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E' morto Enzo Rutigliano, storico docente della Facoltà di Sociologia

E' morto nella notte all'età di 74 anni. Si era iscritto all'ateneo trentino nel '68 per poi intraprendere la carriera accademica che lo ha portato a diventare uno dei punti di riferimento del pensiero sociologico italiano. 

Pubblicato il - 28 June 2018 - 10:14

TRENTO. Enzo Rutigliano era una delle colonne portanti della Facoltà di Sociologia di Trento, dove si era iscritto proprio nell'anno più caldo, il Sessantotto. Lì si laureò nel 1972, e in quelle aule insegnò fino alla pensione.

 

"Purtroppo questa notte di giovedì 28 giugno, alle ore 2.20, Enzo Rutigliano è morto nella sua casa di Trento, nel suo letto, assistito dalla moglie Pia e dalla figlia Bianca",  spiega Marco Boato, amico fraterno fin dai tempi dell'università . "Un grande dolore, un grande rimpianto. Addio Enzino carissimo - scrive Boato - rimarrai nei nostri cuori nel segno dell'amicizia e della solidarietà".

 

Il professore è morto all'età di 74 anni. Nato a Milano, arrivò a Trento per gli studi e a Trento rimase come docente. Negli anni della sua formazione seguì i corsi di Francesco Alberoni, di Franco Fornari e di Gian Enrico Rusconi.

 

Con quest'ultimo iniziò la collaborazione scientifica per la stesura della sua tesi di laurea su Hegel: Totalità e Separazione, ottenendo il massimo dei punti e la lode. Iniziò subito dopo la sua carriera come docente, prima come borsista poi come assistente alla cattedra di Scienze sociali

 

Nel 1977 vinse il concorso di assistente ordinario e tre anni dopo gli viene conferito l'incarico di insegnamento del corso di Storia del Pensiero Sociologico. Nell'84 vinse il concorso per professore associato. Durante la sua carriera ha tenuto seminari tra i più frequentati di sempre.

 

"Se il compito della filosofia è quello di rendere concettuale l'aconcettuale senza renderglielo simile e a partire da questa massima adorniana hai costruito il tuo percorso intellettuale e di vita, ci sono momenti, come dicevi tu, in cui le parole e i concetti rimangono sospesi - scrive un suo ex studente - in cui la tensione tra ciò che è esprimibile e ciò che non è esprimibile si manifesta in forme di cui non si può rendere conto".

 

"Questo è uno di quei momenti. Vivi nel testamento di migliaia di persone che hanno fatto esperienza delle tue lezioni - scrive rivolgendosi alla memoria di Rutigliano - che si sono fermate a dialogare con te, che si sono appropriate, in diverse forme, di quella tua cassetta degli attrezzi teorica, critica ed esperienziale. Ciao Enzo, grazie di tutto".

 

 

 

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