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L'ex leader di Forza Nuova De Masi e l'editore de La Voce del Trentino Conci condannati per il video interno del tribunale diffuso pubblicamente

Il Gip ha emesso un decreto penale di condanna per concorso in abuso di ufficio per i due dopo che era stato pubblicato il video del sistema di sorveglianza interno del tribunale di Trento che riprendeva delle fasi di un processo a porte chiuse. Un fatto gravissimo che ha visto la procura impegnata nelle indagini

Di Luca Pianesi - 27 settembre 2018 - 19:09

TRENTO. Concorso in abuso d'ufficio con decreto penale di condanna a un anno di reclusione dimezzato a sei mesi e convertito a 13.500 euro a testa. Il Gip ha ritenuto colpevoli Roberto Conci, editore de La Voce del Trentino, e Numa De Masi, all'epoca dei fatti leader di Forza Nuova del Trentino e guardia di sorveglianza in servizio nel Tribunale di Trento. Per la procura si sarebbe configurato il reato perché il citato De Masi avrebbe passato il video delle telecamere del circuito interno di sorveglianza del tribunale al quotidiano online la Voce del Trentino che, contravvenendo a ogni principio etico e deontologico, non c'ha pensato due volte a diffonderlo mostrando una persona, guarda caso un extracomunitario, a processo durante un'udienza camerale a porte chiuse (QUI L'ARTICOLO).

 

"L'accesso a quel video è abusivo - ci spiegava il 2 dicembre scorso il presidente dell'Ordine degli Avvocati di Trento Andrea De Bertolini - visto che proviene da telecamere del circuito interno del tribunale che stanno lì per ragioni di sicurezza e garanzia non certo per far uscire certe immagini. Quindi l'abuso è evidente. Quella poi era un'udienza camerale non aperta al pubblico quindi c'è un secondo profilo d'illiceità. Terzo profilo l'aspetto delle manette ai polsi: c'è una norma che vieta agli organi di stampa di mostrare qualcuno con le manette ai polsi, figuriamoci durante un'udienza chiusa al pubblico".

 

Fatti gravissimi che, ovviamente, avevano messo in discussione l'inviolabilità del Tribunale di Trento ed è curioso che, dopo approfondite indagini, la procura sia giunta alla conclusione che a diffondere quel video, in barba a norme, regole di buon senso e principi di ogni tipo, sarebbe stato proprio il leader di un partito di ultra destra che si richiama al rispetto delle leggi, e che pretende ordine e disciplina. De Masi, poco dopo che erano emersi i fatti, era stato spostato dall'agenzia di sorveglianza dal Tribunale in un altro luogo e qualche mese dopo, a febbraio, si era dimesso dalla guida di Forza Nuova.

 

Per Roberto Conci si tratta di concorso in abuso d'ufficio perché, di fatto, uno ha sottratto il video, l'altro lo ha pubblicato diffondendolo poi sulla sua Voce del Trentino tra l'altro infiocchettandolo con un articolo pieno di imprecisioni e falsità. Sull'articolo, per esempio, si leggeva che  "il tunisino, che anche oggi ha mantenuto un atteggiamento di mancato rispetto, verso tutti, è stato condannato a sei mesi che dovrà scontare in carcere ma solo perché privo di domicilio". Ebbene, come riportavamo a dicembre, l'uomo, non aveva mancato di rispetto a nessuno durante l'udienza (cosa, tra l'altro, dimostra anche dal video che mai avrebbero dovuto pubblicare) ed era stato condannato a sei mesi ma da scontare ai domiciliari, visto che una casa ce l'aveva. 

 

Insomma alla fine per la coppia Conci - De Masi il Gip ha deciso una pena pari (sei mesi di reclusione) a quella irrogata alla persona che i due hanno tentato di mettere alla gogna pubblica mostrandone fasi processuali con video sottratti fraudolentemente al tribunale. Ora spetterà alle parti decidere cosa fare ed eventualmente opporsi al decreto e procedere in sede giudiziale. 

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