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Terremoto sanità, oggi gli interrogatori a Bolzano, mentre sono quattro gli indagati per il filone di Trento

A Trento l'ipotesi è quella di turbativa d'asta. Più pesante il quadro accusatorio per le indagini di Bolzano

Pubblicato il - 22 febbraio 2018 - 10:01

TRENTO. Oggi iniziano gli interrogatori per l'inchiesta sul sistema di gare e mazzette che coinvolge la sanità altoatesina (Qui articolo). I tre dipendenti dell'Azienda sanitaria di Bolzano Roberto Lepore del Servizio di ingegneria clinica e qualifica di responsabile tecnico di Merano, Andrea Cavallaro, tecnico dell'ospedale di Bolzano sono chiamati a rispondere al giudice Walter Pelino.

 

Domani è il turno invece di Angelo Allegretti che dovrà fornire le spiegazioni del caso al giudice Marco La Ganga. Il trentino avrebbe già fatto ammissioni rispetto alla vicenda e gli inquirenti ritengono l'imprenditore una figura chiave, un anello di congiunzione tra i soggetti che operavano a Roma e i dipendenti dell'Azienda sanitaria. 

 

Il quadro accusatorio ipotizza i reati di associazione a delinquere, rivelazione del segreto d'ufficio, turbata libertà degli incanti, frode in pubbliche forniture e frode avanzata: le due società Tecno Service di Roma e la Heka sarebbero state intestate a prestanome, ma nei fatti a capo rispettivamente a Celli e Labella e Ceron.

 

Fondamentale sarebbe stata l'intermediazione del trentino tra le parti in causa per aggiudicarsi numerose aste e i capi d'accusa riguardano circa 40 gare, tra le quali un appalto milionario.

 

Un quadro partito dalle intercettazioni telefoniche e registrazioni ambientali: il blitz degli investigatori aveva permesso di sorprendere Allegretti in possesso della tangente da 20 mila euro. Raggiunto dalla misura di custodia cautelare ai domiciliari il sospetto è che il trentino sia coinvolto anche nel filone di Trento (Qui articolo), anche se in questo caso il ruolo appare al momento marginale.

 

Nel frattempo si muove anche il filone che riguarda la sanità trentina: un procedimento scattato sabato 20 gennaio, quando il Noe era entrato in azione per alcune perquisizioni negli uffici e nelle abitazioni dei dipendenti dell'Apss di Trento e avevano sequestrato pc e telefoni.

 

Sono quattro gli indagati per turbativa d'asta e l'Azienda sanitaria si era cautelativamente mossa per spostare d'incarico almeno due dirigenti (Qui articolo). A questo si aggiungono un paio di persone impiegate in una società di fornitura. Entrambi i filoni di indagine sono in capo alla Procura di Trento e già negli interrogatori di oggi ci potrebbe essere maggiore chiarezza sulle accuse. 

 

 

 

 

 

 

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