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Cacciatore uccide rarissimo gatto selvatico. Il Cabs: "Ora rischia appena 2 mila euro di multa. Servono leggi più severe"

L'associazione di volontari specializzati in antibracconaggio chiede "la riforma di una legge ormai vecchia". L'animale è stato ucciso mercoledì scorso nella zona dell'Alpago ma essendo protetto e tutelato ai massimi livelli è subito scattata l'indagine. 

Pubblicato il - 11 December 2019 - 15:39

ALPAGO. Poco più di 2 mila euro e l'ipotesi dell'arresto da 2 a 8 mesi. Questo è quello che rischia il cacciatore deferito all’autorità giudiziaria dopo essere stato individuato per aver ucciso nel bellunese un raro gatto selvatico. (Qui l'articolo)

 

Un arresto e una multa che in molti, dopo essere venuti a conoscenza di quello che era successo, hanno considerato troppo lievi. A farsi portavoce di questo pensiero è il CABS, l'associazione di volontari specializzati in antibracconaggio, secondo cui si tratta di una dimostrazione di come la legge di settore sia palesemente inadeguata.

 

"I reati previsti dalla legge sulla protezione della fauna omeoterma e il prelievo venatorio - ha affermato il CABS - sono tutti di semplice contravvenzione e se qualcuno crede che dietro la parola 'arresto' vi sia il rischio di una qualche forma di privazione della libertà personale, si sbaglia di grosso. Tali provvedimenti, infatti, scattano quando il reato indica una previsione di pena minima che si misura in più anni e non certo in pochi mesi".

 

Il gatto selvatico è un animale molto raro che nell'arco alpino si rinviene nelle Alpi Liguri e Marittime ad ovest, mentre per quanto riguarda la parte orientale è presente nelle montagne friulane. Da segnalare, poi, che l'anno scorso la presenza del felide é stata documentata con certezza per la prima volta anche in Trentino

 

 Per il Veneto solo quattro segnalazioni antecedenti. Uno ucciso nel 1983 nella zona trevigiana del Cansiglio, un secondo investito nei pressi di Vittorio Veneto nel 2002 poi, nel 2014, un terzo ripreso da una fototrappola nel settore orientale del Parco. Sempre con fototrappola un quarto animale documentato nel 2018 in val Cardevole. Ora il quinto, abbattuto.

 

“Abbiamo più volte chiesto al legislatore – ha spiegato l'associazione - di intervenire urgentemente per riformare una legge vecchia di quasi un quarto di secolo, quando diversa era la realtà del nostro paese in tema di difesa della fauna selvatica. Chiediamo che vengano subito introdotti reati delitti, come quelli che prevengono maltrattamenti e morte di animali di cosiddetta affezione. Un gatto, sia che selvatico o domestico, muore dello stesso dolore".

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