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Itas, tutti a processo per tutti i capi d'imputazione. Grassi dovrà rispondere anche di estorsione

Questa la decisione del gip Forlenza che oggi ha concluso l'udienza preliminare. Il processo inizierà il 12 aprile del prossimo anno. Da Itas richieste di risarcimento milionarie

Di Donatello Baldo - 17 novembre 2017 - 19:14

TRENTO. Tutti rinviati a giudizio. Questa la decisione del gip Forlenza sul processo che vede coinvolti i vertici di Itas. Si andrà quindi a processo, è fissato per il 12 aprile dell'anno prossimo, e in aula saranno valutate le posizioni di tutti gli imputati.

 

Tutto ruota attorno alla figura dell'ex direttore generale della società Ermanno Grassi e ai suoi dieci capi d'accusa tra cui calunniatruffafalso, appropriazione indebita ed estorsione. Estorsione, che stando agli inquirenti, avrebbe riguardato proprio il presidente Di Benedetto: l'ex direttore generale avrebbe, infatti, incaricato un investigatore privato di pedinare il numero uno di Itas al fine di ricattarlo su questioni personali (Qui articolo).

 

Su questo punto, l'estorsione, la difesa di Grassi ha chiesto il proscioglimento, mentre la derubricazione a tentata estorsione è stata avanzata dalla parte civile. Una posizione condivisa anche da Itas, che in questo procedimento è parte civile. Oltre ad aver avanzato richieste di risarcimento milionarie per i danni subiti, anche d'immagine, ha convenuto che forse l'estorsione è un'accusa esagerata.

 

La strategia, forse, era quella di evitare che in un processo pubblico uscissero allo scoperto i dettagli delle indagini messe in atto dall'investigatore privato che Grassi, secondo l'accusa, usava per ricattare (o tentare di ricattare) il presidente Giovanni Di Benedetto

 

Il giudice ha comunque rinviato tutti a giudizio, per tutti i reati. La composizione della corte sarà collegiale, saranno quindi tre i magistrati durante il processo perché questo prevedono i titoli di reato contestati. 

 

Itas, come ricordato sopra, è parte lesa, mentre sul banco degli imputati siedono cinque persone: il già citato ex direttore Ermanno Grassi, l'ex funzionaria e grande accusatrice Alessandra Gnesetti, l'ex manager Paolo Gatti, Roberto Giuliani, titolare di Target, società che Grassi avrebbe utilizzato per far fatturare alcuni beni e servizi ai fornitori di Itas e Gabriele Trevisan responsabile della società Point rent car di Piove di Sacco (per la vicenda legata alla Porsche).

 

Quella di oggi è la prosecuzione della prima udienza preliminare, quella dello scorso settembre in cui erano state modificate le cifre in gioco: Alessandra Gnesetti era accusata di appropriazione indebita in concorso di beni per 430 mila euro. Questa cifra è stata ridotta di circa 95 mila euro, che, invece, sono stati attribuiti a un altro imputato (Roberto Giuliani di Target).

 

 

 

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