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Statale della Valsugana, ecco la mappa degli incidenti. Nei primi mesi dell'anno sono già 37, tre quelli mortali

L'obiettivo è il monitoraggio di quella che è una delle strade più pericolose in assoluto. I punti più critici restano il lungolago e il tratto Trento - Pergine

Di db - 03 luglio 2018 - 12:45

TRENTO. Nella mappa, lo vedete, la Ss47 della Valsugana è costellata di bandiere rosse con sopra il simbolo di una macchina: lì c'è stato un incidente e quando la bandiera è viola l'incidente è stato mortale. 

 

Non c'è nemmeno un tratto che non sia stato interessato da un sinistro, un frontale o un tamponamento. Ma ci sono tratti in cui gli eventi sono maggiormente violenti e in cui si verificano con una maggiore intensità. Lo studio, che è soltanto all'inizio ed è stato elaborato da Davide Allegri assegnista di ricerca e docente a contratto dell'Università (dipartimento Lettere e Filosofia), potrebbe tornare utile anche per migliorare la situazione e verificare l'impatto delle condizioni della strada sul tasso di incidenti.

 

L'autore ha pubblicato la mappa sulla pagina Facebook Sos 47 Valsugana, che ogni giorno raccoglie le segnalazioni (e spesso gli sfoghi) degli utenti dell'arteria che attraversa la valle dai Crozi fino al Tesino. Lì vengono pubblicate le notizie di code, lavori in corso e anche degli incidenti in tempo reale.

 

Ma veniamo allo studio, che mette in evidenza fin da subito che la zona maggiormente critica è quella dell'Alta Valsugana. Solo con i dati parziali, da aprile fino a giugno sono 22 gli incidenti riportati e due sono stati mortali: quello al Faro e quello accaduto pochi giorni fa a Brenta).

 

Ma se il calcolo si estende ai primi sei mesi dell'anno gli incidenti arrivano a 37 e quelli mortali sono tre, aggiungendo agli ultimi due anche quello di febbraio accaduto nel tratto di Ospedaletto, sulla retta tristemente famosa per i frontali.

 

La mappa è dinamica e basta scorrerla e ingrandire per vedere nel dettagli gli eventi, il numero dei feriti, la data e il chilometro in cui è avvenuto l'incidente. "Io di formazione sono geografo - spiega Allegri - e la Valsugana la percorro settimanalmente perché devo recarmi spessi in Veneto".

 

"Mi sono chiesto se in qualche modo potevo utilizzare le nuove tecnologia per indagare un fenomeno che produce episodi che in quel tratto di strada si susseguono in media ogni due giorni. Una mappa di questo tipo riesce a mettere in evidenza le criticità".

 

Un lavoro certosino che ha appuntato chilometro per chilometro gli incidenti, "è ancora presto per trarre delle conclusioni ma attraverso questo lavoro forse si riuscirà a capire se il problema è strutturale o se la colpa è da attribuire solo al comportamento degli automobilisti". 

 

Allegri ha una sua idea: "Io sono forse uno tra qui pochi pazzi che vorrebbe potenziare il trasporto ferroviario in un'ottica di riduzione del trasporto su gomma". Ma sa che sarà difficile spingere in questo senso: "In ogni caso la situazione - che dal suo lavoro viene messa in evidenza - è quella di un oggettivo collasso viabilistico, per ragioni di traffico merci e di turismo". 

 

In passato anche la Provincia aveva iniziato un monitoraggio costante dell'incidentistica sulla rete stradale trentina. "Il progetto è del 2001 - spiega Allegri - ma dopo la presentazione e qualche articolo sui giornali non se n'è saputo più nulla. Di sicuro non c'è mai stata una restituzione al pubblico della ricerca". 

 

L'obiettivo era anche il monitoraggio della Valsugana, che già allora era uno dei punti più critici della viabilità trentina. "Dalle prime osservazioni anche in quello studio i punti critici erano gli stessi - osserva - il tratto tra Trento e Pergine e il lungolago". 

 

L'obiettivo ultimo di Allegri è quello di "convincere gli amministratori che è necessario fare delle scelte". Nessuna polemica, anzi: "Oggettivamente ci vorrebbe un cambio di prospettiva - spiega - e anche la decisione di un progetto condiviso (postato sulla pagina Facebook Sos47 Valsugana) risponde a questa necessità".

 

Allegri vorrebbe che il suo lavoro potesse contribuire alla ricerca delle soluzioni, che fornisse informazioni utili per dare alla politica la possibilità di agire di conseguenza. "Ma serve una politica capace di una visione strategica", sottolinea Allegri.  

 

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