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Si faceva ristrutturare e tinteggiare casa e giravano mazzette in cambio di appalti pilotati, corruzione all'Ospedale di Bolzano

Questo il risultato della complessa attività d'indagine diretta dal gruppo specializzato in reati contro la Pubblica amministrazione, ambiente e tutela del lavoro della Procura di Bolzano di recente istituzione, i militari del gruppo della Guardia di finanza del capoluogo altoatesino, che hanno eseguito i sette provvedimenti cautelari

Pubblicato il - 19 marzo 2018 - 18:25

BOLZANO. L'accusa è quella di corruzione e nel mirino della Guardia di finanza di Bolzano sono finiti in sette. La posizione più grave è quella del direttore reggente pro tempore dell'Ufficio edilizia dell'ospedale del capoluogo nel periodo dicembre 2015-ottobre 2017 per il quale sono scattati gli arresti domiciliari, mentre per sei persone, tutte altoatesine e titolari d'azienda con sede a Bolzano, la misura è quella del divieto temporaneo di 12 mesi dell'esercizio dell'attività d'impresa.

 

Questo il risultato della complessa attività d'indagine diretta dal gruppo specializzato in reati contro la Pubblica amministrazione, ambiente e tutela del lavoro della Procura di Bolzano di recente istituzione, i militari del gruppo della Guardia di finanza del capoluogo altoatesino, che hanno eseguito i sette provvedimenti cautelari, mentre sono undici le persone coinvolte.

 

L'indagine, iniziata a marzo 2017, si è concentrata fin dalle prime battute sull'attività svolta dal direttore, Marco Facchini, al quale competeva la gestione, predisposizione e affidamento delle procedure d'appalto relative ai lavori edili e manutentivi del comprensorio sanitario bolzanino.

 

Fin dai preliminari sviluppi investigativi, i rapporti tra il direttore e alcuni imprenditori aggiudicatari di lavori erano apparsi sospetti, motivo per il quale i finanzieri hanno esaminato la quasi totalità delle procedure d'affidamento nelle quali il reggente, a partire dalla sua nomina, ha assunto il ruolo di responsabile unico del procedimento.

 

I successivi approfondimenti, svolti anche attraverso l'effettuazione di indagini tecniche e di numerose perquisizioni (compreso l'abitazione del direttore reggente, l'Ufficio edilizia dell'Ospedale di Bolzano e alcune imprese aggiudicatarie di appalti), hanno consentito di rilevare come 25 delle 120 procedure d'affidamento analizzate presentassero rilevanti profili d'illiceità.

Almeno in un caso, è emerso che il direttore, al fine di mantenere la soglia degli affidamenti sotto il limite di 40 mila euro, avrebbe posto in essere un vero e proprio disegno criminoso.

 

 

In particolare, avrebbe fatto risultare una parte dell'opera come acquisto diretto da parte dell'ospedale e, in concorso con il titolare di un'impresa risultata poi aggiudicataria, avrebbe frazionato artificiosamente l'appalto e simulato indagini di mercato che coinvolgevano diverse aziende, per la maggior parte compiacenti, che si rendevano disponibili a inviare preventivi di comodo.

 

A questo si aggiunge che il direttore avrebbe violato anche il 'principio di rotazione' del Codice dei contratti pubblici, al fine di favorire in più occasioni il medesimo imprenditore locale.

 

In altre circostanze, il direttore avrebbe consentito a alcune imprese aggiudicatarie l'emissione di fatture con importi maggiorati, supportate dalla predisposizione di 'rapportini di lavoro' contenenti dati non veritieri con riguardo all'esecuzione delle prestazioni.

 

Quale corrispettivo a fronte delle condotte illecite sopra descritte, il direttore reggente avrebbe ricevuto vantaggi patrimoniali consistenti, tra l'altro, in dazioni di denaro, lavori di ristrutturazione edilizia su immobili propri, lavori di tinteggiatura, lavori di pulizia presso immobili, lavori di falegnameria, trasporto mobili, buoni carburante, pagamento di riparazioni meccaniche e altri favori personali.

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