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Rossi ha detto no, i giornalisti al campo profughi di Marco non possono più entrare. I redattori di QuestoTrentino lasciati fuori

Sembra che il niet di Rossi sia arrivato dopo la visita del vescovo Lauro Tisi al campo profughi, quando disse, riferendosi alla situazione: "Questa non è vita". La colpa fu della stampa che scrisse questo, perché se non si parla bene allora non si può più entrare

Pubblicato il - 10 aprile 2018 - 20:44

TRENTO. Ugo Rossi ha detto no. Niente, non c'è stato verso, ha deciso che i redattori di QuestoTrentino al centro profughi di Marco non ci possono entrare. Loro hanno chiesto il permesso con tanto di lettera scritta alla Protezione Civile, sono passati anche dalla segreteria dell'assessore Luca Zeni. Sembrava cosa fatta ma poi è intervenuta d'imperio la presidenza della Giunta: non si può fare.

 

C'è da dire che il direttore Ettore Paris ha subito sentito i suoi colleghi direttori, ma non ha avuto grande solidarietà. "Hanno detto che loro ci sono sempre entrati", ma non è questo il punto. "Anche l'Ordine dei Giornalisti ha detto che sembra che il caso riguardi solo noi", ma non è questo - lo ripetiamo - il punto della questione.

 

Tutte le richieste erano state fatte, "la volontà era quella di entrare lì dove vivono i richiedenti asilo per raccontare le loro storie, per raccogliere impressioni. Non volevamo fare chissà quale inchiesta". Ma anche questo non c'entra, perché anche si fosse voluto fare il pelo e il contropelo ai giornalisti di QuestoTrentino si doveva aprire la porta.

 

Sembra che il niet di Rossi sia arrivato dopo la visita del vescovo Lauro Tisi al campo profughi, quando disse, riferendosi alla situazione: "Questa non è vita". La colpa fu della stampa che scrisse questo, perché se non si parla bene allora non si può più entrare. 

 

 “Per la par condicio”, alla vigilia del voto la segreteria dell'assessorato di Luca Zeni spiegava (su indicazione di Rossi) che sarebbe stato inopportuno che dei giornalisti entrassero nel campo. "Motivazione fragile - afferma la redazione di QT - anzi insensata, al punto da venire superata: si fissava un’altra data".

 

Ma il giorno prima della visita, anche questa volta arrivava uno stop: "il Presidente Rossi aveva avocato a sé la decisione, e aveva detto di non volere, fino a nuovo ordine, giornalisti nel campo. Alla richiesta di ulteriori motivazioni, l’Ufficio stampa rispose che il presidente aveva deciso di negare l’accesso non avendo gradito gli articoli pubblicati sul campo profughi dai quotidiani".

 

A elezioni avvenute, e in clima teoricamente più tranquillo, QT torna a richiedere l’accesso. "Rossi risponde ancora di no, e a una richiesta scritta ufficiale, che chiede motivazioni, non fornisce alcuna risposta". Risposta che giace ancora in un cassetto, nessuno risposta ad oggi. 

 

Questotrentino ritiene il fatto gravissimo. "Il presidente della Provincia non può decidere – senza motivazione alcuna (se non che giornali e vescovo dicono e scrivono cose a lui sgradite) – di impedire alla libera informazione di esercitare il proprio compito di conoscere, indagare, informare. Non può decidere di cosa si possono o non possono occupare i giornali".

 

"Confidiamo - afferma infine la redazione di QT-  che in difesa degli elementari diritti della stampa si pronuncino anche gli altri media e che l’Ordine dei Giornalisti batta un colpo". Noi ci siamo pronunciati, in attesa anche noi che l'Ordine batta un colpo. 

 

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