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Record dei vigili del fuoco: è trentino il primo salvataggio con drone in Europa. Allo studio tecniche di comunicazione con le vittime e sgancio di farmaci

Riconoscimento internazionale per il ritrovamento di una donna dispersa in val di Tovel. I tecnici: ''In un anno 800 missioni e 250 ore di volo''

Pubblicato il - 16 dicembre 2018 - 20:29

TRENTO. Si chiama Sapr, il gruppo Sistemi aeromobili a pilotaggio remoto del corpo permanente dei vigili del fuoco di Trento. Una storia, quella di questo team, fatta di innovazione, eccellenza e passione. Basti dire che lo scorso luglio gli esperti trentini sono stati i primi in Europa a compiere un salvataggio con un drone. E ora sono al lavoro per implementare nuovi sistemi di soccorso.

 

L'episodio che ha puntato i riflettori d'Europa sul Trentino (ora potrebbe arrivare anche un riconoscimento) è quello che, la scorsa estate, aveva visto una giovane donna originaria della Repubblica Ceca dispersa dopo un'escursione in val di Tovel (qui l'articolo). In quell'occasione la trentenne era stata individuata e salvata grazie alla telecamera a infrarossi, la stessa tecnica che l'altro ieri è stata utilizzata, tra altre, per ritrovare una donna dispersa nel Vicentino.

 

"Sui nostri mezzi ci serviamo di due sorgenti video: non abbiamo a disposizione solo la termocamera, ma anche videocamere con un'ottica molto potente" raccontano dal gruppo Sapr. In dotazione i vigili del fuoco permanenti hanno sei droni. E i tecnici, che sono stati formati ad hoc, sono sempre al lavoro per trovare nuove ed utili soluzioni. La novità: "Stiamo ad esempio lavorando con la grande ditta che ci fornisce i droni per implementare un sistema radio che ci permetta di comunicare con le persone quando le raggiungiamo. Potrà essere usato per portare loro conforto, ovviamente a seconda delle situazioni e dell'opportunità di un intervento di questo tipo".

 

Il lavoro, fanno sapere dal gruppo Sapr, "è di continua collaborazione e feedback con l'azienda, una nota marca, che ci fornisce macchine personalizzate che hanno prestazioni che il civile non ha". Poi: "Stiamo anche pensando a un sistema che permetta di sganciare piccoli oggetti, ad esempio un farmaco".

 

Al momento i droni in Trentino, oltre che per le emergenze, vengono utilizzati non solo per "le emergenze o le ricerche persone", ma anche per "la prevenzione ad esempio per quanto riguarda il monitoraggio di neve e valanghe, le strade, la gestione dei rischi" o per il lavoro del servizio geologico.

 

In un anno le ore volate ammontano a 250, a 800 le missioni: "Abbiamo fatto 12.000 scatti fotografici e 450 monitoraggi video", raccontano i membri del team. Ancora:"La squadra è composta al momento da quattro piloti e dieci specialisti, ma stiamo formando altri due piloti".

 

Gli esperti vedono la collaborazione con l'elisoccorso come "fondamentale": "Far volare un drone ha costi minori e una sicurezza maggiore rispetto all'elicottero, soprattutto in determinate condizioni, ma è ovvio che le possibilità di intervento sono diverse e non possiamo sostituirci al nucleo elicotteri. Anzi, dobbiamo lavorare fianco a fianco".

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