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Lupo, entusiasmo perché l'Europa dà il via libera al risarcimento fino al 100% dei danni. Berzi: ''In realtà non cambia niente. Restano risorse interne''

In questi giorni si sta creando un po' di confusione su quanto deciso dalla Commissione europea in tema di risarcimento danni e prevenzione. Ci spiega tutto uno dei massimi esperti di lupi in italia: ''Ma in molte zone, come la Toscana, il problema vero sono gli ibridi''

Di Luca Pianesi - 12 novembre 2018 - 19:50

TRENTO. Si allargano le maglie, si permette vengano destinate risorse fino al 100% dei danni prodotti (prima era fino all'80%) ma l'Unione europea non destinerà risorse proprie. Si sta creando un po' di confusione su quanto deciso dalla Ue qualche giorno fa. Giornali nazionali, spiegano che ''L'Ue alza al 100% i rimborsi per gli assalti dei lupi al bestiame'' (La Repubblica) e altri siti aggiungono che ''sarà finalmente l'Europa a garantire i rimborsi per gli assalti dei grandi carnivori''. In realtà le cose non stanno così: a spiegarcelo Duccio Berzi, uno dei massimi esperti italiani sui lupi, che da decenni studia le loro abitudini.

 

''Si sta creando confusione - dice Berzi a il Dolomiti - e spero che queste note vengano condivise per evitare che si creino false aspettative. In buona sostanza la decisione della Commissione europea permette agli stati membri di destinare risorse proprie fino al 100% dei danni ricevuti o per i sistemi di protezione. In buona sostanza l'Ue dice 'se prima, se sforavi il tetto dell'80% di copertura dei danni rischiavi l'infrazione, ora puoi farlo senza problemi'. I soldi, alla fine, ce li deve mettere lo Stato, la Regione, la provincia, nel caso Trentino o dell'Alto Adige non l'Unione europea. Non è lei a risarcire. Ci permette a noi di alzare la soglia del rimborso ma con i nostri soldi''.

 

''Inoltre - prosegue Berzi - questi tipo di aiuti funzionano solo nel caso di stati membri dell'Unione europea che utilizzino, per gli indennizzi, la notifica degli aiuti di stato e ad oggi sono solo tre le regioni che hanno fatto questa notifica. Sono quelle con maggior presenza di lupi e tra queste c'è la Toscana. Non ci sono né il Trentino né l'Alto Adige quindi per la stragrande maggioranza dei territori questa decisione non cambia proprio niente. Tra l'altro normalmente si agisce con il meccanismo del regime de minimis. Semplificando si può dire che per ogni allevatore c'è un portfolio di circa 15.000 euro in tre anni per i risarcimenti danni di varia natura, comprese calamità e altro. E' questo un meccanismo più agile di intervento utilizzato per intervenire immediatamente anche in caso di danni da lupo. Il problema si ha in zone come la Toscana dove questo portfolio si è esaurito rapidamente per molti allevatori, visto che gli attacchi dei lupi sono molto più frequenti che da altre parti essendoci la stragrande maggioranza degli esemplari italiani. E proprio per questo in questi territori si è arrivati alla richiesta di aiuto di stato''.

 

Problemi che non esistono in Trentino (dove i danni causati dai lupi nel 2017 si sono aggirati sui 47.000 euro) e meno che mai in Alto Adige (dove i danni causati dai lupi nel 2017 sono stati di poco superiori ai 9.000 euro). In Toscana i danni stimati si aggirano sui 460.000 euro solo nel 2017 ma in buona parte sono causati da ibridi, misti tra cani e lupi, che non vengono comunque riconosciuti dalla Ue. ''Questo è un altro problema che non riguarda Trentino o Alto Adige. Ma in Toscana è molto importante. In provincia di Grosseto gli ibridi sono il 53% della popolazione calcolata di lupi - spiega ancora Berzi - eppure l'Unione europea riconosce la risarcibilità solo per le aggressioni provocate da animali considerati specie protetta. Gli ibridi non rientrano in questa categoria quindi una buona metà dei danni rimane comunque fuori dal discorso risarcimenti al 100% ammessi dalla Ue''.

 

Insomma la decisione di questi giorni, in realtà, sposta davvero pochissimo gli equilibri. Responsabilità e programmi di gestioni restano per la gran parte in capo agli enti locali e alle loro capacità di affrontare la questione, facendo corretta informazione, incentivando l'utilizzo di sistemi di difesa (lupi da guardiana e recinti elettrificati). 

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