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Il processo Itas va avanti senza Itas, la Mutua si accorda con l'ex direttore Grassi per un risarcimento: "Querele ritirate''

Accordo fatto e quindi la Mutua esce già di scena nel processo iniziato a giugno. Restano in piedi solo i filoni di tentata estorsione, calunnia e falso, che ruotano attorno alle figure di Gnesetti, Grassi e Di Benedetto

Di Luca Andreazza - 26 luglio 2018 - 19:04

TRENTO. Accordo tra Itas e Ermanno Grassi. La Mutua esce così di scena dal processo dopo aver raggiunto un accordo con l'ex direttore generale. 

 

Dei capi d'accusa restano in piedi solo i filoni di tentata estorsione, calunnia e falso. Procedimenti che vedono come protagonisti Alessandra Gnesetti, la grande accusatrice, da cui sono partite tutte le indagini che hanno fatto tremare e crollare i vertici dell'importante colosso delle assicurazioni, Grassi e l'ex presidente Giovanni Di Benedetto (Qui articolo).

 

Lontano dai riflettori, in modo tanto serio quanto deciso, Itas ha ricomposto la propria immagine per ritornare a concentrarsi definitivamente sulla propria attività e continuare senza fuori programmi il processo di innovazione per restare competitivi e guardare ai mercati internazionali. 

 

All'indomani della bufera giudiziaria, la Mutua si era costituita parte civile e aveva presentato il conto agli imputati, l'unica eccezione nella fase iniziale riguardava Gatti con il quale era già stata raggiunta una separazione consensuale e anche in quel caso un accordo transattivo.

 

Il colosso delle assicurazioni aveva sporto querela tra danni di immagine e patrimoniali anche nei confronti di Grassi e nei mesi scorsi l'ex direttore generale aveva formulato una richiesta di poter risarcire Itas dei danni procurati a causa della condotta.

 

Le parti sono arrivate a un accordo transattivo che prevede il riconoscimento di un congruo risarcimento (una cifra mantenuta riservata anche tramite appositi contratti), una linea approvata all'unanimità dal Consiglio d'amministrazione della realtà trentina. 

 

Trovata la quadra Itas ha rimosso quindi le querele. "Questo accordo - commentano i vertici Itas - consente alla Compagnia di chiudere, nell'interesse primario del suo patrimonio economico e di valori, il capitolo più difficile della sua recente storia per puntare decisamente ai risultati e alla riaffermazione dei principi di mutualità che costituiscono il Dna aziendale".

 

Ora le inchieste sono definitivamente alle spalle, il processo Itas iniziato a giugno va avanti, ma senza Itas (Qui articolo).

 

La situazione in Itas era precipitata quasi dodici mesi fa, quando nell'aprile del 2017, dopo oltre un anno di indagini, l'ex direttore generale era stato raggiunto da un provvedimento cautelare e l'interdizione da ruoli dirigenziali da parte della Procura (Qui articolo).

 

L'indagine, condotta dai Ros, era partita da una causa di lavoro. Una stretta ex collaboratrice di Grassi, infatti, da semplice impiegata aveva raggiunto posizioni di vertice, ma sarebbe stata prima demansionata e poi licenziata.

 

In sede civile per il risarcimento del danno subito, Gnesetti avrebbe iniziato a parlare di alcune truffe. Da qui la magistratura ha avviato le indagini per scoprire un sistema ricattatorio e truffaldino messo in atto dal direttore del prestigioso istituto assicurativo. 

 

Per Itas, travolta dallo scandalo, erano iniziati mesi convulsi tra accuse e tentativi di gettare acqua sul fuoco, ma dopo una prima fase di assestamento, la Mutua ha saputo reagire in tempi rapidi. 

 

Dopo un 'iniziale "pulizia" delle figure al centro delle indagini, nell'ottobre 2017 l'azienda trentina ha completato l'opera, quando ha affidato le redini delle attività a Fabrizio Lorenz, prima un ruolo ad interim e poi la riconferma per i prossimi tre anni nell'assemblea dell'aprile scorso. L'accordo con l'ex direttore generale chiude definitivamente questo capitolo e la pagina più buia della storia.

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