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Aperti no stop da 43.824 ore, la storia della famiglia Groff: ''Con un ristorante abbiamo portato Capri a Trento e intitolato una via ai marinai d'Italia''

Il titolare di ''Al Marinaio'' Giovanni Groff: ''L'obiettivo è arrivare alle 100.000 ore di apertura consecutive. Tutto è iniziato con mio padre, marinaio sulla corazzata Littorio durante la Seconda guerra mondiale''

Pubblicato il - 09 giugno 2019 - 22:47

TRENTO. Cosa ci fa via Marinai d'Italia in una città di montagna come Trento? E il ristorante Al Marinaio? Ve lo siete mai chiesti? Questa è la risposta, che inizia con sei anni sulla Corazzata Littorio durante la Seconda guerra mondiale e finisce con un locale che dal 2014 ha lavorato ininterrottamente per 43.824 ore, 24 al giorno. "Anzi, 25" scherza il titolare Giovanni Groff.

 

 

Questa storia, che si intreccia con quella della città, è nata nell'immediato dopoguerra. "Al Marinaio si chiama così in onore di mio padre - racconta Giovanni Groff - che ha fatto la leva in marina. Dal 1939 (il primo anno di leva in marina per Trento) al 1945 ha prestato servizio la Corazzata Littorio. Quando è rientrato dalla guerra ha portato con sé un mare di idee. Tra cui quella di aprire un locale: questo è stato il primo approccio a questo mondo che ha portato alla nascita del bar in località Stella".

 

Un locale che ha riscosso un grande successo, tanto da portare nel 1974 il padre di Groff ad aprirne un altro: "Era sulla tangenziale, sotto il distributore dell'Agip - ricorda il figlio - Mio padre lo aveva voluto lì perché aveva l'impressione che la zona di Man fosse un po' tagliata fuori. Per un periodo, dunque, abbiamo avuto due locali, che la gente chiamava "Groff vecchio" e "Groff nuovo"",

 

Il "Groff nuovo" è rimasto nella locazione originaria per 14 anni, fino al 2008, quando al suo posto è arrivata l'attuale strada. "Siamo nella nuova sede dal 2008" afferma Giovanni Groff, che spiega anche il particolare iter di intitolazione della strada che al civico 28 ospita il suo ristorante. "Nel vecchio locale avevo dato a titolo gratuito all'Associazione marinai un locale per la sede, mi sembrava giusto così. Le persone hanno cominciato con il tempo a parlare della rotatoria come della "rotonda del marinaio" o "dei marinai", di qui l'idea dell'associazione stessa di chiedere al Comune di intitolare la rotatoria ai marinai d'Italia.

 

Una richiesta però respinta: "A Palazzo Thun dissero che non avevano intenzione di farlo. Poi sono arrivate la strada e la nuova sede del nostro locale. La via dove si trova "Al Marinaio" andava intitolata e volevano chiamarla "via Cavalcaferrovia", un nome brutto. Perciò mi permisi di chiedere in Comune che cambiassero idea e la intitolassero ai "Marinai d'Italia", appunto. E così fu: il giorno dell'intitolazione, arrivata dopo il locale, facemmo una grande festa con una bottiglia dedicata per il brindisi".

 

A breve Al Marinaio si tornerà a festeggiare, spiega sempre il titolare: "Al vecchio Groff il papà ha tenuto sempre aperto, 24 ore al giorno, dal 1954 al 1976. Io non avrei mai pensato di replicare quest'esperienza, ma mi ha stimolato a farlo la mia famiglia. Con me a ristorante, bar, hotel e tabaccaio lavorano mia moglie, mia figlia, mio figlio e mio genero. Proprio lui, mettendosi in gioco e rendendosi disponibile a coprirci le notti, mia stimolato a intraprendere quest'impresa. Ora in totale, con i dipendenti, siamo in una ventina di persone e dal 2014 teniamo aperto tutto il giorno per 24 ore".

 

Un'avventura iniziata con la scusa del pallone: "Abbiamo iniziato con l'apertura tutto il giorno il 12 giugno 2014, in occasione dei mondiali di calcio e non abbiamo più smesso. Devo dire che è una cosa unica e che funziona. Una signora, scherzando, mi ha detto che qui abbiamo "sempre la luce a pompa" ed è vero. Il locale è sempre illuminato, è una scelta che richiama una clientela selezionata, quella del giorno. Da un anno e mezzo, poi, facciamo la pizza fino alle 2 del mattino, una risposta al post-cinema che ci porta anche persone ad esempio da Rovereto, o chi ha appena finito di ballare. Da noi si respira una bella aria anche di notte: emotivamente e non solo è un bel successo. Poi per fortuna di notte abbiamo un passaggio delle forze dell'ordine che ci aiutano nel nostro intento, che è quello di tenere pulito il locale".

 

Al motto ufficiale di "solo qui così" (qui sul sito dell'hotel) e ufficioso ("solo mio" dice Groff) di "devi poter venire alle 3 di notte con la tua ragazza e non vergognarti il giorno dopo" le ore di apertura ininterrotta dal 2014 sono divenute oltre 43.000 e, più precisamente, il 12 giugno saranno 43.824. "Il conto me lo ha fatto un cliente, io non ho avuto il tempo di contare - racconta sempre il signor Giovanni - Ma andiamo avanti e puntiamo alle 100.000 ore".

 

Un obiettivo ambizioso e un importante traguardo che mercoledì la famiglia Groff, i dipendenti e tutti i loro clienti festeggeranno assieme: "Alle 15 ospiteremo la presentazione del libro dell'ingegner Armando Mammino, il professore che ha firmato il progetto strutturale de "Al Marinaio". Alle 17 inizierà la festa: faremo una bicchierata con una bottiglia personalizzata di Ferrari. Chiamerò anche la Confraternita del tortel de patate per degli assaggi e probabilmente riuscirò ad avere anche la porchetta d'Ariccia a completare il tutto".

 

Un bel momento che sarà vissuto ricordando l'uomo che diede il via a tutto ciò: "Mio padre purtroppo non è riuscito a vedere nemmeno il progetto di Al Marinaio nuovo. Per la struttura ci siamo ispirati a Villa Malaparte, realizzata a Capri per Curzio Malaparte dal trentino Adalberto Libera. Abbiamo voluto omaggiare un talento trentino, ma ci abbiamo aggiunto la prua di una nave. Non potevamo di certo non tener fede alla nostra storia e al nostro nome".

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