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Vendono 45 mila pannelli fotovoltaici di provenienza asiatica spacciandoli per europei. Tra i truffati anche un'azienda trentina

Al momento, sono otto i clienti che hanno presentato querela per truffa. Prima di commercializzarli sul territorio nazionale, la società bolzanina creava ad hoc dei falsi documenti che accompagnavano i pannelli, attestanti falsamente che gli stessi erano stati prodotti nell’Unione europea

Pubblicato il - 04 settembre 2018 - 20:41

BOLZANO. Sono riusciti a commercializzare oltre 45 mila pannelli fotovoltaici di provenienza asiatica spacciandoli per europei e causando ingenti danni a soggetti privati, società ed enti pubblici. A scoprire la truffa di circa 6 milioni di euro è stata la Guardia di Finanza di Bolzano e a finire nei guai è stata un'azienda dell'Alto Adige.

 

Questo il bilancio dell’attività investigativa recentemente conclusa dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bolzano su delega della locale Procura della Repubblica, che ha portato alla denuncia di due persone per il reato di truffa, una delle quali rappresentante legale della società bolzanina. C'è anche un'azienda di Trento tra le vittime della truffa.

 

L’operazione scaturisce da una denuncia effettuata da un Organismo di Certificazione di prodotti energetici in relazione alla circolazione di false attestazioni di conformità e origine dei pannelli fotovoltaici commercializzati dalla società altoatesina.

Nel corso dei controlli, le Fiamme Gialle hanno accertato che l’impresa altoatesina ha posto in essere artifizi e raggiri per camuffare la reale provenienza dei pannelli fotovoltaici venduti. In estrema sintesi, il meccanismo truffaldino era il seguente: la società di Bolzano acquistava i pannelli da due grossisti tedeschi di primaria importanza, che, a loro volta, li importavano da alcune società asiatiche. Prima di commercializzarli sul territorio nazionale, la società bolzanina creava ad hoc dei falsi documenti che accompagnavano i pannelli, attestanti falsamente che gli stessi erano stati prodotti nell’Unione europea.

 

Le certificazioni contraffatte hanno consentito agli ignari acquirenti di richiedere e ottenere dal Gestore dei Servizi Energetici l’accesso alle tariffe incentivanti previste per le energie rinnovabili. Al momento, sono otto i clienti che hanno presentato querela per truffa. Si tratta di un’azienda della provincia di Nuoro, una torinese, una ditta individuale di Trento e tre privati cittadini residenti in Alto Adige. Tra i truffati che hanno presentato querela figura anche un Comune della nostra provincia.

 

La mancata erogazione delle tariffe incentivanti, in conseguenza dell’istallazione di prodotti in realtà non realizzati in Europa, ha causato grossi danni economici ai clienti truffati.

 

Oltre alla responsabile legale della società di Bolzano, la denuncia è scattata anche nei confronti di un altro soggetto, che è stato ritenuto amministratore di fatto della stessa impresa. Quest’ultimo, infatti, oltre ad essere un agente di commercio di uno dei fornitori tedeschi, legato da rapporti di “strettissima amicizia” con la rappresentante legale della società bolzanina, era anche colui che di fatto si occupava degli acquisti e delle vendite, oltre che di stabilire i prezzi da applicare.

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