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Maurina: orso, lumaca e un Natale anti stress

Nel minuscolo borgo ad un passo da Spormaggiore il neonato mercatino nei volti fa respirare un'atmosfera genuina e "umana" tra storia, fascino e scoperta. Nell'offerta anche un ricicla-laboratorio, le cose d'altri tempi e l'action painting. Ogni fine settimana fino al 7 gennaio la scommessa di un gruppo di promotori convinti ed entusiasti nell'affrontare la sfida di far conoscere un paese e un'area

Di Carmine Ragozzino - 15 dicembre 2017 - 10:51

SPORMAGGIORE. Il borgo è minuscolo. L’ambizione è maiuscola: promuovere la suggestione architettonica medieavale “sfruttando” il Natale senza banalizzarlo nella furberia commerciale che spaccia per “tradizione” lo speck e il trasloco della merce industriale dai negozi alle piazze. Il borgo è Maurina, poche case e ancor meno abitanti ad uno sputo da Spormaggiore.

 

Una miniatura fatta di volti che richiamano il “c’era una volta” di fatica agricola e vita piuttosto grama. Un paesello – frazioncina con tutto lo scibile dei diminutivi – che da quest’anno si è allineato alla genuinità ormai rara dei pochi luoghi, (Tenno e Rango ad esempio) in cui il mercatino natalizio conserva un po’ di fascino per dimensione e per qualità dell’offerta.

 

A Maurina, agglomerato presepe ad di là del torrente Sporeggio, il neonato mercatino di Natale richiama la storia. Anzi, le storie. La storia dell’orso che nell’area di Spormaggiore è cultura tra parco faunistico e museo, un bel museo, “dedicato” a scoperte plantigradi che vanno oltre le paure vere o indotte. E la storia della lumaca, i “lumazi” che negli anni passati hanno regalato una scia di fama a Maurina per una sagra di  affollata attrazione culinaria.

Ebbene, orso e lumaca non potevano non essere i simboli del mercatino natalizio di Maurina – sintetizzati nel logo dal tratto felice di Martina Dal Brollo. E’ dunque originale – e perché no, simpatica – fin dalla grafica la proposta che fino al 7 gennaio rivitalizza Maurina nei fine settimana delle feste.

 

E la puntata tra le case attaccate appiccicate l'una all’altra in un mini-labirinto di passaggi, di luci e di ombre sarà certamente ripagata dalla sensazione di non frequentare il “solito” mercatino natalizio. Se il Natale è – o dovrebbe essere – atmosfera, il borgo di Maurina è un’affascinante materializzazione di un concetto che si va disperdendo tra orde di intabarrati che scendono dai pulmann convinti di essere in Groenlandia e fanno gregge tra i negozi-casetta comprando quello che troverebbero anche in supermercato. Evitando lo stress proprio e di interi centri città.  

 

Nel mercatino di Maurina – mappa docet - gli angoli, gli “volti”, non sono solo botteghe a tempo. Il tempo natalizio. C’è un ricicla - laboratorio che – lo dice la parola stessa – regala anche un po’ di sana filosofia del risparmio. C’è un richiamo alla Grande Guerra che nel guardare al passato ricorda, anche a Natale e soprattutto a Natale – che dalle tragedie di ieri l’oggi non ha imparato nulla. Ci sono le cose “d’altri tempi” che affermano la coerenza con un’urbanistica “d’altri tempi”. C’è l’action painting: l’arte, semplice ma anche no – si crea al momento.

 

C’è il vetro, c’è il cristallo: c’è un’offerta da laboratorio che esalta una vena artigiana che i promotori del mercatino di Maurina hanno scelto come confortante discriminante del progetto. Ecco, appunto, i promotori: Verner Decarli e Ivano Maurina hanno fatto leva sull’entusiasmo degli abitanti del borgo. E al gruppo si sono uniti Comune di Spormaggiore, pompieri,  Parco, Apt, Pro Loco, biblioteca e associazioni. Tutti uniti in una scommessa: portare pubblico e curiosità nell’inconsueto geografico, nel “decentrato”.

 

Una scommessa che nella foga di allestire mercatini natalizi in ognidove può riuscire solo puntando le carte sulle particolarità. Le particolarità di un luogo che da sotto castel Ruina rimanda alle vicende a cavallo tra storia e leggenda di conti, figlie illegittime, viandanti che si rifocillano sotto un portico, lavoro, stenti ma anche – secolo dopo secolo – legami stretti di comunità.

 

Il Natale in un borgo è un altro Natale. Certo, a Maurina come altrove nel Trentino dei mille mercatini – c’è da bere, da mangiare, da odorare il profumo delle erbe officinali e assaggiare il gusto delle tipicità dolciarie. Ma il Natale in un mini agglomerato qual è Maurina è anche respirare un clima – il tempo che si ferma? – passeggiando e immaginando con non poca invidia cosa può essere un presente meno frenetico. Provare per credere. E per chi vuol provare l’esperienza ecco il secondo fine settimana del mercatino di Maurina che sta aperto dalle 10.30 alle 17.30.

 

A Maurina non si arriva in auto. E questo è un gran bene. Si arriva a Spormaggiore, in piazza, ed è pronta la navetta. Sforzo organizzativo ma anche sforzo di convinzione. La convinzione della salvaguardia ambientale in una zona che sull’ambiente investe turisticamente. Non a caso nei giorni di visita del marcatino di Maurina sono visitabili per l’occasione anche il parco che non è solo orsi e il museo di cui sopra. Trento, Borgo, Arco eccetera sono l’inno al saturo natalizio. Chi vuol respirare senza negarsi un’atmosfera deve solo cambiare itinerario. Con la voglia di stupirsi. Almeno un po’.

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