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Escursionista scivola in un canalone sulla Cima Carega poco distante da dove era morta sei giorni fa una runner, salvato dai soccorsi

L'uomo si trovava in quota con il figlio quindicenne. E' scivolato ma i soccorsi sono subito stati chiamati da degli altri escursionisti che hanno assistito all'incidente e le operazioni di recupero sono partite immediatamente

Pubblicato il - 20 gennaio 2018 - 18:43

ALA. Stavano percorrendo le stesse creste dove sei giorni fa aveva perso la vita una donna ,dopo essere scivolata in un canalone, quando all'improvviso il padre ha a sua volta perso l'equilibrio precipitando in un canalone parallelo a quell'altro. Oggi, poco dopo le 13.30, si è verificato un altro incidente su Cima Carega, nelle Piccole Dolomiti. Un escursionista vicentino di cinquant'anni stava camminando in località Passo Zebola in compagnia del figlio quindicenne, quando, ad un tratto ha perso aderenza scivolando per oltre 100 metri in un canalone

Fortunatamente, poco distante, stava camminando un'altra coppia di escursionisti che ha assistito all'incidente e ha chiamato subito i soccorsi, telefonando al 112. Immediatamente è stato allertato l'elisoccorso che si è precipitato in zona mentre squadre di terra della zona Basso Trentino del Soccorso alpino risalivano la montagna. 

Giunti sul posto i soccorritori hanno caricato sulla barella il ferito, imbarcandolo sull'elicottero con il verricello, trasportandolo, poi, all'Ospedale Santa Chiara di Trento. Nel frattempo una squadra di tecnici del Soccorso alpino ha raggiunto il figlio dell'escursionista, incolume, accompagnandolo fino a valle. Una storia simile, ma fortunatamente dall'esito diverso a quella successa meno di una settimana fa proprio in quel punto della montagna. In quel caso gli escursionisti erano un uomo e una donna ed erano in quota per praticare la corsa in montagna. La nebbia e le avverse condizioni atmosferiche avevano reso accidentato il percorso e quest'ultima era scivolata in un canalone parallelo a quello dov'è precipitato oggi l'uomo.

 

Per la donna, in quel caso, non c'era stato nulla da fare e l'altro runner era stato salvato in stato di ipotermia. Date le particolari condizioni del manto nevoso che presenta ampie zone ghiacciate, il Soccorso alpino raccomanda di utilizzare i ramponi anche sui sentieri che normalmente si percorrono con le pedule. Sui traversi e i tratti esposti sono sconsigliate le ciaspole o le cosiddette catenelle (piccoli ramponi da pedule) perché non danno sufficiente garanzia di tenuta. 

Il manto nevoso è stato lavorato anche dall'azione del vento che ha creato delle croste di neve molto dura, paragonabile al ghiaccio e quindi molto insidiose in particolare nelle Prealpi e nelle Piccole Dolomiti.

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