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Terremoto sanità, a Bolzano gli indagati non rispondono, mentre prende forma il filone trentino

Tra gli indagati dell'Apss ci sarebbero Giuseppe Comoretto e Davide Lombardi. Perquisito Claudio Dario. Spunta anche una dirigente di Unifarm, mentre la società si dichiara estranea

Pubblicato il - 23 febbraio 2018 - 10:24

TRENTO. Oltre all'inchiesta sulla sanità altoatesina prende forma anche il filone trentino. E nel mirino finisce anche Unifarm, la società dei farmacisti del Trentino Alto Adige. Le accuse sono ancora da dimostrare, però nel registro degli indagati è finita una dirigente. 

 

L'ipotesi sul tavolo dei pm Alessandra Liverani e Carmine Russo, che coordinato i carabinieri del Noe e la squadra mobile, è quella di turbativa d'asta.

 

Sono quattro le persone indagate, due delle quali sono dipendenti dell'Azienda sanitaria: Giuseppe Comoretto, in passato direttore della Tecnostruttura area tecnica e ora direttore del Servizio nuovo polo ospedaliero, e Domenico Lombardi, già funzionario del Servizio programmazione acquisti e logistica, che avrebbe una posizione marginale. Sono loro le figure destinate dall'Apss a altro incarico, una decisione condivisa con l'azienda in attesa di fare chiarezza. 

 

Gli altri coinvolti sono quindi l'imprenditore Angelo Allegretti, già finito agli arresti domiciliari per il filone di indagine altoatesino, e Fernanda Visentin, direttore tecnico di Unifarm, mentre quest'ultima società si dichiara estranea alla vicenda e intanto si cautela spostando la dirigente. 

 

I quattro indagati sono stati perquisiti, in ufficio e abitazione, il 20 gennaio scorso. Perquisizioni e accertamenti che hanno coinvolto altre persone (anche esterne all'Azienda sanitaria), come Claudio Dario, direttore sanitario dell'Apss, che però per il momento non risultano indagati. E' necessario chiarire che le indagini però sono ancora in corso e quindi l'iscrizione nel registro degli indagati non significa colpevolezza.

 

Sul fronte altoatesino invece sono iniziati gli interrogatori davanti al giudice di Bolzano Walter Pelino: Luca Antino e Andrea Cavallaro per il momento si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, mentre oggi è il turno di Roberto Lepore e Angelo Allegretti (Qui articolo). 

 

Le accuse in questo caso sono reati di associazione a delinquere, rivelazione del segreto d'ufficio, turbata libertà degli incanti, frode in pubbliche forniture e frode avanzata

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