostro Signore, e sarebbe non solo temerario, ma blasfemo anche solo pensare che la divina istituzione che la Provvidenza ha posto in terra come dispensatrice della Grazia ed unica arca di salvezza possa anche minimamente essere imperfetta”. Aggiunge poi: “Questo flagello non può̀ però esimere la Chiesa, nella sua stessa Gerarchia, a compiere un severo esame di coscienza per essersi arresa al mondo”. E la colpa della sottomissione che la Chiesa ha nei confronti del mondo materialista e corrotto, Mons. Viganò l’attribuisce, in primo luogo alle aperture del Concilio Vaticano II (Papa Giovanni XXIII - 25 gennaio 1959), che concretizzò la “Dottrina Sociale della Chiesa”, in secondo luogo proprio “all’Anticristo” Papa Bergoglio.

 

Riguardo al Concilio Vaticano II ha infatti detto: “Non ci si può sottrarre al dovere di condannare con fermezza gli errori che sono dilagati nel seno della Chiesa a partire dal Vaticano II in poi, che hanno attirato sulla Chiesa stessa e sul mondo giuste punizioni, affinché abbiamo a ravvederci e ritornare a Dio”. E riguardo a Bergoglio, sempre Mons. Viganò, ha sostenuto che il suo comportamento blasfemo e sacrilego richiederebbe addirittura la “riconsacrazione” di S. Pietro, in quanto da lui profanata irrimediabilmente. Ecco qui: “Mi duole notare che ancor oggi, quando tutti noi siamo testimoni della collera divina che si abbatte sul mondo, si continui ad offendere la Maestà̀ di Dio, parlando della «vendetta della madre terra che reclama rispetto», come ha affermato Papa Bergoglio qualche giorno fa nella sua ennesima intervista. Urge invece chiedere perdono per il sacrilegio perpetrato (da Bergoglio) nella Basilica di San Pietro, riconsacrandola secondo le norme canoniche prima di celebrarvi nuovamente il Santo Sacrificio”.

 

Di fonte a quanto abbiamo fin qui visto non può che venire in mente una parabola dell’ebreo Yehoshua ben Yosef, detto Gesù, Rabbi nella Palestina del I Secolo. E’ questa: “Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?".

 

Ma andiamo per gradi. E partiamo dalle “nozze gay e dall’aborto”. Io non entro nel merito se siano cose giuste o sbagliate. Dichiaro però innanzitutto, in modo fermo, che rientrano indiscutibilmente nelle scelte che uno Stato Laico ha il diritto di fare, nel rispetto di quel “Date a Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio” che lo stesso Gesù ha pronunciato e che comunque Bergoglio non ha avuto alcuna voce in capitolo sulle scelte che lo Stato Italiano ha fatto a suo tempo in merito.

 

Secondo: “nozze gay ed aborto” rientrano nelle libere scelte del tutto personali. Intendo dire, con il massimo rispetto per tutti, che un cattolico è pienamente libero di sviluppare la propria sessualità nel modo che ritiene più opportuno. Quindi se un cattolico è omosessuale, e ritiene che questo può contrastare con la fede di cui è portatore ed alle regole che la Chiesa Cattolica richiede, può astenersi, e quindi, di conseguenza, scartare anche “motu proprio” il “matrimonio gay”. Direi, “mutatis mutandi” che sarebbe una scelta identica a chi decide di farsi prete e di rispettare il celibato, oppure a quella della ragazza che decide di arrivare vergine al matrimonio. Stessa cosa per l’aborto. Nessuno obbliga una donna cattolica a farlo. Ma anche nessuno obbliga giustissimamente alcun dottore a praticarlo, potendosi dichiarare “obiettore di coscienza”. Se ne desume che “nozze gay” e “aborto”, comunque uno le voglia giudicare, non possono aver inciso minimamente nel degrado della Chiesa, che Ratzinger e Viganò denunciano.

 

Chiesa e cattolicesimo che, non dimentichiamoci, rientrano anch’esse nelle scelte di carattere esclusivamente personali. Ma se la “rovina della Chiesa” non sono “nozze gay ed aborto”, e tantomeno Papa Francesco (che non c’entra niente), il dichiarato “Anticristo” di Ratzinger e Viganò, dove dobbiamo andare a cercalo? Per quanto mi riguarda, fossi in Ratzinger e Viganò, lo andrei a cercare innanzitutto nelle “Lobby Gay” (denunciate dallo stesso Ratzinger) e nei perversi festini di prelati connessi. Poi nella brutale “pedofilia”, vero crimine, ma soprattutto nelle coperture (vera omertà con gli stessi sistemi della mafia) che Papi, Cardinali, Vescovi e Preti ne hanno fatto, con responsabilità e danni irreparabili. Poi nei preti che, infischiandosi della scelta di celibato fatta, e dei pistolotti che fanno ogni domenica ai fedeli in merito alla continenza, se la intendono con donne, talune delle quali parrocchiane anche sposate. Poi nella spregiudicatezza delle finanze vaticane, con i vari “banchieri di Dio”, che hanno portato a sperperare ingenti somme destinate ai poveri ed a fare loschi investimenti in società fantasma. Poi negli abusi sulle suore, fenomeno che anche recentemente è stato denunciato, soprattutto nei confronti delle “sorelle” venute dall’Africa e dall’Asia. Infine l’andrei a cercare nella sfacciata ricchezza nella quale vivono i prelati di alto rango, in dispregio delle invocazioni di Gesù e della sofferenza della povera gente.

 

Ricchezza sfacciata che si riverbera nei paramenti carnevaleschi di foggia medioevale che vengono sfoggiati, a dispetto delle tuniche sporche e consunte portate da Gesù. Cari Ratzinger, Viganò e cari “tradizionalisti”, visto che evocate la presenza della “bestia demoniaca”, ovvero dell’Anticristo, andate a cercarla in questi luoghi e certamente la troverete. Buon lavoro, con sincero sdegno.

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