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Apre le tapparelle e trova l'ex che la fissa sul balcone. Poche ore prima era stata aggredita. Fermato un ragazzo

Il 25enne dovrà rispondere dei reati di “atti persecutori” e “lesioni personali”. All'arrivo dei carabinieri si era nascosto in cantina e aveva staccato la luce nella casa della donna forse nella speranza che lei scendesse le scale per riattivare l'interruttore

Pubblicato il - 16 ottobre 2018 - 13:05

ALA. Ha aperto le tapparelle e si è trovata l'ex convivente sul balcone di casa che la fissava dopo che la sera prima l'aveva aggredita fisicamente. Domenica mattina i carabinieri di Ala sono stati chiamati da una donna di 40 anni del posto che terrorizzata ha chiesto loro di intervenire il più velocemente possibile.

 

L'uomo, infatti, un ragazzo di 25 anni si era messo a battere contro le stesse tapparelle che la donna, una volta vistolo dietro il vetro, aveva richiuso velocemente nel tentativo di tenerlo lontano da lei. Anche perché, come detto, la sera prima vi era stato l’ulteriore, ultimo, episodio di aggressione fisica alla donna, che aveva dovuto ricorrere a cure mediche per le ferite riportate e che era stato preceduto da settimane di messaggi e telefonate, in molti casi dai toni gravemente minatori.

 

Mentre l’uomo percuoteva con forza le imposte, con calci e pugni, nel tentativo di farsi aprire o comunque di introdursi nell'appartamento sul posto sono giunti immediatamente i militari della Stazione di Ala, i quali già erano a conoscenza di pregressi episodi di conflittualità che si erano trasformati in veri e propri atti persecutori nei confronti della donna nell’ultimo periodo.

 

L'uomo non era più in balcone e quindi i carabinieri si sono messi a cercarlo rintracciandolo, prima che arrivasse a entrare in contatto con la donna. Si trovava nei locali cantina del condominio dove si era nascosto: caso singolare, i carabinieri intervenuti all’atto del rintraccio dell’uomo nelle cantine dello stabile, si sono accorti che era stata disattivata la corrente elettrica nell’appartamento della donna. L'ipotesi è che si fosse trattata di una vera e propria trappola visto che la donna avrebbe dovuto uscire dall'appartamento e scendere le scale per riattivare l’elettricità.

 

Anche una volta portato in caserma l’uomo continuava a tartassare la donna di messaggi e telefonate con identificativo anonimo, verosimilmente al fine di farla desistere dalla denuncia. Il reo è stato pertanto censurato con la misura precautelare dell’arresto obbligatorio in flagranza del reato per “atti persecutori” e “lesioni personali” per l’aggressione della sera precedente ) ed è stato trattenuto presso le camere di sicurezza in attesa dell’udienza di convalida.

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