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Lupo di 40 chili ammazzato sui monti Lessini. ''Il Veneto è ormai una terra di conquista per il bracconaggio''

All'esemplare hanno sparato con un fucile caricato a pallettoni. Interviene anche la politica: ''La Regione è un Far West per l'incapacità di gestire il fenomeno"

Pubblicato il - 26 settembre 2018 - 08:49

VERONA. Gli hanno sparato con un fucile caricato a pallettoni, lunedì scorso, in un giorno di caccia aperta. E' successo sui monti Lessini a San Rocco di Piegara, vicino a Roveré Veronese, zona in cui solitamente si spara alla lepre e al capriolo. Un bellissimo esemplare di lupo, del peso di 40 chili, è stato abbattuto. La scoperta è stata fatta da un agricoltore.

 

"Un fatto grave", per il consigliere regionale veneto del Pd Andrea Zanoni. Anche la politica è infatti intervenuta per denunciare l'accaduto e mettere in guardia dall'aumento dei casi di bracconaggio, anche nelle terre a confine con il Trentino

 

Era solo questione di tempo, la Regione è totalmente assente sul fronte della gestione del lupo e rischia di lasciare carta bianca ai bracconieri diventandone complice. Mi auguro che adesso abbia almeno la decenza di costituirsi parte civile nell’eventuale processo. Il Veneto non può diventare il Far West per l’incapacità della Regione di gestire il fenomeno del lupo, nonostante si tratti di piccoli numeri”.

 

Il Progetto Wolfalps garantiva risorse per l’acquisto di recinti elettrificati e di cani pastore ed era la soluzione più efficace, come ribadito anche da alcuni allevatori italiani che avevano visto azzerare le predazioni. Purtroppo la Giunta si è mossa tardi - puntualizza Zanoni - confermando la propria latitanza sul fronte della programmazione e della pianificazione e auspicando, anzi, un ritorno agli abbattimenti".

 

"Il Veneto sta diventando sempre più terra di bracconaggio, ce lo dice il Piano nazionale di contrasto al bracconaggio approvato dalla Conferenza Stato Regioni, non solo per quanto riguarda gli uccelli migratori, ma anche per specie super-protette come il lupo".

 

Chi ha sparato rischia l’arresto da due a otto mesi, come previsto dalla legge. "Spero che i carabinieri forestali riescano a individuare presto i responsabili - l’auspicio finale di Zanoni - ma non basta la repressione, serve la politica: si facciano rispettare le leggi invece di proporre, come ha fatto la Lega in Consiglio regionale, provvedimenti incostituzionali che consentono l’uccisione di lupi e orsi”.

 

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