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Punta un cacciavite alla gola per avere indietro la caparra. La lite per un cucciolo di labrador

Due roveretani condannati a 6 mesi di reclusione. pena sospesa, per esercizio arbitrario delle proprie ragioni

Pubblicato il - 08 novembre 2018 - 10:29

ROVERETO. Aveva lasciato una caparra di 250 euro per l'acquisto di un cucciolo di labrador ma l'affare non era andato in porto. La caparra la voleva indietro e per ottenerla si è presentata nell'abitazione del venditore con un amico che per ottenere il ristoro gli ha puntato un cacciavite alla gola

 

Franca Trapasso, 58 anni di Rovereto, e Fernando Casarotto, 68 anni di Valli del Pasubio, sono così finiti a processo e condannati a 6 mesi di reclusione, pena sospesa, per esercizio arbitrario delle proprie ragioni. L'iniziale imputazione per minacce e disturbo della quiete pubblica è stata derubricata.

 

Ma vediamo i fatti. La signora si era rivolta a una coppia roveretana per l'acquisto del cucciolo pattuendo un prezzo di 400 euro che avrebbe consegnato dopo la consegna. Come caparra aveva asciato 250 euro. L'animale cresceva, già svezzato e pronto ad essere ceduto, ma la signora tergiversava

 

Il cane è stato quindi venduto ad altri, dando per scontato che l'affare non fosse andato in porto. E la caparra? Per il mancato affare è stata trattenuta e da qui è partito tutto: la donna ha iniziato a mandare numerose mail all'indirizzo dei venditori, dal tono minaccioso. 

 

Nessuna risposta alle mail e nemmeno ai tanti messaggi inviati. E così una sera i due si sono presentati in casa dei venditori e dalle parole ai fatti: il cacciavite puntato alla gola e la richiesta della caparra. I venditori hanno chiamato le forze dell'ordine che hanno segnalato il fatto all'Autorità giudiziaria. Ieri la conclusione del processo e la condanna.

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