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Agli spacciatori arriva la cartella esattoriale in piazza Dante. Le tasse si pagano anche sui redditi illeciti

Il fisco chiede conto di 5 milioni di euro ai 24 imputati per spaccio internazionale. Evasa Iva e Irap dai guadagni effettuati con lo spaccio di cocaina e hashish. Per la legge si tratta di una società di fatto che deve pagare le imposte

Pubblicato il - 18 ottobre 2018 - 09:49

TRENTO. Per il fisco, se un gruppo di persone fa affari assieme, anche se illeciti, diventa una società di fatto. Quella raggiunta dalle cartelle esattoriali per un importo di 5 milioni di euro ha sede in piazza Dante, proprio all'interno dei giardini, lì dove operava e faceva profitti vendendo droga ai propri clienti

 

Sul guadagno dev'essere pagata l'Iva e l'Irap, anche se frutto di malaffare, e ai 24 indagati per l'operazione Alì Babà, sotto processo con l'accusa di spaccio internazionale, è arrivato il conto. Per la legge, i proventi illeciti sono considerati 'redditi diversi' comunque tassati. 

 

E allora il calcolo, fatto con precisione: per l'anno commerciale 2015 sono stati 4 milioni 781 mila e 700 euro i proventi illeciti, con un'evasione di Iva e Irap di 3 milioni e 165 mila euro. Per il 2016 sono invece 3 milioni 920 mila e 700 euro di reddito, quindi 2 milioni circa di tasse evase. Da qui l'ammontare a circa 5 milioni di euro di evasione fiscale che ora i 24 soci dovranno rifondare alle casse dello Stato.

 

I soldi potranno forse essere recuperati con i sequestri, considerato che alla bada criminale - società di fatto per il fisco - sono state trovate proprietà di appartamenti e decine di conti correnti, contenenti il denaro illecitamente guadagnato. 

 

 

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