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Il ritorno del cervo dopo l'alluvione. Le spettacolari immagini di Caoria

Liberato dal Centro faunistico minacciato dall'esondazione del Vani, il grande ungulato è tornato dal responsabile del parco, portando con se tutto il branco in fuga

Di Donatello Baldo - 06 novembre 2018 - 09:41

CAORIA. Quando la piena del torrente Vanoi minacciava di invadere il centro faunistico, il responsabile Martino Erlacher ha dovuto prendere la decisione di liberare i quattordici cervi, riuscendo a mettere in salvo soltanto i quattro caprioli. La furia dell'acqua avrebbe travolto tutti gli animali, così come ha travolto la struttura, con il recinto divelto e l'area completamente allagata. 

 

Per tre anni il Centro faunistico del Vanoi aveva ospitato gli animali feriti. Una struttura ideata dall'amministrazione che aveva comperato i terreni, con la Proloco che aveva pensato al recinto e la passione di Martino Erlacher che aveva trasformato quel luogo in un centro didattico. Un luogo che d'improvviso è scomparso, devastato dall'alluvione.

 

Erlacher credeva di non rivederli più quei cervi che tanto amorevolmente aveva ospitato. Invece sono tornati: un video mozzafiato ritrae il momento dell'incontro con il capobranco, il maschio con il palco maestoso che si avvicina al responsabile del parco il giorno dopo i temporali.

 

"Abbiamo discusso un po'", afferma Erlacher. E si vedono i due fermi sulla strada, con le macchine che si fermano a distanza. Una 'chiacchierata' in cui forse il responsabile della struttura avrà spiegato che ha fatto di tutto per metterli in salvo ma che non ci è riuscito. 

 

Riportato in una zona recintata, dopo l'arrivo del capobranco sono arrivati anche gli altri cervi. "Sono tornati tutti - spiega Erlacher - e ora sono all'interno di un piccolo recinto". Serve però uno spazio più grande: "C'è bisogno urgente di ripristinare l'area distrutta dalla piena". Servono soldi, mezzi, escavatori. 

 

L'appello alla politica, all'amministrazione provinciale: "Abbiamo subito contattato il servizio faunistico ma ci vorranno mesi prima che si risolva la situazione. Con due escavatori si riuscirebbe a mettere in sicurezza l'alveo e per il recinto basterebbe ricostruirne la metà, perché l'altra metà ha retto". 

 

Martino Erlacher aspetta fiducioso che dalla Provincia venga qualcuno a rendersi conto della situazione, e forse anche il grande cervo con il grande palco farebbe volentieri una chiacchierata con qualche dirigente provinciale. "Serve il recinto, bisogna ripristinare l'area del Centro faunistico". 

 

 

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