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Bruciata l'ex casetta dei giovani a Croviana. La sindaca: ''E' l'epilogo di tre settimane di reiterati vandalismi via via più pesanti. Faremo denuncia''

La struttura era stata affidata in primavera a un gruppo di giovani del paese che l'avevano riqualificata e la usavano come luogo di aggregazione. Poi, dopo una serie di episodi negativi, ne era stato vietato l'utilizzo e ieri notte è stata bruciata

Pubblicato il - 03 novembre 2019 - 11:54

CROVIANA. ''Questo pomeriggio andrò a fare denuncia ma spiace, soprattutto, per il gesto, giunto al culmine di una serie di atti vandalici che davvero lasciano l'amaro in bocca''. Laura Ricci, sindaca di Croviana, ieri sera ha visto il fumo e i vigili del fuoco dalla sua terrazza. Subito è scesa e ha raggiunto il luogo dell'incendio, in via al Molin, praticamente davanti al MMape (Mulino Museo dell'ape di Croviana) e si è trovata di fronte la casetta qualche tempo fa sistemata da un gruppo di giovani del suo paese e a loro affidata, completamente bruciata.

 

''Pochi minuti - spiega a ilDolomiti la prima cittadina - ed è stata rapidamente divorata dalle fiamme nonostante l'intervento dei vigili del fuoco sia stato celerissimo. Un grazie, infatti va a loro che si sono spesi per evitare conseguenze peggiori domando subito l'incendio''. Poi sul posto è rimasta la cenere e sono cominciate le indagini dei carabinieri per capire come sia bruciata quella piccola struttura e chi sia stato a distruggerla. Una casetta che era stata il fulcro di un progetto con alcuni giovani del paese.

 

A loro era stata affidata. Prima l'avevano ristrutturata e poi l'avrebbero dovuta usare come loro luogo di aggregazione. Il problema è che col tempo si erano verificati vari episodi negativi (tentativi di accedere un fuoco all'esterno, addirittura l'allaccio senza richiesta alla corrente pubblica) e quindi a luglio era arrivata la decisione di vietarne l'utilizzo. Nelle ultime tre settimane, poi, la situazione è degenerata con una serie di episodi di vandalismo messi a segno attorno a quella casetta: sono stati rotti i vetri, poi il piccolo recinto in legno che la cingeva e infine l'episodio di questa notte.

 

''Sono amareggiata e preoccupata per quanto accaduto - comunica la sindaca Ricci - e per le motivazioni che sottendono il gesto, fatto contro un bene pubblico che come tale va gestito e utilizzato. È da tempo che segnaliamo la necessità di avere delle telecamere ed ora, purtroppo non è più possibile attendere. È però, profondamente grave che nella comunità si annidino sospetti e paure e che per questo si debba aumentare il controllo sociale e la sfiducia verso gli altri. Chiedo la massima partecipazione e aiuto per cercare le motivazioni di chi mette in atto tali gesti che giudico intollerabili e pericolosi per i danni materiali e morali che essi arrecano a tutti noi''.

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