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Vendita in nero di medicinali, false prescrizioni e truffe, nei guai 11 farmacisti trentini

L'operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Trento. Il presidente dell'Ordine dei Farmacisti: "Mi auguro che i colleghi dimostrino l'estraneità dei fatti. Se la truffa fosse acclarata, pronti con le sanzioni"

Di gf - 19 ottobre 2017 - 10:37

TRENTO. Richiedevano rimborsi per l'avvenuta consegna a pazienti di farmaci e presidi sanitari in realtà mai consegnati ma trattenuti dalla farmacia e venduti in nero a terzi oppure chiedevano rimborsi di presidi medici consegnandone a chi ne aveva diritto quantità inferiori.

 

Sono undici i farmacisti denunciati per associazione a delinquere finalizzata alla truffa al Sistema Sanitario Nazionale. L'operazione “Caduceo” è stata conclusa dalla Guardia di Finanza di Trento che già in passato aveva consentito di segnalare all'autorità giudiziaria 13 soggetti ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata e al falso ideologico.

 

Gli ulteriori elementi di prova acquisiti nel corso delle indagini sviluppate dal Nucleo di Polizia Tributaria di Trento e dirette dalla Procura della Repubblica di Rovereto, hanno consentito di individuare un vero e proprio sistema di fronde attuato da due farmacie di Mori (TN) e un Dispensario di Marco (TN) facenti capo a un’unica società, anch’essa con sede a Mori (TN), intestata ai proprietari delle farmacie.

 

Gli elementi di prova raccolti hanno permesso di richiedere e ottenere dal Tribunale di Rovereto il sequestro, per la futura confisca, di 43.739,69 euro, relativi agli indebiti rimborsi percepiti da undici farmacisti trentini denunciati anch’essi per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata e al falso ideologico.

 

Le indagini hanno permesso di mettere allo scoperto i raggiri messi in moto dai farmacisti. Come già ricordato, nell’aver richiesto all’Azienda Sanitaria per i Servizi Provinciali (ASPSS) rimborsi relativi all’avvenuta consegna a pazienti di farmaci e presidi sanitari in realtà mai consegnati a questi ultimi, ma trattenuti dalla farmacia e venduti in nero a terzi; nell’aver utilizzato fustelle e codici a barre recuperati da altre confezioni già vendute ad altri clienti delle farmacie coinvolte ed infine nell’aver richiesto a decine di pazienti di rilasciare autorizzazioni in bianco al ritiro dei presidi medici rilasciate dall’A.P.S.S., già sottoscritte per accettazione, consegnando poi però agli aventi diritto quantitativi inferiori di presidi medici, chiedendo il rimborso per l’intera quantità a loro spettante.

 

Particolarmente preziosa, al fine di scoprire gli illeciti, è stata la collaborazione offerta dal Distretto Centro Sud dell’A.P.S.S. di Rovereto, presso il quale erano state notate le prime anomalie, e dagli ignari pazienti il cui nome era stato indebitamente “speso” negli atti per ottenere i maggiori rimborsi. La società di Mori che gestisce le due farmacie locali ed il Dispensario farmaceutico, è stata segnalata alla Procura della Repubblica di Rovereto per la responsabilità amministrativa derivante da reato, ai sensi degli articoli 24 e 24 ter del D.Lgs. 231/2001.

 

Il presidente dei farmacisti trentini, Bruno Bizzaro, ha appreso la notizia dell'operazione questa mattina. “Ne so veramente poco – ci spiega al telefono – anche se un altro caso era avvenuto in Vallagarina ma però leggendo le carte del rinvio a giudizio c'era una notevole difformità tra quello contestato in prima battuta e il riscontro effettivo”. In merito alla denuncia degli 11 farmacisti Bizzaro afferma di “non sapere di cosa si tratti realmente”.

 

“Io mi auguro – continua - che i colleghi dimostrino la loro estraneità dei fatti truffaldini contestati. Può però capitare che talvolta per andare incontro alle necessità di un paziente fragile ci siano comportamenti che formalmente non sono proprio completamente corretti. Ma da quello che so io, molto spesso non si tratta assolutamente di truffa ai danni del servizio sanitario”.

 

Secondo il presidente dell'ordine dei farmacisti, vista la rigidità del sistema per l'erogazione dei presidi medici, “ci possono essere delle anticipazioni, per andare incontro a certe situazioni, di ausili come pannoloni oppure strisce per il controllo della glicemia. Stiamo però solo parlando di anticipazioni”.

 

Se fosse acclarata la truffa, spiega Bruno Bizzaro, “ovviamente come ordine dei farmacisti interverremmo sanzionando le persone coinvolte perché sono i farmacisti garanti della correttezza nei confronti del servizio sanitario senza alcuna deroga”  

 

 

 

 

 

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