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Lanciano una pietra e sfondano il parabrezza del treno in corsa, sfiorato il dramma sulla Valsugana

I fatti si sono svolti questa mattina all'altezza di San Cristoforo. Nella cabina c'erano due lavoratori di Trentino trasporti e nessuno dei due è stato colpito. Il macchinista ha rallentato il mezzo e alla fine lo ha portato fino a Bassano anche se con ritardo

Pubblicato il - 22 agosto 2018 - 13:27

SAN CRISTOFORO. Un sasso lanciato contro il parabrezza della motrice del treno della Valsugana. Poteva nascerne un evento molto grave e dalle proporzioni imprevedibili ma fortunatamente il macchinista non ha riportato conseguenze ed è riuscito a rallentare il convoglio e a mettere in sicurezza i passeggeri. I fatti si sono svolti questa mattina all'altezza del lago di Caldonazzo a San Cristoforo. Il treno stava andando in direzione Bassano quando da terra, da un tratto rialzato che costeggia la ferrovia qualcuno ha lanciato una pietra.

 

Il sasso ha centrato il parabrezza del treno sfondandolo. Nella cabina i lavoratori erano in due e a quel punto il macchinista ha subito rallentato la velocità del convoglio per mettere in sicurezza i passeggeri, riuscendo comunque ad arrivare alla stazione di Bassano, anche se con ritardo. “Esprimiamo piena vicinanza e solidarietà al macchinista che questa mattina era alla guida del treno della Trentino Trasporti - spiega il segretario della Filt del Trentino, Stefano Montani - quando un sasso ha colpito la motrice spaccando il parabrezza. Si tratta di un atto vigliacco, che condanniamo con fermezza”. 

 

“E' stata una situazione spiacevole che si aggiunge alle condizioni di stress in cui opera il personale viaggiante (che è sottodimensionato). Episodi di vandalismo e aggressione purtroppo non sono una rarità, come riporta spesso la cronaca e come noi insieme ai lavoratori denunciamo da tempo. Un atto di questo tipo, sicuramente voluto e non accidentale, preoccupa ulteriormente e non fa altro che aumentare la situazione di disagio di questi lavoratori. E' anche la testimonianza di un atteggiamento grave e sempre più diffuso che non va sottovalutato”, conclude Montani.

 

 

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