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“Ritrovato nel bidone delle immondizie bimbo morto”. Era solo una grossa bufala in salsa razzista

Di Luca Pianesi - 08 settembre 2016 - 16:51

TRENTO. “Ritrovato nel bidone delle immondizie bimbo morto”. Questo la notizia shock lanciata domenica sera, intorno alle 21, da un giornale locale online che per tradizione si “affida” alla voce dei trentini. Una notizia apparentemente clamorosa, non ripresa però da nessuna testata, nemmeno dalla nostra che pur piccolina e, in quanto appena nata, è alla giusta ricerca di visualizzazioni, click e nuovi follower. Perché? Perché "l'evento narrato non è mai accaduto". Sono i carabinieri con una nota ufficiale affidata all'Ansa a mettere la parola fine su una pessima vicenda. 

 

Sui social sin dal giorno dopo al lancio della notizia erano cominciati a circolare i primi post di stampo complottista: “I giornali stanno coprendo qualcuno?”; “Si vuole mettere a tacere la cosa?"; "Forse era il bimbo di un potente?". Rispondiamo noi: no. Nessun segreto. Nessun complotto. Solo la deontologia di tanti bravi giornalisti (dall'Adige al Trentino, dalla Rai al Corriere del Trentino e a tutte le altre testate locali) che prima di sparare titoli e riprendere le voci dei trentini verificano e approfondiscono la notizia. Altrimenti non si fa informazione, come è accaduto in questo caso. Le notizie sono un'altra cosa. Quella notte di domenica tutte le testate locali, avvertite che su La Voce del Trentino era uscito quel titolo agghiacciante, si sono allertate mettendo in campo i migliori professionisti e i più bravi “segugi” della cronaca nera, alla ricerca di una conferma o di una smentita di quella che era una notizia tanto terribile quanto forte per l'opinione pubblica.

 

Nel testo dell'articolo la voce della donna che aveva assistito al ritrovamento spiegava che si trattava del “feto di un bambino appena nato, purtroppo morto” e il testo riportava immagini raccapriccianti e dettagliate: dal “sacchetto inzuppato di sangue”, alla disperazione della donna che aveva scoperto il corpicino costretta “a vomitare” per l'impressione. E, poi, c'erano quei continui riferimenti ai carabinieri “intervenuti” sul posto che “hanno confermato che nel sacchetto di Nylon c’era purtroppo un neonato morto” e che “hanno aperto le indagini”. Tutti noi ci siamo aggrappati a questa che sembrava l'unica pista praticabile, quella delle forze dell'ordine. Primo passo: telefonata ai carabinieri che però non sapevano niente; secondo passo chiamata a polizia e finanza, perché non si sa mai e magari la signora si era confusa e aveva visto semplicemente dei lampeggianti ma anche in questi casi nessun riscontro. Terzo passo, la decisione: che facciamo? E' una notizia clamorosa, la diamo? No nessuno ce l'ha confermata. L'informazione si fa così: si scrive solo dopo aver avuto mille riscontri; la voce non basta

 

A partire da lunedì i giornalisti di tutte le testate hanno continuato ad approfondire la questione contattando le forze dell'ordine ad ogni ora. E i carabinieri, direttamente tirati in causa dall'articolo in questione, sono stati costretti ad indagare, approfondire, inseguire le voci de La Voce. Insomma sono stati, loro malgrado, impegnati a dover approfondire quella che oggi possiamo chiamare una bufala. Una bufala ancor più sgradevole perché condita in salsa razzista "la zona del ritrovamento - veniva scritto - è popolata ad alta densità da persone straniere, molte delle quali dedite alla prostituzione".  

 

Ieri il sostituto procuratore Gallina a tutti i giudiziaristi  delle diverse testate ha spiegato che "se fosse vera sarebbe una notizia di reato, ma i carabinieri dicono che non hanno effettuato nessun intervento di ritrovamento quella notte". "Se però i carabinieri stanno seguendo altre strade - ha aggiunto - io non lo so, in ogni caso ad oggi il ritrovamento non è avvenuto". Ma non bastava ancora. I carabinieri, infatti, dovevano accertarsi che il feto davvero non esistesse e per rispetto delle forze dell'ordine tutti noi abbiamo atteso l'esito delle indagini. Oggi la conferma: "A seguito dell’allarme sociale destato dalla notizia - ha scritto nella sua nota l’Arma - in accordo con l’Ufficio del Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Trento, il Comando provinciale dei carabinieri precisa che nessuna forza di polizia sia mai intervenuta, alla Procura della Repubblica non sia mai giunta alcuna notizia di reato relativa. Dopo mirati e accurati accertamenti di polizia giudiziaria, si può asserire che l’evento narrato non sia mai accaduto". 

 

Era solo una grossa bufala in salsa razzista. 

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