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Deloitte-Keynet, rischio insabbiamento. La Lega: ''Se Trento Rise accetta il patteggiamento non conosceremo mai la verità"

Fugatti: "Come mai una multinazionale come Deloitte decide di venire in Trentino per fare un accordo con Keynet?". E sul finanziamento illecito a Ugo Rossi della Keynet: "Questo è forse marginale rispetto al grande dubbio che circola intorno a Trento Rise​"

Di Donatello Baldo - 09 gennaio 2018 - 20:17

TRENTO. La vicenda Trento Rise, che vede protagoniste anche Deloitte e Keynet, è balzata nuovamente sulle cronache giudiziarie per l'indagine su Renato Vindimian (Keynet) che avrebbe ristrutturato l'appartamento di Ugo Rossi praticando uno sconto di 10 mila euro.

 

L'accusa è di finanziamento illecito ai partiti, ma il governatore non risulterebbe indagato: lo sconto sarebbe avvenuto a sua insaputa e, seppur sulle fatture ci sia la sua firma, le trattative economiche le avrebbe seguite la moglie del presidente della Giunta.

 

Una vicenda che, se dal punto di vista processuale lascia fuori Ugo Rossi, dal punto di vista politico rischia di esplodere. 'Ma come si fa a fidarsi di un personaggio come Vindimiam', sussurrano in molti nella maggioranza, ricordando che lo stesso è stato condannato per aver 'sponsorizzato' il libro di Mario Malossini. Anche in quel caso la Procura, e sempre Pasquale Profiti, sostenne che si trattava di finanziamento illecito.

 

Una leggerezza, forse, 'ma perché Profiti si è incaponito su quei 10 mila euro? Non è che ci sia sotto altro e che poi ogni cosa verrà fuori in campagna elettorale?'. Domande lecite, che la politica si pone. Nessuno nella maggioranza - e a dire il vero nemmeno tra l'opposizione - sospetta il governatore di illeciti. La critica è sull'opportunità politica, valore - per fortuna - ancora importante per molti.

 

"Noi non guardiamo tanto alla vicenda che ha coinvolto indirettamente il governatore - spiega Maurizio Fugatti della Lega che ha convocato una conferenza stampa sul tema - questo è forse marginale rispetto al grande dubbio che circola intorno a Trento Rise. La domanda importante, quella che solleva tutti i dubbi, è un'altra".

 

"Come mai una multinazionale come Deloitte decide di venire in Trentino per fare un accordo con Keynet che lo porta poi a vincere un bando di Trento Rise da 5 milioni di euro?", questa è la domanda di Fugatti. La domanda di come mai sia la Keynet a ristrutturare la casa di Ugo Rossi la fa intendere, ma ora questo non è il punto.

 

"Su tutta la vicenda non c'è mai stata trasparenza - spiega - e sembra che alla Provincia non interessi andare fino in fondo". Fugatti spiega che per avere chiarezza su quanto è successo sia necessario affrontare il processo e arrivare fino in fondo attraverso un contraddittorio tra accusa e difesa che riesca a far emergere la verità.

 

Ma invece sembra che tutto porti a un patteggiamento. L'obiettivo è il recupero dei soldi pubblici sperperati, ma per la Lega sarebbe giusto recuperare anche la verità su una vicenda che - come si è visto - continua a produrre conseguenze sia politiche che giudiziarie.

 

"Per capire cosa sia successo veramente, per poter sapere il motivo per cui Deloitte abbia scelto, tra mille, proprio Keynet, sarebbe opportuno che durante i processi in corso ci fossero i dibattimenti. Ma invece - denuncia Fugatti - i liquidatori di Trento Rise stanno accettando il patteggiamento. Tutto sarà insabbiato".

 

L'esponente della Lega spiega che "Trento Rise risponde all'Università di Trento e alla Fondazione Kessler, quindi anche alla Provincia". Fugatti, nella sua richiesta di trasparenza e verità, ricorda anche il suicidio di Michele Debiasi, l'ex dirigente dell'Ufficio appalti della Provincia poi diventato capo dell'Ufficio legale di Trento Rise. 

 

"In questa vicenda ricordiamoci che c'è stato un morto - conclude Maurizio Fugatti - anche per questo aspetto crediamo che la trasparenza sia ancora più doverosa. Che sia doveroso andare fino in fondo e affrontare il processo per far emergere tutta la verità". 

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