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Dalle fake news alla discesa in campo: l'editore de La Voce del Trentino si candida con Agire

Cia nell'articolo pubblicato su quello che viene definito "quotidiano indipendente" dice di stimare Conci "per il lavoro che ha fatto nel campo dell’informazione" e perché persona "molto sensibile alle problematiche sociali". Tra provvedimenti disciplinari dell'ordine contro la testata e qualche guaio con la legge la realtà è un'altra con tanto di alter ego inventato, Andrea Tumiotto

Di Luca Pianesi - 24 marzo 2018 - 06:01

TRENTO. Quando uno è indipendente (tra l'altro prendendo finanziamenti pubblici) è indipendente, nulla da dire. L'editore e prima firma (senza tesserino) del "quotidiano online indipendenteLa Voce del Trentino, Roberto Conci, ha annunciato in pompa magna tramite il suo house organ la sua candidatura alle prossime elezioni provinciali con il partito di Claudio Cia, Agire. Titolo del pezzo che incensa la sua discesa in campo è "Roberto Conci: correrò per le elezioni provinciali di ottobre". E nell'articolo si cita un virgolettato dello stesso leader di Agire che spiega: "Conosco da tempo Roberto Conci personalmente una persona che stimo per il lavoro che ha fatto nel campo dell’informazione in questi anni. Anche lui è persona concreta dedita al lavoro e molto sensibile alle problematiche sociali che spesso ha affrontato in prima persona".

 

Ebbene la doppietta è notevole. Da un lato paladino dell'informazione, dall'altro delle questioni sociali. La realtà è ben diversa. Come sapete come giornale ci stiamo impegnando, sin dal primo momento, nello smentire le fake news più clamorose, quelle che creano allarme sociale e rischiano di provocare effetti a catena molto dannosi per la comunità e La Voce del Trentino si è dimostrata essere il primo strumento, in Trentino, di diffusione di queste bufale. Dalla vicenda del bambino morto trovato in un cassonetto a Trento Nord (che ha costretto le forze dell'ordine ad indagare sul non accaduto e a smentire in maniera categorica quanto avevano scritto) al caso dei ragazzi che a Brentonico avrebbero allevato polli con l'aviaria (smentita questa dall'azienda sanitaria) dal video di un profugo che sfondava una macchina dei carabinieri ricollegato a Trento (quando avevamo scoperto che il video era di mesi prima e riguardava Bologna) al caso dello stupro di Rimini dove La Voce aveva diffuso i volti di quattro persone che non c'entravano nulla.

 

Poi c'è stato quell'orribile violazione di ogni regola deontologica quando hanno pubblicato il video e le immagini di un'udienza a porte chiuse (che tanto per cambiare riguardava uno straniero), rubate da una telecamera di sorveglianza interna del Tribunale di Trento e altre ce ne sarebbero. Volete l'ultima? Ieri sull'attentato in Francia hanno messo la foto di Salah Abdeslam e scritto che è lui l'attentatore. In realtà l'assalitore è Redouane Lakdim e ha chiesto la liberazione di Salah Abdeslam, uno degli attentatori di Parigi del 13 novembre, prigioniero in Francia.

 

 

Se questa è informazione? Ma a Cia va bene così e anzi lo stima per "il lavoro che ha fatto nel campo dell'informazione" tanto da ritenerlo un buon candidato alle provinciali.

 

Il sottoscritto, in quanto direttore de il Dolomiti, ha ricevuto due querele proprio da Conci perché sbugiardandoli li "avremmo diffamati" (querele delle quali al momento non si conosce esito e che, tra l'altro, contenevano a loro volta delle fake news: nell'articolo che annunciava la prima Conci si auto-virgolettava che il sottoscritto sarebbe abituato all'odio perché ha militato nel partito comunista, ma chi vi scrive è nato nel 1984 e quando è scomparso il Pci aveva da non molto compiuto 7 anni, insomma un po' presto per la militanza). In realtà per questi articoli bufalosi hanno ricevuto una pioggia di provvedimenti dall'ordine dei giornalisti tutti diretti al direttore della testata Claudio Taverna (in quanto responsabile). Censure, sospensioni, avvertimenti: dei 7 provvedimenti disciplinari resi pubblici dall'ordine dei giornalisti del Trentino Alto Adige nel 2017, ben 5 riguardano la Voce del Trentino.

 

La cosa divertente, poi, è che oltre ad essere spesso finte le notizie è finta anche la persona che le scrive: tutti gli articoli più discutibili, infatti, portano la firma di tale Andrea Tumiotto, che in un articolo dove si presentavano i collaboratori del sito, veniva presentato con tanto di foto sorridente con posa da belloccio patinato. Ebbene patinato lo è davvero: basta inserire quella immagine in Google per scoprire che quel volto è preso dalla rete. Andrea Tumiotto, infatti, altri non è che lo stesso Conci vero firmatario di buona parte delle bufale che abbiamo, nostro malgrado, dovuto trattare, per poi smentirle.

 

 

 

 

 

C'è poi la questione sociale. Oggi Cia garantisce che Conci ha sistemato tutte le sue pendenze, ma in passato ha avuto guai con la legge dei più vari (dalle minacce alla bancarotta fraudolenta alla resistenza a pubblico ufficiale). Il candidato, lo dice anche la parola, deve essere candido e quindi verrà, com'è normale che sia, analizzato e vagliato da stampa e avversari politici. Ma il dado è tratto: l'annuncio è stato dato tramite il "quotidiano indipendente" che ha l'editore che si candida alle elezioni con giornalista finto che firma articoli non veri. Cia il suo endorsment l'ha dato con tanto di virgolettati o forse anche questa era una fake news?

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