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Nonno Kaiserjager padre Alpino, lettera di Carlo Spagnolli: "Perché il Parco Urbano di Castel Pradaglia è stato abbandonato?"

Il noto medico e missionario laico figlio del senatore roveretano Giovanni Spagnolli (primo ''alpino'' a ricoprire la carica di presidente del Senato) parla dell'occasione persa di riaprire quel colle di Isera per far incontrare Alpini e Schutzen, per una possibile cerimonia di fratellanza

Di Luca Pianesi - 13 May 2018 - 16:45

ISERA. "Mio nonno era un Kaiserjager e mio padre un Alpino: quanto vorrei che il Comune di Isera decidesse di riaprire finalmente l'accesso principale, permettendo il godimento di un sito storico unico per bellezza e panorama". A parlare è il dottor Carlo Spagnolli, figlio del senatore roveretano Giovanni Spagnolli, primo ''alpino'' a ricoprire la carica di presidente del Senato e poi anche numero uno del Cai. Il luogo, invece, di cui si sta parlando è il parco urbano di Castel Pradaglia. Un colle carico di storia e tradizione menzionato per la prima volta in un documento ufficiale nel 1183. Il "castro de Pradala" serviva al controllo fluviale dell'antico guado di Sacco sul fiume Adige.

 

Castel Pradaglia è stato, quindi, un feudo vescovile che ospitava il gastaldione, il capitano della Vallagarina, prima, per passare, successivamente, a Bonifacio Castelbarco e nel XV secolo alla Serenissima, dopo alcuni tentativi di assedio. Durante quest'epoca venne consegnato alla Podesteria veneta di Rovereto. Tra gli episodi storici più rilevanti si ricorda il celebre duello combattuto davanti al castello nel 1487, durante l'assedio tirolese di Rovereto, tra Antonio Maria Sanseverino – figlio del condottiero dei veneziani – e Giovanni conte di Sonnenberg.

 

Poi è arrivata la prima guerra mondiale e una nuova fortificazione del colle ad opera degli austriaci con una rete di trincee e infine i giorni nostri con la donazione dell'area al Comune di Isera da parte, proprio, di Carlo Spagnolli famoso medico e missionario laico che ha dedicato la propria vita all’Africa, dall'Uganda all'Eritrea dall'Etiopia allo Zaire. Ed è proprio lui a scriverci una lettera per chiedere che quel luogo torni a vivere. "E' molto triste - scrive - che, mentre è in corso la grande Adunata Nazionale degli Alpini in Trentino e si celebra anche la fine della Grande Guerra 15-18, un posto così bello e significativo dal punto di vista storico sia reso di difficile accesso al pubblico, anche agli Alpini e agli Schutzen, per una possibile cerimonia di fratellanza".

 

Ecco la lettera in forma integrale:

 

Caro Direttore,

 

vorrei portare alla Sua attenzione la situazione di abbandono del Parco Urbano di Castel Pradaglia a Isera.

Vi sono particolarmente affezionato dato che mi è passato in eredità prima da mio nonno (che piantò dei bellissimi cedri del Libano) e poi da mio padre, e avevo piantato un gran numero di noci nella parte piana (solo pochi sono ora presenti). Una trentina di anni fa, quando ero al lavoro come Medico in Uganda, lo cedetti al Comune di Isera  per realizzare un Parco Urbano a ricordo di mio padre, Sen. Giovanni Spagnolli, proposta che mi era stata fatta dal Comune stesso.

 

Otto anni fa la Provincia di Trento intraprese e portò a termine (con notevoli spese) il consolidamento delle muraglie, l'erezione di una recinzione in pali di legno come parapetto attorno alla sommità, la pulizia del sottobosco, ridotto a roveto e lo sfoltimento degli alberi non autoctoni, come la robinia. Un lavoro fatto a regola d'arte, che rese Castel Pradaglia molto attraente e accessibile a tutti e uno dei migliori punti panoramici della Vallagarina. Il castello e il terreno sottostante divennero un bellissimo Parco molto frequentato dalle famiglie con bambini per giochi e picnic e una buona boccata d'aria.

 

Purtroppo però l'anno scorso di questi tempi, il Comune di Isera decise di chiudere l'accesso alla sommità in seguito, non si sa bene se causa la disavventura di un free climber che, a suo rischio, decise di arrampicare su una delle muraglie e cadde,senza gravi conseguenze, o se per un presunto pozzo, che qualora fosse davvero pericoloso basterebbe recintare. Sono stato di recente a visitare il Castello assieme ad una caro amico di Cornalé, trovando la sommità di nuovo invasa da arbusti ed erbe infestanti che rendono molto difficile camminare.

 

Purtroppo il castello è usato anche da balordi per iniettarsi stupefacenti.

 

E' molto triste che, mentre è in corso la grande Adunata Nazionale degli Alpini in Trentino e si celebra anche la fine della Grande Guerra 15-18, un posto cosi' bello e significativo dal punto di vista storico sia reso di difficile accesso al pubblico, anche agli Alpini e agli Schutzen, per una possibile cerimonia di fratellanza.

 

Mio nonno era un Kaiserjager e mio padre un Alpino:quanto vorrei che il Comune di Isera decidesse di riaprire finalmente l'accesso principale,permettendo finalmente il godimento di un sito storico unico per bellezza e panorama!

 

La ringrazio di cuore per la Sua cortese attenzione,

 

augurandoLe buon lavoro per la nostra Comunità trentina!

 

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