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Trento Rise, anche il direttore di Fbk Ict Traverso citato (due volte) in giudizio davanti alla Corte dei Conti per danno erariale

Per la procura l'ex direttore generale del consorzio sarebbe responsabile di un doppio danno erariale (uno di 45.676,80 euro, l'altro di 193.506,68 euro da ripartire al 50% con l'ex presidente Fausto Giunchiglia) per degli affidamenti esterni agli avvocati Florenzano e Coletti quando all'interno vi era già un ufficio legale su cui contare

In alto Paolo Traverso in basso Fausto Giunchiglia
Di Luca Andreazza - 24 febbraio 2018 - 06:01

TRENTO. E' stato citato in giudizio anche Paolo Traverso, il direttore del centro Ict di Fbk. La vicenda Trento Rise non conosce pace e dopo le condanne, i patteggiamenti e i rinvii a giudizio di qualche giorno fa ecco spuntare due citazioni davanti alla Corte dei Conti (sottolineate ieri dal Procuratore regionale Marcovalerio durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario in quanto entrambe sviluppatesi in presenza di contemporanei procedimenti penali). L'accusa è danno erariale per due diversi filoni entrambi riferiti ad affidamenti di incarichi: uno all'avvocato Florenzano, l'altro all'avvocato Coletti.

 

Nel primo caso l'unico citato in giudizio è proprio l'allora direttore di Trento Rise, Paolo Traverso per una somma pari a 45.676,80 euro per quello che la procura ritiene essere un "comportamento gravemente colpevole del sopramenzionato soggetto (che) non può essere attribuito a particolari difficoltà, ma a grave e colpevole negligenza concretizzatasi nella sprezzante trascuratezza dei propri doveri di corretta gestione del contributo pubblico con la conseguenza che lo stesso deve essere chiamato a rispondere del danno erariale cagionato alle casse della Provincia autonoma di Trento". 

 

Nel secondo caso assieme a Traverso è citato in giudizio anche Giunchiglia (indagato in diversi filoni ricollegati a Trento Rise e ai rapporti con Deloitte e già condannato in primo grado a 1 anno e 6 mesi e al pagamento di 60 mila euro per il filone sulle consulenze gonfiate e unico rinviato a giudizio per le tre indagini che riguardano i pcp pilotati). Per la procura l'ex direttore di Trento Rise e l'ex presidente sono chiamati a rispondere per un danno erariale di 193.506,68 euro da "restituire" in due al 50% l'uno e anche in questo caso l'accusa è che per entrambi si debba parlare di "grave e colpevole negligenza concretizzatasi nella sprezzante trascuratezza dei propri doveri di corretta gestione del contributo pubblico". 

 

In entrambi i casi l'impianto accusatorio è simile: si contesta, nel primo caso solo al direttore, nel secondo anche al presidente, di aver affidato degli incarichi a questi due avvocati quando dentro Trento Rise era stato costituito un ufficio legale di tutto rispetto (e soprattutto già pagato) al cui interno si trovavano le competenze per svolgere proprio quegli incarichi appaltati all'esterno.

 

Nel dettaglio nel caso dell'avvocato Damiano Florenzano si fa riferimento a una consulenza legale, per l'accusa "inutilmente affidata" da Trento Rise all'avvocato nel periodo gennaio 2013 -  gennaio 2014. Addirittura all'interno dell'ufficio legale di Trento Rise si trovava una figura che era stata autrice di una pubblicazione sui "Pre-Commercial Procurement" (quei Pcp legati al consorzio, oggetto di molte indagini della Guardia di Finanza e dei carabinieri), proprio la materia che avrebbe coinciso con l’incarico affidato all'avvocato Florenzano. Un incarico, a quanto risulta dagli atti d'accusa, della durata totale di 40 giorni (per la guardia di finanza sarebbero stati ancora meno) costato, complessivamente 45.676,80 euro. E tale incarico era stato "autorizzato" con una "nota di istruttoria interna" firmata proprio da Traverso.

 

Per quanto riguarda il caso dell'avvocato Coletti (avvocato bolzanino condannato in primo grado nel filone sulle consulenze gonfiate a 2 anni e 2 mesi) i profili di danno erariale emergerebbero per l'accusa "dall’irrazionale conferimento di molteplici consulenze" affidate all'avvocato e "dal pagamento al medesimo Coletti di fatture per prestazioni in realtà non svolte (o anche del tutto incongruenti con le finalità della Società)". Addirittura sarebbe emerso che il responsabile dell'ufficio legale di Trento Rise, Michele Debiasi, manipolava i dati sull'attività che avrebbe prestato l'avvocato bolzanino inserendo ulteriori date, di fatto andando a gonfiare le spese (e tra queste date ci sarebbero stati anche degli incarichi affidati a Coletti da Debiasi su consulenze private, per esempio su immobili di sui amici).

 

Con questo sistema le consulenze e gli incarichi risultano essere davvero tanti (e anche in questo caso per l'accusa il più delle volte sarebbero stati inutili perché all'interno dell'ufficio legale c'era già chi poteva ricoprire quei compiti) arrivando a un totale di danno erariale di 119.506,68 euro. Danno (dato anche dal fatto che gli incarichi esterni avrebbero dovuto avere natura "temporanea" e invece il Coletti riceve incarichi costantemente dal 2011 al 2015) che per l'accusa va ripartito tra Giunchiglia e Traverso in qualità rispettivamente di presidente e direttore generale di Trento Rise in quanto firmatari e per non aver fatto i dovuti controlli.

 

Per l'accusa "il danno pubblico è in particolare riconnesso alla mala gestio delle contribuzioni della P.A.T." visto che Trento Rise "viveva" anche di risorse pubbliche. Questo il quadro accusatorio che è valso due differenti citazioni in giudizio davanti alla Corte dei Conti. Nulla è ancora definitivo, ovviamente, e va detto che nei primi mesi del 2013 Traverso aveva lasciato il consorzio per dedicarsi solo ad Fbk. Quel che è certo, però, è che le inchieste che ruotano attorno a Trento Rise continuano a lasciare strascichi nel sistema provinciale e ancora pare non essere finita.

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