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Dal disastro riemergono due capitelli ancora in piedi. Il Fai Val di Fassa e Fiemme: ''Dei simboli dai quali ripartire''

I due capitelli si trovano uno a Forno e l'altro sul Giro delle Malghe e sono riapparsi tra gli alberi abbattuti e i rami spezzati. Daprà: ''Vengono realizzati per proteggere i boschi e chi li frequenta e qui in Val di Fassa in particolare servivano a proteggere i lavoratori delle foreste, i boscaioli''

Di Luca Pianesi - 02 novembre 2018 - 17:45

MOENA. Nel disastro generale qualcosa si è salvato. Qualcosa di simbolico, dall'alto valore spirituale ed è da lì che le comunità ripartiranno. Tra gli alberi abbattuti della Val di Fassa, spazzati via da raffiche di vento che hanno superato i 100 chilometri all'ora, tra il disastro di foreste ridotte a corpi morti, sbattuti al suolo, oggi sono riemersi questi due capitelli.

 

''Una piccola ma grande cosa - spiega Roberto Daprà presidente del Gruppo Fai Valli di Fiemme e Fassa - perché sono oggetti molto evocativi della spiritualità locale, della gente di montagna. In particolare vengono realizzati per proteggere i boschi e chi li frequenta e qui in Val di Fassa in particolare servivano a proteggere i lavoratori delle foreste, i boscaioli, che fanno un lavoro molto pericoloso e difficile. Oltre ad essere dei punti di riferimento per chi le foreste le attraversa''.

 

I due capitelli qui ritratti sono quello in località Forno, una frazione di Moena, e l'altro lo si trova lungo il percorso del Giro delle Malghe. Sono rimasti in piedi, sommersi da rami e circondati dai tronchi sradicati dalla furia di una tempesta che in queste valli, a memoria d'uomo, nessuno aveva mai vissuto.

 

''Ripartiamo da quel che è rimasto in piedi - conclude Daprà - da questi simboli che da generazioni vengono costruiti e ricostruiti nei nostri boschi. Questi due capitelli non hanno un valore storico di chissà quale natura, risaliranno agli anni '50 o '60 e ciclicamente vengono ripristinati perché richiedono manutenzione, anche a causa degli stupidi che li vandalizzano, ma rappresentano un simbolo ed è stato emozionante vederli riemergere dopo il disastro''. Qualcosa di simbolico da cui ripartire.

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