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Parcheggio disabili, a Trento un contrassegno con 20 numeri. L'Anglat: ''Questa è semplificazione? In giro per l'Italia ci ridono addosso''

Per il comandante della Polizia locale Lino Giacomoni: "La stringa di numeri contiene una serie di informazioni anche in vista di una futura digitalizzazione. Abbiamo fatto presente al gestore Trentino Mobilità l'opportunità di mettere in evidenza le sole quattro cifre che costituiscono il numero del permesso"

Di Giuseppe Fin - 22 agosto 2018 - 19:51

TRENTO. Tenere a mente delle cifre non è facile ma lo è ancora di meno se ci si deve ricordare di ben 20 numeri. Lo sa bene Marco Groff presidente dell'associazione Anglat che attraverso ildolomiti.it vuole denunciare quella che sembra essere l'ennesima complicazione dell' “Ufficio Affari Semplici”

 

L'Anglat è l'Associazione Nazionale Guida Legislazione Andicappati Trasporti che si occupa, fra le altre cose, di mobilità pubblica e privata per i disabili. Il problema che Groff vuole denunciare riguarda il permesso che il Comune di Trento rilascia per la circolazione e la sosta. Un contrassegno che viene esposto nelle auto e che dà diritto al titolare ad alcune facilitazioni.

 

“Fino a non molto tempo fa – spiega Groff – in questo contrassegno era riportato un codice formato da due o tre cifre facili da ricordare. Se si andava in un'altra città bastava comunicare queste cifre e anche l'esposizione del contrassegno era di facile comprensione fuori dal territorio di Trento. Da quest'anno invece è cambiato tutto e in altre città si mettono quasi a ridere quando iniziamo a dettare tutti i numeri che abbiamo ora”.

 

Dal 2018, infatti, il contrassegno ha un “nuovo” codice che invece di essere formato da due o tre cifre ne ha ben venti con tanto di trattini. Non solo di difficile memoria, quindi, ma anche di difficile interpretazione in alcuni casi dalle forze dell'ordine o dalle aziende di mobilità di altre città abituate ad avere a che fare con codici meno lunghi.

 

“Con un codice così lungo – continua Groff – abbiamo anche paura di incorrere a degli errori”.

 

Il problema continua ad esserci e la richiesta di un'inversione di rotta è rimasta lettera morta anche dopo alcune interrogazioni in consiglio comunale. Sulla questione a rispondere è stato il comandate della Polizia locale Lino Giacomoni che, in una lettera inviata all'associazione, ha spiegato come nel Comune di Trento i permessi per disabili e tutti gli altri permessi di circolazione e sosta vengono gestiti in maniera informatizzata con un applicativo appositamente acquistato dall'attuale gestore dei permessi di circolazione, Trentino Mobilità spa.

 

“La stringa di numeri stampata sul Cude – viene spiegato – costituisce un ''virtual tag'' contenente una serie di informazioni che consentono di distinguere ogni permesso dagli altri anche in un'ottica di futura istituzione di un registro nazionale o interregionale di tutti i permessi invalidi”. Sempre nella lettera firmata dal comandante Giacomoni, si spiega che il vero e proprio numero progressivo del permesso invalidi “è costituito solo dalle ultime 4 cifre della serie numerica” e questo viene spiegato anche nel momento del rilascio. Ciononostante, si conclude, è stato fatto presente al gestore Trentino Mobilità l'opportunità di mettere in evidenza le sole quattro cifre numeriche che costituiscono il numero di permesso da comunicare in caso di spostamenti in altre città”.

 

Una spiegazione , questa, che non soddisfa l'associazione Anglat che domenica prossima incontrerà il proprio presidente nazionale al quale sottoporrà la problematica. “Si parla tanto di semplificazione – afferma Marco Groff – ma quello che stiamo assistendo con questi tagliandi è unicamente una complicazione. Quando chiamiamo le altre città dobbiamo dire tutto il codice per evitare fraintendimenti e ci ridono anche addosso. Questa non è semplificazione”.

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