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Nel mirino della Procura i lavori di ristrutturazione della casa di Ugo Rossi, nuovi guai per Renato Vindimian

L'imprenditore e amministratore delegato della Keynet avrebbe distratto risorse dalle casse della società rinunciando a incassare poco più di diecimila euro per i lavori 

Pubblicato il - 09 gennaio 2018 - 11:30

TRENTO. I lavori di ristrutturazione della casa del governatore Ugo Rossi finiscono al centro di un'inchiesta della Procura di Trento. L'ipotesi è quella del finanziamento illecito ai partiti.

 

La vicenda risale al 2013, quando tra agosto e settembre, l'allora neo presidente ristruttura l'abitazione per circa 63 mila euro. La Procura contesta un contributo di 10.556 euro a favore di Rossi attraverso la rinuncia a parte del corrispettivo dovuto per i lavori di ristrutturazione.

 

L'accusa, ma siamo ancora alle battute iniziali e tutto deve essere provato, è quella che Renato Vindimian, amministratore delegato di Keynet, avrebbe rinunciato ai costi di manodopera. Iniziativa che potrebbe configurare un 'illecito finanziamento ai partiti'. 

 

Appoggiare economicamente un partito oppure un esponente politico non è illegale, ma deve essere deliberato: in questo caso Vindimian non l'avrebbe fatto. In questo modo la somma risulta sottratta in modo ingiustificata dalle casse della società.

 

Tuttavia questa è una vicenda che sembra non interessare direttamente il governatore: la firma sul pagamento è quella di Ugo Rossi, ma non i rapporti intrattenuti tra l'imprenditore e il direttore dei lavori, che secondo i documenti sequestrati dalla Procura, erano in capo alla moglie e architetto Daniela Bezzi. Se questo sconto costituisce reato sarà la magistratura a chiarirlo

 

Il governatore si è già smarcato e si è reso disponibile per approfondire la questione, anche se può creare più di qualche fastidio in piena campagna elettorale per le nazionali, ma soprattutto in vista delle elezioni provinciali. 

 

La società è inoltre coinvolta nello scandalo Trento Rise per il famoso appalto da 138 mila euro per i servizi di telemedicina.

 

Questa vicenda prende le mosse dall'inchiesta relativa al crac Keynet, società dichiarata fallita a giugno scorso. Il pm Pasquale Profiti ha firmato una richiesta di rinvio a giudizio a carico di Renato Vindimian per bancarotta fraudolenta e aver distratto circa 800 mila euro.

 

In particolare avrebbe utilizzato 28.432 euro per pagare la sanzione pecuniaria inflitta dal gup di Trento nel 2012 per i fallimenti di Nexis e Nexitec, quindi altri 103.625 euro sarebbero stati utilizzati per comprare un appartamento a Pergine per il padre, ma utilizzato dall'imprenditore stesso. Ci sono poi altri 9.304 euro versati da un debitore e destinati alla Keynet, che però si sarebbero volatilizzati. 

 

A questo si aggiunge che la Procura contesta la distrazione del ramo d'azienda di Keynet di telemedicina per 510 mila euro e la rinuncia a 150 mila euro, come corrispettivo previsto, cioè ci sarebbe stata una cessione senza incassare un euro. 

 

Altri 107.744 euro sarebbero stati versati da Keynet a Telemedika e mai restituiti. Quindi l'illecito finanziamento a Rossi e altri 2.053 euro spariti dalle casse della società. Ora si attende l'udienza davanti al gup Francesco Forlenza fissata per aprile.

 

Non è la prima volta che Keynet e Rossi vengono accostati: Maurizio Fugatti, segretario e consigliere provinciale della Lega Nord aveva evidenziato alcune prenotazioni, sempre nel 2013, della sala congressi di Interbrennero. Una vicenda subito chiarita dal governatore.  

 

 

 

 

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