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Albergo, biolago balneabile, anfiteatro, torre-palestra il tutto a 800 euro al mese. Il Comune li affida in via diretta e il segretario si dissocia pubblicamente

E' successo a Sagron Mis tra il Parco Paneveggio Pale di San Martino e le Dolomiti Bellunesi. Dopo che una cooperativa che aveva vinto il bando di gestione di questa struttura da sogno si è ''sciolta'' l'amministrazione per accorciare i tempi ha dato in gestione il tutto a una società del Primiero nonostante ci fosse un'altra manifestazione d'interesse. Il segretario comunale: "Mi riservo di darne comunicazione agli organi competenti''

Di Luca Pianesi - 09 maggio 2018 - 06:01

SAGRON MIS. "Parere non favorevole del segretario comunale in ordine alla regolarità tecnico amministrativa dell'atto". Recita così l'allegato alla delibera redatta dal Comune di Sagron Mis in merito all'affidamento della gestione del compendio turistico alberghiero in località Gianesei, una struttura da sogno comprensiva di hotel, biolago balneabile, un'area declinante che si trasforma in un anfiteatro naturale per concerti e spettacoli, una torre di osservazione e per l'arrampicata sportiva, immerso nella natura straordinaria di due parchi, quello di Paneveggio Pale di San Martino e quello delle Dolomiti Bellunesi

 

Il tutto per la cifra, a base d'asta, di 10 mila euro per il primo anno, 10.050 il secondo, 15.050 per il terzo, 20.050 per il quarto e 25.050 per il quinto. Come dire, prima niente e poi pochissimo: praticamente un affitto da appartamento che parte da meno di 837 euro al mese il primo anno e arriva a 2.087 euro al mese il quinto anno. E stiamo parlando di una struttura da 48 posti letto, sala da pranzo, salette laterali, cucina interno-esterno, rete wi-fi, appartamento per il gestore, centro wellness, palestra e sala giochi per bambini. Eppure al bando di gara, dopo due aste andate deserte, ha partecipato solo una cooperativa, la Promo Project Vanoi – Primiero – Mis. La Coop si è aggiudicata l'appalto a metà gennaio ma due mesi dopo ha comunicato la sua volontà di ''sciogliersi''.

 

 

 

Con riferimento a quanto in oggetto (bando di gara per l’affidamento della gestione del compendio turistico alberghiero in località Gianesei in Sagron Mis), si comunica - si legge nella delibera comunale che ricostruisce la vicenda - con la presente che l’assemblea della Cooperativa riunitasi il giorno 29 marzo ha deliberato lo scioglimento volontario della stessa”. E' quindi stata revocata l'aggiudicazione alla cooperativa e, ritenuto di aver perso già fin troppo tempo tra procedure pubbliche (obbligatorie) e questioni più o meno burocratiche (obbligatorie anch'esse), per evitare di rinunciare alla stagione estiva, il Comune ha deciso di procedere ad una trattativa privata e di affidare la gestione per cinque anni di tutta la struttura a una ditta del posto, la Madhotel Srl con sede in Primiero.

 

Il problema? Quello evidenziato proprio dal segretario comunale di Sagron Mis che lo ha spinto a prendere le distanze pubblicamente e per iscritto rispetto all'atto adottato dall'amministrazione. Rispetto all'affidamento in via diretta, infatti, oltre all'interessamento della Madhotel vi era stato anche quello di un'impresa individuale di Rovereto la Fait. Per il segretario comunale quindi la procedura seguita non sarebbe quella corretta. Forse è quella in uso in realtà piccole e periferiche come Sagron Mis che conta, come comune, meno di 200 abitanti, ma è chiaro che il rischio di esporsi a ricorsi e incappare in contestazioni, in un contesto del genere, diventa molto alto.

 

In casi come questi, spiega il segretario comunale in maniera encomiabile nell'allegato alla delibera, si può decidere se

 

1) "affidare la gestione a trattativa diretta qualora vi sia un'unica manifestazione d'interesse"

2) "approvare un nuovo bando di gara, pur dando dei tempi di pubblicazione molto ristretti (es 10 gg) stante l'urgenza oggettivamente indiscutibile qualora, come si è verificato nella fattispecie, (oltre alla protocollata domanda della ditta Madhotel (...) è protocollata agli atti analoga richiesta dell'impresa individuale di Fait con sede a Rovereto) vi sia più di una manifestazione di interesse assunta a protocollo"

3) "avviare un confronto concorrenziale tra le ditte che hanno manifestato interesse"

 

"Ad oggi - conclude il segretario comunale - dal momento che nessuna delle due ditte che hanno espresso manifestazione di interesse assunta a protocollo comunale risulta abbia ritirato tale volontà le strade legittimamente percorribili sono, secondo il sottoscritto, quelle di cui ai punti 2) e 3)". Insomma: nuovo bando ''veloce'' o avviare un confronto concorrenziale tra le due ditte.

 

La ragione è chiara: agendo come sta agendo il Comune non si starebbe facendo l'interesse pubblico a tutti gli effetti. Con due concorrenti presenti l'amministrazione, in questo caso, dovrebbe cercare di incrementare il canone, nei limiti del possibile, cercando di far avere il maggior guadagno possibile alle casse pubbliche e quindi alla comunità. Si potrebbe configurare, insomma, un danno erariale. Lo stesso segretario comunale ne è cosciente e lo ribadisce nel finale della sua lettera allegata alla delibera. "Mi riservo di inviare la deliberazione - scrive - una volta assunta, con il presente parere allegato agli organi competenti per l'accertamento di violazione di legge o di possibili danni erariali". La palla fretta non è quasi mai buona consigliera.

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