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Paura a Pellizzano, fiamme sul tetto della splendida chiesa della Natività di Maria ma un vigile del fuoco si accorge del fumo

Il pompiere aveva finito una riunione con i colleghi e passava di lì per caso quando tra la nebbia e la pioggia si è accorto dell'odore di fumo e ha chiamato il 112. Il comandante Ceschi: ''Complimenti al collega. Dopo aver spento il principio d'incendio abbiamo realizzato una copertura per evitare infiltrazioni''

Di Luca Pianesi - 24 novembre 2018 - 13:25

PELLIZZANO. Poteva essere un disastro e invece la bravura di un vigile del fuoco e qualche circostanza fortunata, oltre al pronto intervento dei pompieri, hanno salvato una delle chiese più belle e importanti della Val di Sole. Questa notte, infatti, intorno all'una i vigili del fuoco di Malé e di Pellizzano sono stati chiamati per intervenire sul tetto della chiesa della Natività di Maria di Pellizzano, un edificio tardo medioevale ricchissimo di opere d'arte, affreschi ed altari considerato una vera perla storica e culturale, per un incendio.

 

Ad accorgersi dell'accaduto un pompiere che dopo una riunione con i suoi colleghi vigili del fuoco, tornando a casa e passando per la piazza, ha sentito odore di fumo. ''E' stato molto bravo - spiega il comandante della caserma di Pellizzano Ivano Ceschi - perché c'era nebbia, pioveva e quindi il fumo si confondeva con la foschia. Lui però non ha avuto dubbi e ha chiamato il 112. Così, per fortuna, c'hanno mandati lì e hanno allertato anche Malé con l'autoscala''.

 

Il piccolo incendio si stava sviluppando in un angolo tra il tetto e il campanile in una scalanatura ''ma fortunatamente la fiamma, che era ben visibile - prosegue ancora il comandante - era riuscita a crearsi un buco sull'esterno e tra il freddo e la pioggia faticava a svilupparsi''. Il problema, spesso, infatti, quando succedono gli incendi nei sottotetti è che la fiamma, sviluppandosi all'interno, riesce a ''nutrirsi'' del calore che lei stessa genera espandendosi e divorando quel che trova sulla sua strada. In questo caso il buchino sull'esterno ne ha, nei fatti, rallentato la marcia.    

 

''Siamo arrivati sul posto poco dopo l'una e abbiamo operato fino alle 4.30 - prosegue Cechi - sotto la pioggia e in condizioni piuttosto difficili. Dopo aver raggiunto il tetto e montato il faro abbiamo spento l'incendio ma ci siamo accorti che il buco creato dal fuoco rischiava di far piovere all'interno della chiesa e quindi abbiamo dovuto realizzare una copertura temporanea per impedire che si danneggiassero le opere all'interno''.

 

 

La struttura, infatti, risale al tardo Medioevo ed ha molteplici decorazioni sia all'interno che all'esterno realizzate da generazioni di affrescatori (soprattutto i Baschenis, dal 1477 al 1533). Sia il protiro che la parete d’ingresso sono ricchi di pitture e all'interno vi sono ben cinque altari, finemente scolpiti e dorati, con le loro antiche pale oltre ad arredi preziosi: reliquiari, cancellate lignee (1626), via crucis, oltre a calici e croci astili di gran valore. Infine la Madonnina col Bambino (opera tardo medievale), detta anche “Madonna degli annegati”. Insomma una vera e propria perla dell'arte sacra che ha rischiato moltissimo.

 

Le ragioni che hanno causato l'incendio sono ancora al vaglio degli inquirenti. Si esclude il dolo e il cortocircuito perché in quel punto non passano cavi di nessun tipo. Si stanno, invece, eseguendo dei lavori di restauro al sottotetto, costruito in scandole di legno, datate. Una delle ipotesi al vaglio è quella che la scintilla possa essere scaturita da un'anima incandescente rimasta sotto le lamiere e le guaine che, con il vento, è riuscita a ''risvegliarsi'' e ad attecchire sul legno sottostante. Un incidente, comunque, scampato grazie all'intuito di un vigile del fuoco e alla bravura dei suoi colleghi.

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