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Il cliente lascia la mancia, entra la Guardia di Finanza e fa la multa. Il titolare del negozio: ''Non ho mai chiesto soldi per un consiglio, ora passo da evasore"

Carlo Orlando è titolare del negozio 'Assistenza OC' per computer e smartphone. "Per risolvere i piccoli problemi non ho mai chiesto soldi e in signore ha insistito per lasciare sul banco 10 euro: da bravo artigiano che aiuta i clienti sono diventato un evasore"

Di Donatello Baldo - 02 novembre 2018 - 12:52

ROVERETO. Un uomo ha lasciato sul bancone 10 euro di mancia, insistendo perché fossero accettate nonostante Carlo Orlando avesse detto che no, non serviva pagare per un consiglio. Pochi minuti e nel negozio Assistenza Oc si sono materializzati due militari della Guardia di Finanza che hanno puntato il dito sulla banconota: "Dov'è la fattura? Multa!".

 

"Ho sempre aiutato chiunque avesse bisogno di una consulenza - afferma il titolare - e non sto parlando del cliente standard che viene in laboratorio per un problema importante ma di quei clienti che magari poco pratici passano per chiedere una mano per delle sciocchezze. Ho aiutato stranieri che avevano difficoltà con la lingua italiana, ho aiutato un ragazzo sordomuto ad aprire una pratica di assistenza telefonica con la TIM che per ovvie ragioni non avrebbe potuto mai fare da solo, prendendomi carico di seguirla fino alla risoluzione del problema".

 

"Ho aiutato anche i ragazzini che avevano bisogno di configurare il cellulare e le persone anziane che credevano di avere il telefono rotto quando bastava premere due tasti e alzare il volume. Dico aiutato e non servito -sottolinea Orlando - perché in questi casi la mia prestazione è stata sempre gratuita (o nel caso della pratica Tim, che ci sono voluti giorni, ho chiesto solo 20 euro con tanto di fattura emessa)".

 

Ai clienti che ringraziavano del servizio gratuito diceva questo: "Non ti preoccupare, siamo a posto così, magari fammi una buona pubblicità se ti capita di parlare di me". Racconta che una volta una signora si presentò con un iPhone 6 che aveva il connettore di carica pieno di polvere e cotone. Una volta rimosso lo sporco le disse: "La polvere, signora, è gratis, alla prossima e buona giornata".

 

Insomma, Carlo Orlando non ha mai fatto i soldi sui clienti che si recavano al suo negozio per chiedere un consiglio, un favore, un intervento di pochi minuti. "L'ultima volta, però, un signore aveva una sciocchezza al computer, risolta in 3 minuti. Di sicuro non potevo chiedergli 20 o 30 euro e come sempre, in questi casi straordinari, gli ho detto 'ma cosa vuoi darmi? siamo apposto così, per così poco, non si preoccupi e buona giornata'. Ma dopo 30 secondi arrivano due finanzieri". 

 

In Italia la mancia non è contemplata, quei dieci euro si sono trasformati quasi in refurtiva. "La mancia era di 10 euro. Ancora sul bancone, nemmeno messi in cassa". Ma inesorabile, la legge ha decretato: "Multa!". E nemmeno una signora che era presente, testimone, ha potuto convincere i militari: "Carlo non ha chiesto soldi, li ha lasciati il signore come mancia". Niente da fare, è evasione fiscale. Multa!

 

"Lì per lì mi sono sentito sprofondare. Da bravo artigiano che aiuta una persona, trasformato in delinquente che evade... per una mancia", afferma. "Capisco se avessi fatto il furbo", perché il titolare ha pure la partita Iva con i minimi, al 5% del prelievo. Su 10 euro avrebbe evaso 50 centesimi.

 

Non se la prende con i due uomini della Guardia di Finanza che gli hanno fatto la multa: "No, erano mortificati anche loro, hanno capito benissimo che non sono un evasore, che si trattava soltanto di una mancia lasciata insistentemente da un cliente a cui avevo fatto un favore. Alla fine, dopo che ho firmato il verbale, siamo rimasti in chiacchiere. Ho lasciato loro anche i biglietti da visita, chissà che non spargano la voce e che qualche loro collega venga a farsi sistemare il Pc o lo smartphone...".

 

Ma Carlo Orlano se la prende con "questa Italia". E spiega: "Questa è l'Italia dove un imprenditore, prima o poi, riceverà un torto o un'ingiustizia. Poi ci sono i giovani (imprenditori e non) che scappano all'estero... chissà perché?", si chiede amaramente. E aggiunge: "Avrei preferito fosse stata una rapina, almeno il torto me lo avrebbero fatto dei delinquenti e non dei rappresentanti del nostro Governo. Governo che dovrebbe tutelare i lavoratori".

 

Adesso, per non dover incorrere più in questa situazione, Carlo Orlando ha deciso di fissare un prezzo per ogni singolo intervento. "A me cambia poco, anzi, guadagnerò più soldi. D'ora in poi se ci metterò 3, 10, 20 minuti a spiegare qualcosa ad una persona mi farò pagare. Non sai come si collega il caricabatteria del cellulare? 20 euro e fattura".

 

Però ha deciso anche un'altra cosa, sempre per poter continuare a dare aiuto a chi chiede un semplice consiglio: "Da qui a Natale ci sarà la formula 'Carlo ti aiuta' e a sorteggio il cliente che avrà bisogno della prestazione paghera 1 centesimo di euro, ovviamente rilasciando regolare fattura. Per formattazione e installazione del sistema operativo e per altri piccoli interventi che non costano in termini di materiali ma soltanto in tempo, mi affiderò ai dadi: se il cliente mi batte, paga un centesimo che fatturerò regolarmente". 

 

 

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