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Melinda cerca mele all'estero. La produzione sarà di meno di 10.000 vagoni contro i 40-42 mila degli anni scorsi

Servono almeno 2.000 vagoni di mele. Il presidente Odorizzi spiega che sono necessari per servire il mercato, dare lavoro ai dipendenti e non far perdere soldi ai frutticoltori
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 14 settembre 2017

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

Melinda sta cercando mele da acquistare in vari Paesi dell’Unione europea per colmare il deficit di produzione della stagione in corso che si profila pari a 9.900 vagoni. Inferiore quindi ai 10.000 vagoni previsti ai primi di agosto e ai 40-42 mila prodotti mediamente negli anni scorsi. Non ne fa mistero il presidente Michele Odorizzi che quantifica in almeno 2.000 vagoni le mele che Melinda dovrebbe acquistare all’esterno.

 

Alla domanda se l’acquisto fuori della Val di Non potrà danneggiar l’immagine del consorzio, il presidente risponde che l’acquisto si rende necessario per tre motivi o necessità irrinunciabili: servire con continuità il mercato, dare lavoro ai dipendenti, non far perdere soldi ai frutticoltori.

 

Nei giorni scorsi Odorizzi ha fatto parte di una delegazione che si è recata in Spagna per visionare partite di mele scendi pianta. Non si è proceduto all’acquisto perché il prezzo era elevato: 40-45 centesimi. Vi si dovrebbero aggiungere almeno 15 euro per il trasporto e il costo della selezione in magazzino che costringerebbe Melinda a vendere le mele a più di 1 euro.

 

Quanto al rischio di calo di immagine la risposta è precisa: venderemo le mele acquistare fuori dalla Val di Non con marchi di fantasia o delle catene di mercato che le acquisteranno. 

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