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Si curava con la marijuana per sconfiggere il dolore. Condannato dal tribunale di Trento, Mattarella concede la grazia

Importante vittoria ottenuta dall'avvocato Fabio Valcanover. Il Capo dello stato grazia il suo assistito condannato per la coltivazione di due piante di marjuana

Di Donatello Baldo - 13 marzo 2018 - 14:19

TRENTO. "Alla fine è arrivata", questo il primo commento soddisfatto dell'avvocato Fabio Valcanover quando si è trovato tra le mani la concessione della grazia firmata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un documento che pochi avvocati possono dire di aver ottenuto per un proprio assistito. Una vittoria che vale molto.

 

Che vale molto anche per l'uomo a cui è indirizzata, che i tribunali hanno condannato ma che il Capo dello Stato ha deciso di graziare. Una vicenda che più volte abbiamo raccontato, che riguarda un uomo di 63 anni che a Trento era stato trovato in possesso di due piante di marijuana che coltivava per uso personale, per lenire i dolori atroci della sua malattia.

 

Nessuna prova di spaccio, nessun coinvolgimento di terzi: coltivava le sue piantine e fumava la marijuana non per 'sballare', non per passare la serata con gli amici e ridere un po'. Fumava per poter tirare il fiato, per poter dormire qualche ora senza dover soffrire, per rilassare i muscoli doloranti, per distendere i nervi infuocati dal dolore. 

 

Il primo grado era stato assolto: "Gli effetti dell'assunzione avevano natura e finalità terapeutica e non stupefacente in senso proprio", aveva detto il giudice. Ma l'appello ribaltò la sentenza: "Colpevole". Poi la Cassazione, a cui si era rivolto per avere giustizia, ha messo la parola fine, rigettando il ricorso e confermando, di fatto, la sentenza di secondo grado.

 

Il suo avvocato Fabio Valcanover aveva fatto ricordo al Presidente della Repubblica: "Chiediamo un provvedimento di grazia al Capo dello Stato". Così ha fatto e la risposta è stata positiva. "E' stata concessa la grazia della pena di mesi 5 e giorni 10 di reclusione e della multa di euro 800, inflittagli con sentenza della Corte di Appello di Trento".

 

Così decreta il Presidente della Repubblica. E così finisce una storia che aveva dell'incredibile, che condannava un uomo che cercava di curare il suo dolore quando ancora non si poteva accedere alla cannabis terapeutica. 

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