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Chiamano l'elicottero ma poi cambiano idea, spengono il telefono e non si fanno più trovare

E' successo sulla Marmolada in tarda mattinata. Un coppia di escursionisti ha chiesto tramite un'altra persone l'intervento dei soccorsi. L'elicottero è arrivato e si è messo sulla verticale pronti a verricellare il personale tecnico, ma a quel punto i turisti avevano cambiato idea

Di Luca Andreazza - 02 settembre 2018 - 19:38

MARMOLADA. Una richiesta d'aiuto, Soccorso alpino pronto e elicottero che si alza in volo, ma alla fine tutti sono costretti a rientrare dopo un "giro a vuoto". Gli escursionisti ci hanno ripensato, i soccorsi non sono più necessari, questo per buona pace di risorse, tempo e stress d'intervento sprecati, ma anche per quelle persone alle quali un aiuto può servire per davvero.

 

E' successo sulla Marmolada in tarda mattinata, quando alla centrale unica d'emergenza arriva la richiesta di soccorso da parte di due turisti israeliani impegnati lungo la Forcella.

 

Un percorso non semplice, in quanto questa via attrezzata richiede un certo livello tecnico e anche capacità di movimento lungo un terreno a tratti impervio e esposto.

 

Nel corso dell'escursione qualcosa sembra andare storto e la coppia segnala una situazione di difficoltà: sono illesi, ma faticano a proseguire, forse anche a causa del maltempo. 

 

I due turisti chiedono così a un'altra persona di allertare i soccorsi, richiesta d'intervento che parte subito per interessare la centrale unica. 

 

In azione entra praticamente immediatamente il Soccorso alpino dell'area operativa Trentino settentrionale, che per accelerare i tempi attiva l'elicottero, che si alza in volo da Trento.

 

L'intervento non sembra grave, così l'Aiut Alpin non viene interpellato e resta a terra, mentre il velivolo decolla dal capoluogo e si porta rapidamente in quota sulla Marmolada.

 

In 18 minuti l'elicottero è sul posto, quindi sorvola l'area, individua in pochissimo tempo i due turisti e si porta sulla loro verticale con il personale tecnico a bordo pronto a verricellarsi per intervenire.

 

Ma a questo punto arriva la sorpresa, gli israeliani fanno il simbolo internazionale e rifiutano il soccorso, non serve più nessuno aiuto

 

Elicottero e Soccorso alpino però vogliono essere certi sulle condizioni degli escursionisti e provano a ricontattare il numero che ha lanciato l'allarme. Arriva la seconda, e se possibile più amara, sorpresa: il cellulare è spento, non più raggiungibile. 

 

Il risultato? Dopo diversi altri tentativi andati a vuoto di ricontattare la persona, la macchina dei soccorsi rientra con un falso allarme, quasi 40 minuti di volo, risorse e energie spese, purtroppo, inutilmente. Come anticipato per buona pace di quelle persone che forse necessitano per davvero di un intervento veloce, sia in montagna, ma anche in casi di malori e incidenti sulle strade.

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