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Valeria ricorda il suo 'gemello di midollo' Fabrizio Frizzi. La presidente di Admo Trentino: "Nostro testimonial, non ha mai mancato una chiamata"

Nel 2000, l'amato presentatore e attore scomparso ieri notte aveva donato il suo midollo. La ricevente, una bimba di Verona malata di leucemia, oggi è salva grazie a lui e lo voleva al suo matrimonio. Admo Trentino lo ricorda con grande affetto

Di Cinzia Patruno - 26 marzo 2018 - 16:54

TRENTO. Il nostro midollo gemello è uno su centomila. Alla luce di questo, in una città delle dimensioni di Trento, c'è solo una persona a noi compatibile al di fuori della nostra cerchia famigliare. Valeria, il suo midollo gemello l'ha trovato. All'epoca, era una ragazzina di undici anni che necessitava un trapianto per uscire dalla morsa letale della leucemia.

 

Quel midollo gemello era quello di Fabrizio Frizzi, che nel 2000 era già iscritto ad Admo, l'associazione donatori di midollo osseo, come aspirante donatore. Gli iscritti al registro dei donatori di midollo osseo lo sanno bene, quella telefonata può arrivare da un momento all'altro. La telefonata in cui ti viene chiesto di salvare una vita.

 

Fabrizio Frizzi era stato contattato, ma era molto impegnato a causa delle riprese per una fiction televisiva. Quando scoprì che si trattava di una bimba, ricoverata nel reparto pediatrico dell'Ospedale di Verona, prese una decisione importante. "Frizzi - racconta il dottor Fabio Benedetti del Reparto di Trapianto del midollo e ematologia del Policlinico di Verona - quando ha saputo del caso di Valeria è stato grande: anziché seguire la prassi, anziché i cinque giorni di ricovero tra prelievo e post intervento, si è preso solo quarantotto ore per procedere con la donazione".

 

"Lei era giunta da noi da pediatria - aggiunge Benedetti, ricordando il caso di Valeria - ed era in condizioni gravissime. Tramite il sistema di donazione nazionale sapevamo che c'era un donatore compatibile ma da Roma non arrivavano risposte perché era sempre impegnato e così mi sono impuntato e ho fatto di tutto per accelerare i tempi".

 

"Frizzi donò il midollo e tornò al lavoro", spiega il medico. Una procedura semplice, la donazione di midollo osseo, che Fabrizio Frizzi accolse con la spontaneità che lo contraddistingueva, e che gli consentì di salvare la vita a una bambina malata di leucemia che, non più di qualche giorno fa, è andata a Roma per consegnargli personalmente l'invito al suo matrimonio.

 

"Volevo che lui fosse il mio testimone - spiega Valeria Favorito, oggi trentenne -. Mi disse: se le mie forze me lo consentiranno, oggi sto bene, domani non so". La donna racconta di aver saputo che era stato Frizzi il suo donatore sentendoglielo riferire in televisione. "Dopo l'intervento - aggiunge - ci siamo visti un sacco di volte".

 

Frizzi era diventato anche uno dei testimonial più conosciuti e amati di Admo, l'associazione donatori di midollo osseo. "Frizzi - racconta Ivana Lorenzini, presidente di Admo Trentino e, fino a quattro mesi fa, responsabile dei testimonial a livello nazionale - si è iscritto ad Admo nel 1993, quando l'associazione era ancora agli albori e noi cercavamo tantissimi donatori. Lui è stato uno dei primi: fantastico, generosissimo".

 

"Nel 2000 ha donato il suo midollo. Quando l'ho incontrato a Genova la prima volta nel 2000, mi ha raccontato la storia con grandissimo entusiasmo. Non c'era volta in cui non raccontasse la sua esperienza di donatore. Lui era un entusiasta, un entusiasta della vita. Lui era così come lo si vede in televisione: una persona semplice e umile, un gran signore. Veramente una persona eccezionale".

 

"In questi ultimi anni - continua Lorenzini - sono stata responsabile dei testimonial. Ne abbiamo tantissimi in Italia, soprattutto nel mondo dello sport. Ho sempre avuto un rapporto molto bello con lui perché in qualsiasi occasione in cui veniva richiesta la sua presenza, lui era sempre pronto. Non ha mai mancato una risposta. Ho sempre detto che era uno dei nostri migliori testimonial, proprio perché aveva un cuore grande, grande, grande in tutti i sensi". Non a caso, il volto di Fabrizio era apparso su tanti volantini nelle campagne di raccolta fondi di Admo a Natale e a Pasqua.

 

Un rapporto speciale che è rimasto negli anni, quello tra i 'gemelli di midollo' Valeria e Fabrizio. "Lo ha raggiunto a bordo campo del 'Bentegodi', lo stadio di Verona, durante una 'Partita del cuore' - ricorda il dottor Benedetti - è lì si sono abbracciati tra le lacrime. Non si staccavano più l'uno dall'altra".

 

"Frizzi - aggiunge - è tornato più volte a Verona. Un altro bel momento è stato per i diciotto anni di Valeria. Tutti in un locale del centro a festeggiarla e c'era anche lui, quello che lei chiamava il suo fratello più grande, mentre per Frizzi lei era la sorellina".

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