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Troppe birre e decapitano le statue degli alpini, il sindaco: ''Vergogna. Chiedete scusa prima che le forze dell'ordine vi trovino''

E' successo la notte scorsa, la chiesetta di San Maurizio è posizionata in una zona isolata, ma poco distante si è tenuta una festa. Luca Turinelli: "Non è colpa degli organizzatori, carabinieri e polizia hanno acquisito le immagini delle telecamere. Violato un luogo caro alla popolazione"

Di Luca Andreazza - 08 luglio 2018 - 17:37

STORO. "Sono estremamente amareggiato per il grave atto di vandalismo compiuto nel corso della notte scorsa alla chiesetta di San Maurizio, patrono del gruppo Ana di Storo", queste le parole di Luca Turinelli, sindaco di Storo, all'indomani dell'amara scoperta: alcune statue degli alpini sono state danneggiate e decapitate.

"L'auspicio - prosegue il primo cittadino - è quello che le indagini delle forze dell'ordine consentano quanto prima di risalire agli autori di questo gesto indegno. I carabinieri di Storo e la polizia della Valle del Chiese sono stati informati e in questo momento hanno acquisito le immagini delle telecamere".

 

La notte scorsa poco distante si è tenuta una festa al nuovo centro di Storo, un appuntamento in grado di accogliere tantissime persone. "Non voglio puntare il dito contro nessuno - evidenzia Turinelli - gli organizzatori non hanno nessuna colpa, ma chiaramente è una coincidenza sospetta. Forse qualcuno ha bevuto più del dovuto, ma questo non giustifica le azioni, in caso è un'aggravante".

 

I simboli di una comunità sono stati sfregiati. "Non c'entrano solo gli alpini - dice il sindaco - che si adoperano tanto per Storo, ma si tratta di un luogo molto caro e sentito alla cittadinanza, la chiesetta è un posto che unisce le generazioni e tantissimi concittadini hanno molti ricordi legati a questo luogo di pregio. Questi gesti hanno fatto male a tutte le persone di Storo".

 

Ora si pensa già a sistemare le statue. "Oltre al danno affettivo - conclude Turinelli - dobbiamo calcolare quello economico: non sarà moltissimo, ma se gli Alpini decidono di sistemare le statue in modo autonomo o chiedano un contributo al Comune, comunque a pagare per questo gesto insensato e indegno è tutta la comunità. Spero che gli autori si rendano conto della gravità di quanto fatto e chiedano scusa: non è una semplice bravata". 

 

Anche gli alpini di Storo prendono posizione: "La sacralità del luogo non ha fermato il gesto di alcuni sconsiderati - commentano - che forse hanno agito con la mente poco lucida e si sono poi pentiti di questo ignobile gesto. In questo caso li invitiamo a contattarci per la restituzione delle parti mancanti delle statue che erano una donazione e che dato il loro valore affettivo vorremmo risistemare". 

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