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Il nome in codice è ''Pablo'', nasconde in cassaforte 3 chili di hashish di alta qualità, blitz dei carabinieri

Il 21enne spacciava a giovanissimi, anche minorenni. Aveva la base operativa all'interno di un residence di Arco. Un'operazione "vecchia scuola" dei carabinieri tra appostamenti e servizi in borghese. Scatta l'irruzione dei militari con l'unità cinofila

Di Luca Andreazza - 14 novembre 2018 - 13:08

ARCO. Un'operazione "vecchia scuola" per i carabinieri tra appostamenti e servizi in borghese. Nel mirino "Pablo", un 21enne, arrestato dopo un'irruzione nella sua base operativa ad Arco e pizzicato in possesso di 3 chili di hashish "Noir" per un valore sul mercato di circa 35 mila euro.


"Era fondamentale agire di sorpresa - spiega Luca Volpi, comandante dei carabinieri di Trento - per evitare che il giovane spacciatore riuscisse a dileguarsi tra le tante vie del paese. Questa operazione è durata diversi mesi tra identificazione dell'uomo e quindi la pianificazione dell'arresto".

 

Le indagini prendono le mosse dopo diversi servizi di vigilanza e prevenzione nelle vicinanze di tutti gli istituti scolastici, ma anche al centro giovani "Cantiere 26" e l'area cani di via Pomerio. In quelle occasioni vengono fermati sei giovanissimi, alcuni anche minorenni, che indirizzano i militari verso un ragazzo che sulla piazza è noto con il nome in codice "Pablo".

 

"L’uomo agiva in modo molto cauto - dice Giorgio Dalrìvicecomandante della stazione dei carabinieri di Arco -  non frequentava i locali pubblici della zona, ma si recava a piedi o in bicicletta nei pressi delle scuole superiori e nelle aree cantiere 26 e Sarca Bau Beach: sempre in orari diversi e senza mai farsi notare, mentre dopo il contatto con giovani si dileguava per tragitti impervi e sentieri, come quello verso il castello di Arco".

 

L'operazione per risalire a "Pablo" scattano in settembre e nel mese di novembre arriva l'identificazione: P.N., classe '97 di origine lucane, pregiudicato e disoccupato, arrivato in Trentino alla ricerca di un'occupazione nel settore alberghiero, ma mai iscritto in un centro per l'impiego provinciale


Da quel momento inizia una serie di servizi di osservazione, controllo e pedinamento che dopo alcune settimane porta a scovare il domicilio del giovane: un appartamento all'interno di un residence nel centro arcense. Dopo alcune settimane di appostamenti il via vai di acquirenti si intensifica e così i militari decidono di entrare in azione e irrompere per sbarrare ogni tentativo di fuga. Il 21enne esce per gettare la spazzatura e scatta il blitz

 

"Il ragazzo è apparso molto sicuro di sé - prosegue Dalrì - subito ha consegnato alcuni grammi di hashish presenti in casa, dichiarando che si tratta di modiche quantità per uso personale: così consegna un grinder e quattro pezzi di sostanza stupefacente per 20 grammi".

 

Il 21enne però non ha fatto i conti con Heni, unità cinofila dei carabinieri di Lavies, che inizia a fiutare, si sofferma in camera da letto e inizia a puntare un quadro sul muro che nasconde una cassaforte.

 

Il ragazzo temporeggia e finge di non riuscire ad aprire il vano, poi cede e all'interno ecco un tesoretto di droga: 27 panetti di sostanza stupefacente di tipo "Noir", cioè di origine marocchina e qualità superiore per il principio attivo, dal peso di 105 grammi l'uno, mezzo panetto di 50 grammi, taglierini, bilancino di precisione digitale per confezionare il materiale e tre carte di pagamento. Tutto sequestrato.

"La sostanza stupefacente - conclude Volpi - costa all’ingrosso tra i 3.000 e i 3.500 euro al chilo per una vendita al dettaglio dai 10 ai 12 euro al grammo. Il valore complessivo sul mercato può arrivare a 35 mila euro".

 

Il 21 enne è stato arrestato per detenzione ai fini dello spaccio di ingente quantità di sostanza stupefacente e tradotto al carcere di Spini di Gardolo, a disposizione del dottor Giorgio Valerio Davico, pm tribunale di Rovereto.


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