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Bracconaggio, qualcuno taglia le gomme alle guardie del WWF: "Casi isolati ma la violenza va condannata"

Nel bresciano, nell'ultimo anno, sono stati 52 i cacciatori denunciati per bracconaggio. L'ultimo episodio risale al 22 dicembre quando tre bracconieri sono stati sorpresi dopo aver abbattuto 11 pettirossi, 5 tottaville e 2 fringuelli

Pubblicato il - 31 December 2019 - 14:28

BRESCIA. Quella del bracconaggio sembra essere una pratica che non conosce crisi. Almeno stando ai dati diffusi dal WWF Lombardia da sempre in prima linea nel contrasto alle attività illecite. 

 

L'ultimo episodio risale al 22 dicembre quando a Gottolengo tre cacciatori sono stati sorpresi dopo aver abbattuto solo uccelli protetti: 11 pettirossi, 5 tottaville e 2 fringuelli.

 

"Abbattimento di specie protette ed uso di richiami acustici vietati sono i reati più frequenti- spiega Antonio Delle Monache, coordinatore delle guardie WWF in Lombardia-. Pettirosso, capinera, beccafico, balia nera, torcicollo, pispola, fringuello, ballerina bianca, fanello, peppola, spioncello, migliarino di palude, cinciarella, codirosso spazzacamino, frosone, codirosso, tottavilla: sono 17 le specie protette trovate nei carnieri di cacciatori che continuano a praticare un’attività venatoria che porta alla 'desertificazione faunistica' delle nostre campagne”.

 

La situazione pare particolarmente delicata in provincia di Brescia. In tutto l'anno sono 52 i cacciatori bresciani denunciati: 45 per attività di bracconaggio in provincia di Brescia, 7 in provincia di Pavia e Lodi.

 

"Quest’anno abbiamo riscontrato in più casi che il cacciatore sorpreso a commettere illeciti penali era recidivo, a volte già denunciato dalle guardie WWF o da altri Organi di Polizia; in due casi addirittura denunciato da pochi giorni- aggiunge Antonio Delle Monache-. Ciò dimostra da una parte l’efficacia dell’attività di vigilanza, dall’altra lo scarso deterrente che le norme esistenti hanno su persone che fanno del bracconaggio un business anche economico. È necessario inasprire le pene, soprattutto prevedendo la sospensione della licenza nei casi più odiosi, dove la quantità di animali uccisi dimostra la deliberata volontà di infrangere la legge. Clamoroso il caso del giovane cacciatore (oramai privo di licenza) denunciato dai carabinieri forestali ben tre volte in pochi mesi, l’ultima volta sorpreso proprio dalle guardie WWF con reti uccellagione che avevano catturato pettirossi".

 

 

Il coordinatore Delle Monache segnala anche un grave episodio di ostilità nei confronti delle guardie WWF registrato nel comune di Desenzano. Ad ottobre, infatti, ad una vettura di servizio delle guardie sono state tagliate le gomme. "Casi del genere si verificano ogni anno- conclude Antonio Delle Monache - ma restano casi isolati. Ogni genere di violenza va condannato, da qualsiasi parte giunga. Così come il danneggiamento avvenuto anche quest’anno di capanni da caccia e l’odiosa lettera di minacce al consigliere regionale Barbara Mazzali". 

 

 

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